

di Massimiliano Catapano
La notte dell’"Arechi" entra di diritto tra quelle da ricordare per la Scafatese. Il successo per 2-1 contro la Salernitana, nella prima gara ufficiale disputata dopo il ritorno tra i professionisti, ha regalato ai canarini il passaggio del turno e soprattutto una vittoria dal forte valore simbolico. Il giorno dopo l’impresa, il presidente Felice Romano ha affidato alla pagina Facebook ufficiale della Scafatese Calcio 1922 una lunga riflessione, ripercorrendo le emozioni vissute a Salerno e tornando anche sulle polemiche nate nei giorni precedenti. Le dichiarazioni riportate di seguito mantengono integralmente il significato del messaggio social del presidente, ma sono rielaborate nella forma giornalistica e non costituiscono una trascrizione letterale del post originale. "Vedere i nostri calciatori andare a festeggiare sotto il settore occupato dai tifosi della Scafatese mi ha fatto comprendere ancora di più quanto fosse importante ciò che avevamo appena realizzato. Presentarsi all’"Arechi" nella prima partita ufficiale dopo il ritorno nel professionismo, riuscire a vincere contro una società prestigiosa come la Salernitana e ottenere anche la qualificazione rappresenta qualcosa di davvero speciale". Romano ha quindi rivolto immediatamente il proprio pensiero a chi ha costruito sul campo il successo: "Il mio ringraziamento va innanzitutto ai ragazzi, a mister Ferraro, al suo staff e a tutte le persone che lavorano quotidianamente per questa società. La squadra ha interpretato la partita con carattere, spirito di sacrificio e grande correttezza, mostrando concretamente quale responsabilità comporti indossare i nostri colori".
Un posto particolare, nel pensiero del massimo dirigente gialloblu, è stato riservato ai sostenitori presenti sugli spalti dell’"Arechi". "Poi ci sono i nostri tifosi. Guardare quel settore riempirsi di giallo e blu, ascoltare il loro sostegno in uno stadio così importante e condividere insieme la gioia al termine della gara è qualcosa che difficilmente potrò dimenticare. Sono immagini che resteranno con me per molto tempo". Il presidente ha poi affrontato direttamente il capitolo relativo alle dichiarazioni pronunciate durante la presentazione della squadra, interpretate da qualcuno come un messaggio provocatorio nei confronti della Salernitana: "So che alcune mie parole dei giorni precedenti hanno fatto discutere e sono state considerate da qualcuno una provocazione nei confronti della Salernitana. Voglio essere molto chiaro: non era assolutamente quella la mia intenzione e non appartiene al mio modo di intendere lo sport mancare di rispetto a un avversario". Romano ha quindi ribadito la propria considerazione nei confronti del club granata e della sua gente: "Conosco bene il valore della storia della Salernitana, il peso della sua tifoseria e l’importanza che questo club ha avuto e continua ad avere nel calcio italiano. Da parte mia c’è rispetto assoluto. Il senso delle mie parole era un altro: volevo difendere l’orgoglio della Scafatese e di tutta la nostra comunità". Nessun intento provocatorio, dunque, ma la volontà di rafforzare la convinzione di una squadra appena riaffacciatasi nel mondo professionistico. "Ai nostri giocatori e alla nostra gente volevo trasmettere un principio molto semplice: siamo tornati tra i professionisti sapendo di dover rispettare chiunque troveremo davanti, ma questo non significa doverci considerare inferiori in partenza. Non parlavo per presunzione, parlavo perché credo nelle qualità della nostra squadra".
Il concetto viene ulteriormente rafforzato dal presidente: "Questa maglia ha una storia e deve essere portata con orgoglio. Chi entra in campo con i colori della Scafatese deve avere rispetto dell’avversario, ma contemporaneamente deve possedere la convinzione di poter competere contro tutti. È questa la mentalità che vogliamo costruire". Il risultato maturato sul terreno dell’"Arechi" rappresenta una prima risposta, ma Romano non vuole che una singola vittoria possa alterare gli equilibri o alimentare entusiasmi fuori misura. "Il campo ci ha regalato una serata straordinaria e una risposta che ci rende felici, ma sarebbe sbagliato pensare che una partita possa cambiare improvvisamente il nostro percorso. Sappiamo perfettamente da dove veniamo: siamo tornati da poco nel professionismo e davanti a noi abbiamo una stagione lunga, impegnativa e inevitabilmente ricca di difficoltà". Il presidente invita quindi l’intero ambiente a conservare equilibrio tanto nelle vittorie quanto nei momenti meno felici. "Un successo prestigioso non deve farci sentire improvvisamente superiori agli altri e, quando arriverà una sconfitta, non dovremo considerarci peggiori di quello che siamo. Il nostro cammino è appena cominciato e dobbiamo ancora crescere molto, imparare, lavorare e probabilmente anche soffrire". C’è però un atteggiamento che Romano considera imprescindibile per il futuro: "Quello che non dovrà mai mancare è ciò che ho visto all’"Arechi": una squadra che entra in campo senza paura e con la convinzione nei propri mezzi. Voglio vedere sempre calciatori capaci di credere davvero in quello che stanno facendo".
La riflessione finale torna inevitabilmente sulla portata storica del momento attraversato dal club: "Dopo tanti anni Scafati è nuovamente presente nel calcio professionistico e questa volta ha avuto anche la possibilità di lasciare un segno importante all’"Arechi". È una soddisfazione che appartiene alla squadra, alla società e soprattutto alla nostra gente". Poi il messaggio conclusivo, nel segno dell’orgoglio ma anche della concretezza: "Adesso possiamo concederci la gioia per quanto accaduto, viverla con orgoglio, rispetto e passione. Subito dopo, però, dovremo rimetterci al lavoro. Abbiamo compiuto qualcosa di bello, ma dobbiamo essere consapevoli che rappresenta soltanto l’inizio del nostro percorso". Il 2-1 sulla Salernitana resta dunque una vittoria di enorme prestigio per la Scafatese, ma dalle parole di Felice Romano emerge soprattutto un messaggio preciso: godersi l’impresa senza trasformarla in un punto d’arrivo. La notte dell’"Arechi" può alimentare entusiasmo e consapevolezza, ma il progetto gialloblù dovrà essere costruito giorno dopo giorno, mantenendo insieme ambizione, rispetto e identità.
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