

di Massimiliano Catapano
Un pareggio che vale soprattutto per il carattere mostrato. La Scafatese inaugura il proprio cammino in campionato con un rocambolesco 3-3 sul campo del Giugliano e Giovanni Ferraro (foto Scafatese Calcio), al termine del derby, divide la sua analisi tra la soddisfazione per la reazione dei canarini e la necessità di correggere in fretta alcuni passaggi a vuoto. La squadra gialloblu ha avuto il merito di non arrendersi neppure quando la partita sembrava essersi messa in salita. Un atteggiamento che il tecnico ha particolarmente apprezzato, soprattutto per la risposta arrivata anche dagli uomini chiamati in causa nella ripresa. "È stata una partita viva, ho visto due squadre con tanta voglia di segnare. Forse siamo state entrambe poco equilibrate, ma devo fare i complimenti alla squadra per la reazione importante, anche con i giocatori che sono entrati nel secondo tempo", ha spiegato Ferraro nel post-partita. Il tecnico, tuttavia, non si lascia trascinare dall’entusiasmo.
Il 3-3 del "De Cristofaro" consegna alla Scafatese il primo punto della stagione, ma rappresenta anche una fotografia abbastanza nitida delle difficoltà che attendono una neopromossa chiamata ad affrontare un campionato selettivo come quello di Serie C. Ferraro lo sottolinea senza giri di parole: "La nostra è stata una partita dai due volti, ma è stato un punto importante su un campo difficile che ci fa capire cosa ci aspetta in questo campionato". Il messaggio dell’allenatore è chiaro. La Scafatese possiede qualità e carattere, ma dovrà imparare rapidamente a mantenere equilibrio e concentrazione nell’arco dei novanta minuti. Per Ferraro non è ancora il momento di guardare troppo lontano né di alimentare proclami: il percorso deve essere costruito attraverso il lavoro quotidiano e con la consapevolezza di essere appena tornati nel calcio professionistico. "Il nostro primo obiettivo deve essere raggiungere la salvezza. Bisogna essere una squadra operaia che si affaccia alla Serie C con la giusta umiltà", ha ribadito il tecnico, indicando immediatamente la strada da seguire. È probabilmente questo il passaggio più significativo dell’intervento di Ferraro.
Il concetto di "squadra operaia" non ridimensiona le ambizioni della Scafatese, ma stabilisce le fondamenta sulle quali costruire la stagione: sacrificio, compattezza, disponibilità e nessun calo di tensione. Da qui arriva anche l’ultimo richiamo dell’allenatore: "Non bisogna mai abbassare la guardia. Se ogni giocatore si sente parte integrante di questo progetto possiamo raggiungerla il prima possibile". Parole che raccontano bene la filosofia con cui Ferraro intende accompagnare la Scafatese nel ritorno tra i professionisti. Il 3-3 di Giugliano lascia qualche elemento da correggere, soprattutto nella gestione dei momenti della gara, ma restituisce anche una certezza: quando sembrava sul punto di cadere, la squadra ha saputo rialzarsi. Ed è proprio da quella reazione che Ferraro vuole ripartire. Un punto all’esordio, conquistato su un campo complicato, senza perdere di vista la realtà: per questa Scafatese il talento potrà essere importante, ma saranno umiltà, lavoro e continuità a stabilire fin dove potranno arrivare i canarini.
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