

Il Ciclismo a Caivano non è mai stato soltanto sport. È identità, radici, memoria collettiva. La Coppa Caivano, nata nel 1910, ha attraversato oltre un secolo di storia diventando una delle classiche più rappresentative del Sud, passaggio obbligato per generazioni di corridori che da qui hanno iniziato a sognare il Giro d’Italia. Su queste strade hanno pedalato campioni e uomini simbolo di un’epoca, tra cui Learco Guerra, protagonista assoluto di una stagione in cui la bicicletta era fatica pura e il talento si costruiva giorno dopo giorno, tra strade sconnesse e gloria conquistata metro dopo metro. Oggi quello stesso spirito rivive nei giovanissimi che si sfidano con entusiasmo e leggerezza, ma con negli occhi la stessa voglia di emergere. La manifestazione ha avuto un significato ancora più profondo: la dedica sentita a Mimì Marzano, figura storica e appassionata dello sport del pedale, padre di due ottimi ciclisti come Armando e Antonio Marzano, presenti e partecipi nel segno di un’eredità che non si spegne. Un ricordo che ha accompagnato ogni batteria, trasformando la gara in qualcosa di più grande: un momento di comunità, riconoscenza e continuità.
La giornata si apre con la categoria G1, dove la corsa è soprattutto scoperta e passione. A vincere è Stefano Farina (Team Andrea Esposito di Scafati), che precede Antonio Di Caprio (Mary J Sweet Angel) e Giuseppe Sicignano (Team Giuseppe Bike). Tra le ragazze si impone Anna Balzano (Team Andrea Esposito), protagonista di una prova vivace e determinata. La seconda batteria (G2) cresce in intensità e regala una gara più strutturata. Successo per Mariano Brunetti (Mary J Sweet Angel), che precede Domenico Sabatino (Team Giuseppe Bike) e Matteo Maresca (Team Bike Vesuvio). Una prova che mostra già una maggiore consapevolezza tattica. Nella G3 il giovane atleta picentino Vito Carrano dell'ASD Amicisuperski di Montecorvino Pugliano impone il proprio ritmo dal primo all'ultimo metro, precedendo Luca Pezzullo (Mary J Sweet Angel) e Pietro Di Meglio (Team Cicli Scotto Ischia). La batteria G4 si accende dopo una prima fase di studio. Il Team Bike Vesuvio prova a controllare, ma è Pasquale Sannino (Team Cesaro-Neri-Lucchini) a cambiare la corsa. Con un'azione decisa, Sannino si invola in solitaria e chiude con un vantaggio netto di quasi due minuti. Alle sue spalle Savariomaria Gaudino anticipa Ivan Iaquinto (Teambike Moiano).
Buone prove anche per il Team Bike Vesuvio, con Catello Borrelli quarto e Cristian Arcisati sesto, guidati dagli infaticabili allenatori Antonietta Farina e Andrea De Felice. Nei G5 la gara prende una direzione chiara sin dalle prime battute. Leonardo Giannatiempo (ASD Amicisuperski) controlla e gestisce con autorità. Alle sue spalle Antonio Barbato (Team Cesaro-Neri-Lucchini) e Giosuè Zito (Mary J Sweet Angel), mentre tra le ragazze si distingue Luciana Verbena (Ciclo Team Valnoce). La categoria G6 offre la sfida più tattica della giornata, nei 15 giri previsti. Dopo una fase di studio, la corsa si accende nel finale e si decide allo sprint. Vince Gennaro Di Lena (Team Cesaro-Neri-Lucchini) davanti ad Antonio Palmiero (Mary J Sweet Angel) e Brian Fiorillo (Team Cesaro-Neri-Lucchini). La classifica finale per società premia la Mary J Sweet Angel, davanti al Team Cesaro-Neri-Lucchini e all'ASD Amicisuperski. Ma il vero risultato è altrove: nella partecipazione, nell'entusiasmo, nella continuità di una tradizione che non si è mai interrotta.
A chiusura della manifestazione, parole significative arrivano dalle istituzioni presenti. Il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, sottolinea il valore educativo dell'evento: "Lo sport è vita e volano per l'intero territorio. Vedere questi bambini felici, correre e pedalare nel rispetto degli altri è la più grande lezione che si possa offrire. Abbiamo il dovere di lavorare con questo stesso spirito per una comunità che voglia migliorarsi ogni giorno". Sulla stessa linea l'assessore allo sport Orsella Russo, che evidenzia il valore sociale della giornata e il legame con la memoria del territorio, in un evento che continua a unire generazioni nel nome della Coppa Caivano. Lei che è figlia di quel Giacinto Russo, già senatore della Repubblica scomparso di questi tempi lo scorso anno, che per decenni fu vero e proprio motore propulsivo della kermesse. Dalla sua nascita nel 1910 fino ai giovanissimi di oggi, la Coppa Caivano resta un simbolo unico: una corsa che non ha mai smesso di essere scuola, tradizione e sogno. E in mezzo a tutto questo, il ricordo di Mimì Marzano diventa il filo che tiene insieme passato e futuro, trasformando ogni pedalata in qualcosa che va oltre il traguardo.
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