

di Massimiliano Catapano
Una redistribuzione delle risorse per fronteggiare le criticità legate alla carenza di personale e garantire maggiore continuità all’assistenza nei reparti. È la misura adottata dalla Direzione strategica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", chiamata a gestire una fase particolarmente delicata anche per effetto delle ferie estive. L’intervento prevede il ricollocamento nei servizi sanitari di alcuni infermieri finora impiegati negli uffici amministrativi. Una scelta dettata dalla necessità di riportare professionalità assistenziali nei settori dove, in questa fase dell’anno, il fabbisogno può diventare più stringente. Gli infermieri interessati torneranno dunque alle funzioni proprie del loro profilo professionale e potranno essere utilizzati per colmare eventuali carenze nei reparti, con una particolare attenzione al Pronto Soccorso, che rappresenta uno dei punti più sensibili dell’intera organizzazione ospedaliera.
A sostenere la riorganizzazione sarà l’ingresso, da oggi 17 agosto, di dieci unità di personale amministrativo, autorizzate dalla Regione Campania in anticipazione rispetto al Piano Triennale del Fabbisogno del Personale. Le nuove risorse saranno destinate a garantire la continuità delle attività amministrative lasciate scoperte dagli infermieri ricollocati nei servizi sanitari. L’obiettivo è evitare che l’esigenza di rafforzare l’assistenza determini ripercussioni sulla funzionalità degli uffici, riportando al tempo stesso ciascuna figura professionale all’interno del proprio ambito di competenza. Un intervento che risponde all’emergenza contingente, ma che si inserisce in un disegno organizzativo più ampio. Superata la fase estiva, infatti, il direttore generale Nicola Cantone ha annunciato l’introduzione della figura del "caring nurse", pensata per rendere più efficace il rapporto tra il Pronto Soccorso e i familiari dei pazienti.
Il personale incaricato sarà dotato di tablet collegati ai servizi informatici aziendali, strumenti attraverso i quali sarà possibile fornire aggiornamenti tempestivi e risposte concrete in tempo reale alle famiglie. Un presidio informativo destinato a ridurre uno dei principali elementi di criticità nelle aree di emergenza: l’attesa di notizie da parte dei parenti e la conseguente pressione sul personale sanitario impegnato nell’assistenza. La nuova figura dovrebbe quindi assumere una funzione di raccordo tra il percorso clinico del paziente e le esigenze informative dei familiari, alleggerendo al contempo medici e infermieri da richieste che, soprattutto nei momenti di maggiore affollamento, possono incidere sull’operatività del servizio. Ma la strategia non si fermerà qui. Cantone ha indicato anche la volontà di procedere verso una organizzazione di tipo verticale del Pronto Soccorso, attraverso una revisione dell’assetto interno e dei percorsi assistenziali.
Un passaggio che punta a rendere più lineare la gestione dei pazienti e più definita la distribuzione delle responsabilità, intervenendo su uno dei nodi tradizionalmente più complessi della sanità ospedaliera. La linea tracciata dalla Direzione strategica si muove dunque lungo due direttrici: da un lato la risposta immediata alle carenze di personale, attraverso una diversa utilizzazione delle risorse disponibili; dall’altro una prospettiva di medio periodo orientata a modificare l’organizzazione del Pronto Soccorso e il rapporto con l’utenza. Infermieri nuovamente destinati all’assistenza, dieci amministrativi negli uffici, una figura dedicata alla comunicazione con le famiglie e una nuova architettura organizzativa dell’emergenza: sono questi i tasselli sui quali il Ruggi punta per affrontare l’attuale fase di difficoltà e, allo stesso tempo, provare a costruire un modello più efficiente nella gestione dei servizi.
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