

di Massimiliano Catapano
Vergogna Salernitana. Il campionato comincia nel modo peggiore possibile e l’"Arechi", anzichè diventare il punto di partenza della riscossa, si trasforma nuovamente nel teatro di una serata amarissima. Il Sorrento passa 1-2 (foto Sorrento Calcio) davanti a 14.191 spettatori e consegna alla squadra di Serse Cosmi la seconda sconfitta interna consecutiva in una gara ufficiale, dopo lo stesso punteggio incassato contro la Scafatese che era costato l’eliminazione dalla Coppa Italia di Serie C. Due partite, due sconfitte all’"Arechi". Un dato che pesa e che rende impossibile nascondersi dietro attenuanti o proclami. Questa Salernitana, oggi, non può permettersi voli pindarici. Prima di parlare di promozione e ritorno in Serie B bisogna costruire una squadra capace almeno di affrontare con solidità questo campionato. Per quanto visto finora, l’obiettivo realistico deve essere innanzitutto mettere al sicuro la categoria. Continuare a vendere illusioni a una tifoseria che ha risposto ancora una volta presente significherebbe ignorare quanto racconta il campo.
Sul banco degli imputati finiscono tutti. La società, chiamata a completare e rinforzare un organico che mostra lacune in più reparti; il direttore sportivo Daniele Faggiano, inevitabilmente responsabile delle scelte tecniche operate sul mercato e dal quale, davanti a un eventuale fallimento del progetto, sarebbe legittimo attendersi un’assunzione di responsabilità fino alle dimissioni. E naturalmente Serse Cosmi: l’allenatore deve dare una scossa immediata perché, al netto di assenze e mercato ancora aperto, l'impronta di gioco continua a non vedersi. La Salernitana appare fragile, prevedibile, spesso scollegata tra i reparti. Un calcio povero di idee che, per una piazza come Salerno, non può diventare normalità.
Primo tempo: Lescano illude, Starita cancella subito il vantaggio
Cosmi parte con il 3-4-2-1: Galeotti tra i pali, Matino, Capuano e Zoia in difesa; Villa e Anastasio sulle corsie, Gyabuaa e Vitale in mezzo, con Achik e D’Ursi alle spalle di Lescano. L’avvio, però, appartiene soprattutto al Sorrento. Al 5’ Bolzan riesce a liberarsi e conclude debolmente tra le braccia di Galeotti. Cinque minuti più tardi lo stesso attaccante viene dimenticato dalla retroguardia granata e incorna da posizione favorevolissima: Galeotti salva con un grande intervento. Sugli sviluppi del corner Di Somma manda fuori di testa, mentre al 12’ Starita trova soltanto l’esterno della rete. La Salernitana prova a scuotersi al 16’: Anastasio mette dentro, Villa arriva all’appuntamento di testa ma Harrasser controlla. Al 19’ è Vitale a cercare il gol all’esordio con una conclusione dal limite respinta dal portiere ospite. Dopo il cooling break torna a farsi pericoloso il Sorrento: al 30’ Viscardi, praticamente davanti a Galeotti, manca clamorosamente l’impatto giusto.
Al 34’ arriva l’episodio che sembra poter cambiare la serata. Cross di Anastasio, colpo di testa di Lescano e pallone sul braccio di Crecco: calcio di rigore. Il Sorrento utilizza il Football Video Support, ma la decisione resta invariata. Dal dischetto Lescano calcia centrale e potente e al 38’ firma l’1-0. L’illusione dura appena quattro minuti. Al 42’ Capezzi pennella in area, Zoia perde Starita e l’attaccante del Sorrento, completamente libero, batte Galeotti di testa. Anche dopo il controllo al monitor la rete viene convalidata. Si va all’intervallo sull’1-1, accompagnati dai primi segnali di insofferenza di un Arechi che si aspettava tutt’altro debutto.
Secondo tempo: occasioni sprecate, traversa di Achik e la beffa di Cargnelutti
Cosmi cambia immediatamente: fuori D’Ursi, dentro Djibril. Ma è ancora il Sorrento ad avere una clamorosa occasione all’8’, quando Cuccurullo, lasciato libero davanti a Galeotti, manda di testa a lato. Due minuti dopo Vitale risponde con un’incornata alta. Al 14’ la Salernitana costruisce una delle migliori opportunità della serata: Achik mette al centro, Lescano lavora il pallone per Vitale che, a pochi passi da Harrasser, perde il tempo della conclusione e vede il tiro successivamente deviato sul fondo. Due minuti dopo Villa deve addirittura immolarsi su Cuccurullo per evitare il peggio. Al 18’ Lescano spedisce alto da distanza ravvicinata. Poi comincia la lunga parentesi legata al Football Video Support: Cosmi utilizza una card per chiedere la revisione di un intervento di Cargnelutti, che viene soltanto ammonito, e successivamente ne utilizza un’altra reclamando un rigore per un presunto fallo di mano di Cuccurullo sul colpo di testa di Capuano. Anche in questo caso niente penalty e Salernitana senza più possibilità di chiamata al monitor.
