

Crossover amarissimo per l'Italia che cede 10-6 al Canada, reduce dalla vittoria 10-9 in rimonta nel precedente play-off con la Nuova Zelanda, e per la prima volta nella storia recente di una competizione internazionale femminile finisce fuori dalle prime 8 di categoria. Avviene ai Mondiali Under 18 in corso di svolgimento a Tenerife dove la selezione di Giacomo Grassi è relegata ai piazzamenti dal nono al dodicesimo posto: penultimo atto sabato alle 14.30 con Israele. Ha vinto la squadra con più motivazioni e messa meglio atleticamente al cospetto di un baby Setterosa apparso scarico fisicamente e mentalmente, acuendo i segnali preoccupanti emersi nelle uscite con Grecia e Olanda. I risultati negativi fanno parte del percorso nello sport e vanno accettati come tali, soprattutto se lasciano in eredità insegnamenti e voglia di riscatto. Portano con sè però anche interrogativi sulla gestione di due competizioni ravvicinate come Europei U20 e Mondiali U18 da parte dell'entourage azzurro con alcune atlete, già provate da una stagione lunghissima con i club terminata a luglio, costrette agli straordinari quando probabilmente si sarebbe potuto formare due gruppi differenti e garantire miglior condizioni psicofisiche delle protagoniste.
Venendo al campo le biancorosse, poi sconfitte questa sera 24-8 dalla Spagna, approcciavano al meglio con una grande difesa sorretta dalle parate di una strepitosa Stoddard, premiata MVP, ed una gestione efficace delle superiorità. Alla prima superiorità Pineda-Mclean portava avanti il team della foglia d'acero che trovava il raddoppio ancora in più col piazzato di Khramtsova che sorprendeva Serafini. Di contro tutte le azioni in extra player del Sette tricolore (privo della squalificata Gallettini) venivano stoppate dall'estremo difensore canadese o gestite con scarsa lucidità. Il secondo periodo inizia con un lampo di Minuto che sblocca le sue in più ma nello stesso fondamentale è glaciale Abdelfattah. Un rigore concesso dopo una concitata azione viene guadagnato e trasformato da Minuto per il 3-2 che chiude la prima metà di gara insieme ad un riflesso reattivo di Serafini che si supera su Pineda-Mclean. La ripresa comincia con lo stesso copione del primo quarto ed un terrificante uno-due del team di Paradelo che in rapida successione fa breccia nella difesa avversaria in parità numerica con Kyfiuk prima e Khramtsova poi con un velenoso lungolinea dalla distanza. La stessa numero 4 (tris) fa salire il break sul 3-0 capitalizzando la superiorità su assist di Abdelfattah. L'Italia è alle corde, tra i pali entra Zanoni e capitan Bianco si carica sulle spalle la squadra pescando il jolly in superiorità, unico finalizzato del match su sponda italiana.
La giocatrice del Rapallo avrebbe l'opportunità di rinvigorire le speranze di rimonta ma la saracinesca Stoddard la mura dai 5 metri tenendo invariato il +3. Il vantaggio canadese salirà di un'ulteriore misura quando dopo un tiro avventato di Bovo in più, è Abdelfattah a trafiggere l'estremo difensore della Florentia dai sei metri. Il terzo fallo grave di Rivard priva la compagine nordamericana di una pedina importante, Bovo stavolta centra il bersaglio grosso dall'altezza dei sei metri provando a tenere in carreggiata le azzurrine ma al 24' si gira sull'8-4 Canada: è ancora la cecchina Abdelfattah (tripletta) a trovare il varco giusto in superiorità per doppiare le rivali che pochi istanti prima fallivano un rigore con Bovo a spedire sopra la traversa. La quarta frazione inizia con l'espulsione per limite di falli di Ruani ma con la forza della disperazione del Sette tricolore che riapre i giochi con la girata di Bianco dal centro e il tris di Minuto che, servita da Virzi (una delle più combattive), a tu per tu col portiere insacca sul primo palo. Viene annullato un goal al Canada (pallone non entrato del tutto oltre la linea immaginaria) poi il VAR dice no ad una richiesta di penalty su Minuto e convalida la rete di Kyfiuk che si era involata sulla prosecuzione dell'azione. Il rosso a Breda chiude anzitempo la contesa, Abrizi perde l'attimo fuggente poi reclama vanamente un rigore ed è la stessa Kyfiuk a suggellare il meritato successo canadese col tris personale.
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