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Varenne si è fermato ad Eboli, l'ippica piange il leggendario "Capitano": gli ultimi anni di vita all'LJ nella Piana del Sele

18/08/2026

Il mondo dell'ippica piange la scomparsa di Varenne, il leggendario "Capitano" che ha scritto pagine indelebili nella storia del trotto mondiale. Il campione è morto oggi all'età di 31 anni nell'allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita. Con lui se ne va uno dei più grandi protagonisti di sempre, capace di trasformare ogni corsa in spettacolo e ogni vittoria in un evento globale. I numeri raccontano solo in parte la grandezza di Varenne: 73 corse disputate, 62 vittorie, sei secondi posti e due terzi posti, con oltre sei milioni di euro di premi conquistati nei più prestigiosi ippodromi del mondo. Da Parigi a Stoccolma, da Agnano a New York, il "Capitano" ha dominato la scena internazionale, contribuendo a rendere il trotto uno sport seguito ben oltre i confini degli appassionati.

Varenne era nato il 19 maggio 1995 a Copparo, nel ferrarese, nell'allevamento di Zenzalino. Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, portava un nome dal respiro internazionale, ispirato alla celebre rue de Varenne di Parigi. Proprio la capitale francese sarebbe diventata uno dei palcoscenici della sua consacrazione, simbolo di una carriera costruita tra i più importanti circuiti ippici del mondo. Nel panorama dell'ippica, Varenne è stato molto più di un campione: un vero e proprio fenomeno. Capace di attirare pubblico e attenzione mediatica, ha reso ogni gara un racconto, ogni arrivo una scena memorabile. Il suo impatto è stato tale da ridefinire i parametri del successo nel trotto, tanto da essere considerato da molti il più forte cavallo di tutti i tempi e il trottatore più ricco e vincente della storia.

La morte di Varenne segna la fine di un'epoca. Nel silenzio dell'allevamento di Eboli, dove ha vissuto gli ultimi anni, si chiude la parabola di un campione che ha fatto sognare generazioni. Resta una leggenda destinata a durare nel tempo, impressa nella memoria degli appassionati e nella storia dello sport. A raccontare gli ultimi momenti del leggendario campione è Dario De Angelis, proprietario dell'allevamento LJ di Eboli, dove il "Capitano" viveva da quasi due anni: "Al di là degli acciacchi dell’età, stava discretamente bene. Purtroppo quando succede non sei mai preparato", ha spiegato De Angelis all'ANSA. Il cavallo si trovava insieme a Giovanni, uno dei collaboratori che quotidianamente si occupavano di lui, quando si è improvvisamente accasciato. Poco prima era rientrato da una passeggiata nel parco: durante l’estate era solito uscire anche di notte, in un ambiente che gli garantiva serenità e tranquillità.

Negli ultimi anni Varenne aveva trovato nella Piana del Sele il suo rifugio ideale. L'arrivo nell’allevamento LJ era avvenuto per volontà del proprietario Enzo Giordano, con cui De Angelis aveva un rapporto di grande stima. "Era arrivato da noi quasi due anni fa - ricorda - e ci teneva che venisse qui. Devo ringraziarlo per avermi concesso questo onore". All'interno della struttura, il campione viveva in un box di circa 30 metri quadri, dotato di due ingressi e tre ventilatori, seguito costantemente da due veterinari e un nutrizionista. La sua routine prevedeva cinque pasti al giorno e frequenti uscite nel parco, sempre accompagnato da chi lo accudiva quotidianamente. Un'attenzione continua, riservata sì a un cavallo anziano, ma anche a un simbolo dello sport mondiale. Il legame con Varenne era diventato qualcosa di speciale per chi lo viveva ogni giorno. "Poter vivere con lui mi ha fatto capire che era un cavallo fuori dal normale - racconta De Angelis - aveva un'intelligenza quasi umana, lo si vedeva dalle piccole cose".

Nonostante la sua grandezza, il trattamento riservato era quello destinato a qualsiasi cavallo anziano, con una cura quotidiana fatta di gesti semplici ma costanti. La perdita di Varenne ha colpito profondamente chi lo ha accudito fino all’ultimo giorno. "Oggi abbiamo perso un cavallo e poi abbiamo perso Varenne. Questo fa doppiamente male", confessa De Angelis. Un pensiero finale, però, prova ad alleviare il dolore: "Mi piace pensare che sia andato da Enzo. Così finalmente si sono ricongiunti".

FONTE: La Città

Redazione Sport - Attualità -

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