La grande occasione arriva al 33’. Cardoni pesca in profondità Achik, l’esterno granata esplode il destro da posizione defilata e centra in pieno la traversa. È il lampo di una Salernitana che continua però a concedere campo: Potenza sfiora il palo con un tiro a giro e il Sorrento acquista coraggio. Al 43’ arriva la sentenza. Calcio d’angolo, Cargnelutti svetta e trova il pallone del raddoppio sorrentino. L’azione viene sottoposta a una lunga revisione per la posizione di Crecco, ma alla fine il goal è convalidato. Nel lunghissimo recupero Boncori ha sul piede la possibilità di evitare il tracollo, ma Harrasser compie un intervento decisivo. Poi il triplice fischio. E dall’"Arechi" piovono fischi.
Non servono alibi: tutti devono assumersi le proprie responsabilità
La fotografia della serata è impietosa. Quattordicimila persone all’"Arechi" e una squadra incapace di trasformare quella spinta in energia, carattere e calcio. I calciatori dovrebbero chiedere scusa ai tifosi per una prestazione lontanissima da ciò che questa piazza merita. Ma le scuse non possono riguardare soltanto chi scende in campo: anche Cosmi deve interrogarsi profondamente. Il gioco espresso finora è insufficiente e l’allenatore è chiamato a trovare rapidamente identità, equilibrio e soluzioni. Anche lui, inevitabilmente, finisce sulla graticola.
La società, parallelamente, deve intervenire sul mercato. Servono rinforzi veri e funzionali in più reparti, non semplicemente operazioni numeriche per completare la rosa. La sconfitta contro la Scafatese in Coppa Italia era stata un campanello d’allarme chiarissimo: Palmieri e Dambros avevano portato i canarini sul doppio vantaggio già nel primo tempo, prima dell’inutile rete di Achik nella ripresa. Otto giorni dopo, l'allarme non è rientrato: è diventato ancora più rumoroso.
Considerazione finale
È inutile illudere Salerno parlando oggi di Serie B. Questa Salernitana, per quello che ha mostrato, deve prima pensare a salvarsi. Se società, direttore sportivo, allenatore e squadra non cambieranno rapidamente marcia, il rischio di ritrovarsi coinvolti in una stagione drammaticamente diversa da quella promessa non può essere liquidato come pessimismo. Faggiano ha costruito questa squadra e deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte: se il progetto dovesse continuare a mostrare queste crepe, anche un passo indietro diventerebbe un'opzione da prendere seriamente in considerazione.
TABELLINO
SALERNITANA (3-4-2-1): Galeotti; Matino, Capuano (36’ st Longobardi), Zoia; Villa (51’ st Boncori), Gyabuaa, Vitale (32’ st Cardoni), Anastasio; Achik, D’Ursi (1’ st Djibril); Lescano. A disposizione: Cevers, Cataldo, Del Pin, Sorbino, Mastrovito, Di Vico, Boncori. Allenatore: Cosmi
SORRENTO (3-5-2): Harrasser; Di Somma (1’ st Evangelisti), Cargnelutti, Viscardi; Puzone (35’ st Ricci), Cuccurullo, Capezzi, Marchesi (10’ st Potenza), Crecco; Starita (35’ st Paglino), Bolzan (18’ st Plescia). A disposizione: Del Sorbo, Boccarusso, Solcia, Castaldi, Cangianiello, Falasca, Bernabeo. Allenatore: Maiuri
ARBITRO: Vogliacco di Bari. Assistenti Capriuolo e Massari. IV uomo Liotta. FVS Monaco
RETI: 38’ pt Lescano (SAL), 42’ pt Starita (SOR), 43’ st Cargnelutti (SOR)
NOTE: Ammoniti Zoia, Djibril (SAL), Viscardi, Cargnelutti, Potenza (SOR). Calci d’angolo 6-4. Recupero 6’ pt, 9’ st. Spettatori 14.191, di cui 6.674 abbonati.
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