

di Massimiliano Catapano
La prima partita ufficiale della nuova stagione si trasforma immediatamente in una serata da cancellare. La Salernitana cade 2-1 all’"Arechi" contro la Scafatese e abbandona la Coppa Italia Serie C (foto Scafatese Calcio) già al primo turno, al termine di una prestazione che lascia più di un interrogativo sulla reale consistenza della squadra affidata a Serse Cosmi. A rendere ancora più pesante il risultato c’è il valore storico del derby. Salernitana e Scafatese non si affrontavano in una gara ufficiale dal 9 marzo 1947, quando i granata si imposero 1-0 a Scafati in Serie B. Quasi ottant’anni dopo sono invece i canarini a prendersi la scena, espugnando l’"Arechi" e conquistando una qualificazione destinata a entrare nella storia del club gialloblu.
Primo tempo: occasioni granata, poi la Scafatese punisce
La Salernitana parte con maggiore iniziativa e prova subito ad occupare la metà campo avversaria. Achik cerca spazio tra le linee, Djibril si rende pericoloso e al 9’ Tascone trova anche la rete, annullata però per una precedente posizione irregolare di Llano. Pochi minuti più tardi Achik impegna Becchi su calcio piazzato, mentre al 13’ arriva una clamorosa occasione per Lescano: dopo una sponda di Heinz sugli sviluppi di un corner, l’attaccante manda alto da posizione favorevolissima. La Scafatese non perdona. Al 18’ Dambros costringe Galeotti al primo intervento importante, poi Palmieri raccoglie la seconda palla e firma il vantaggio ospite. La Salernitana accusa il colpo e al 28’ subisce anche lo 0-2: Palmieri sfonda sulla fascia e mette al centro, Dambros anticipa tutti e batte ancora Galeotti. I granata provano a reagire con Villa e Tascone, ma senza trovare la rete. Dall’altra parte Volpicelli sfiora addirittura il terzo gol con un pallonetto sul quale il portiere granata deve intervenire. All’intervallo il risultato fotografa una Salernitana fragile dietro e troppo poco concreta negli ultimi metri.
Ripresa: Achik accende la speranza, il palo nega il pareggio
Cosmi interviene subito dalla panchina inserendo Anastasio al posto di Villa. Il nuovo entrato costruisce immediatamente un’occasione per Lescano, che però non riesce a indirizzare il pallone verso la porta. La Salernitana aumenta progressivamente la pressione e prova a mettere la Scafatese nella propria metà campo. Entrano anche Boncori e successivamente Cardoni, mentre gli ospiti cercano nuove energie modificando il reparto avanzato. La partita cambia al 28’ della ripresa. Achik riceve da posizione defilata e trova una conclusione precisa che supera Becchi, riaprendo improvvisamente il derby. L’Arechi torna a crederci e i granata tentano l’assalto finale. Boncori prova la conclusione dal centro dell’area senza fortuna. Nel finale gli animi si accendono e al 41’ Tascone e Manzi vengono espulsi dopo un parapiglia, lasciando entrambe le squadre in dieci. La grande occasione del pareggio arriva in pieno recupero. Cardoni serve Achik, che rientra e calcia cercando il secondo palo: la conclusione colpisce il legno. È l’ultima speranza. Poco dopo arriva il triplice fischio e la Scafatese può festeggiare una vittoria prestigiosa quanto meritata.
Il mercato non può più aspettare
Naturalmente una partita disputata a metà agosto non può stabilire da sola il destino di un’intera stagione. Sarebbe però altrettanto sbagliato minimizzare ciò che il campo ha raccontato. La Salernitana vista contro la Scafatese è apparsa lontana, oggi, dagli standard necessari per affrontare un campionato con reali ambizioni di promozione. Mancano qualità, profondità e giocatori capaci di assumersi responsabilità nei momenti decisivi. La squadra ha mostrato volontà nella ripresa, ma la buona volontà da sola non basta quando l’obiettivo dichiarato dovrebbe essere quello di tornare immediatamente in Serie B. Occorre allora parlare con chiarezza ai tifosi. Allo stato attuale questa Salernitana non sembra una formazione costruita per vincere il campionato e, sulla base di quanto mostrato finora, appare prematuro perfino considerarla già una squadra da play-off.
Se il mercato non dovesse cambiare volto alla rosa, sarebbe più prudente guardare innanzitutto alla costruzione di una stagione senza rischi e alla salvaguardia della categoria. Le responsabilità ricadono inevitabilmente anche sulla proprietà guidata da Danilo Iervolino e sulla dirigenza. Salerno non ha bisogno di proclami, ma di investimenti mirati e calciatori realmente in grado di alzare il livello tecnico. Cosmi può lavorare sull’organizzazione e sull’identità, ma senza materia prima adeguata diventa difficile trasformare le ambizioni in risultati. La stagione è appena cominciata e c’è ancora tempo per correggere la rotta. Ma il primo verdetto ufficiale è arrivato ed è impossibile ignorarlo: la Scafatese ha vinto all’"Arechi", la Salernitana è già fuori dalla Coppa e il mercato, da questo momento, diventa ancora più urgente.
TABELLINO
SALERNITANA (3-4-2-1): Galeotti; Heinz (51’ st Di Vico), Matino, Zoia (38’ st Cardoni); Llano, Tascone, Gyabuaa, Villa (1’ st Anastasio); Achik, Djibril (8’ st Boncori); Lescano. A disposizione: Cevers, Cataldo, Russo, Sorbino, Nastri, Vuillermoz, Mastrovito. Allenatore: Cosmi
SCAFATESE (4-3-3): Becchi; Novella (35’ st Guerra), Suhs, Manzi, Baldan; Proia, Scognamiglio, Esposito (22’ st De Chiara); Volpicelli (13’ st Molinaro), Dambros (13’ st Ortisi), Palmieri (13’ st Convitto). A disposizione: Forte, Esposito, Faiello, Altobello, Brunet, Terribili, De Michele, Maggio. Allenatore: Ferraro
ARBITRO: Colelli di Ostia Lido
RETI: 18’ pt Palmieri, 28’ pt Dambros, 28’ st Achik (SA)
NOTE: Ammoniti Esposito (SC), Heinz, Achik, Carboni (SA). Espulsi al 41’ st Tascone (SA) e Manzi (SC). Angoli 10-3. Recupero 3’ pt, 6’ st. Temperature elevate e cooling break nel corso della gara. Longobardi assente dopo un affaticamento accusato nella rifinitura. Prima del calcio d’inizio osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Livio Berruti.
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