

Si ferma a soli tre centesimi dalla finale mondiale il cammino di Daniele Orlando allenato da Kevin Ojakue nei 100 metri ai campionati Mondiali Under 20. Il giovane sprinter dell'Atletica Agropoli (foto Grana/FIDAL) è stato protagonista di una giornata da ricordare, confermandosi tra i migliori talenti della velocità italiana. Nelle batterie Orlando ha corso una prova di altissimo livello. Con il tempo di 10.36 (+1.2), migliorando di un centesimo il proprio primato personale, ha chiuso al quarto posto nella quarta batteria alle spalle del sudafricano Marko Ferreira, conquistando il pass per le Semifinali grazie ai ripescaggi, riservati ai soli tre migliori tempi esclusi dalla qualificazione diretta. Il crono gli permette anche di salire al settimo posto nelle graduatorie italiane under 20 di ogni epoca, confermando la crescita del campione italiano di categoria in una competizione dal livello tecnico elevatissimo, dominata fin dal primo turno dai 10.05 dello statunitense Tate Taylor e dai 10.07 del giamaicano Gary Card.
Appena diplomato al Liceo "Pitagora" di Torre Annunziata, Orlando si allena all'Infernetto, presso il centro sportivo delle Fiamme Gialle, seguito da Ojakue. Una scelta che racconta tutta la sua voglia di crescere: talento, applicazione e una determinazione fuori dal comune stanno accompagnando la sua rapida ascesa. In Semifinale Orlando ha confermato tutto il proprio valore. Grazie a un eccellente tempo di reazione allo sparo ha disputato una gara generosa, chiudendo al settimo posto in 10.41. Un risultato che gli ha lasciato un pizzico di rammarico: sono mancati infatti appena tre centesimi per conquistare uno dei tempi di ripescaggio utili all'accesso alla finale mondiale. La delusione, inevitabilmente, ci sarà. Dopo aver corso in 10.36 nelle batterie, un tempo che avrebbe garantito il passaggio del turno anche in Semifinale, è naturale pensare a ciò che avrebbe potuto essere.
Ma è proprio questo il segnale della crescita di Daniele Orlando: oggi il rammarico nasce perchè il livello raggiunto gli consente davvero di giocarsi un posto tra i migliori del mondo. Il bilancio resta comunque estremamente positivo per il velocista oplontino-cilentano. Un mondiale che lo consacra tra i migliori sprinter Under 20 italiani e rappresenta un trampolino di lancio verso traguardi ancora più prestigiosi. La finale è sfuggita per un soffio, ma il futuro sembra già correre dalla sua parte.
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