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Scafatese, bagno di folla nel cuore di Scafati: Romano accende già il derby con la Salernitana e lancia la sfida all'"Arechi"

14/08/2026

di Massimiliano Catapano

Prima l’abbraccio della città, poi il campo. E il campo, per la Scafatese, proporrà immediatamente uno di quegli appuntamenti capaci di dare temperatura a un’intera estate. Il popolo gialloblu ha salutato nella serata di mercoledì 12 agosto la squadra che affronterà il campionato di Serie C 2026/27, trasformando Piazza Vittorio Veneto, nel cuore di Scafati, in un grande palcoscenico a cielo aperto. L’appuntamento era fissato alle 20.30, per una serata costruita come il primo grande abbraccio tra il club tornato tra i professionisti e la propria gente. Una presentazione che ha assunto i contorni di una vera festa cittadina, tra musica, spettacolo e fuochi d’artificio, con squadra e società protagoniste davanti al pubblico gialloblu. A guidare la serata sul palco sono stati i giornalisti Pierluigi Pardo e Susy Fiorillo, già scelti per la conduzione nella stagione precedente. Lo slogan individuato dal club, "Gialloblu sulla pelle, Scafati nel cuore", ha sintetizzato il senso di una notte nella quale entusiasmo e ambizione hanno viaggiato nella stessa direzione.

E non poteva essere una presentazione come le altre. La Scafatese si affaccia infatti nuovamente nel calcio professionistico al termine di una stagione dominata. La promozione matematica arrivò il 22 marzo 2026, grazie al 4-2 inflitto al Monastir e al contemporaneo pareggio delle inseguitrici: il risultato consegnò ai canarini il primo posto nel girone G di Serie D con addirittura sei giornate d’anticipo. Ma la cavalcata gialloblu non si fermò alla promozione. Il 6 giugno, allo stadio "Bonolis" di Teramo, la Scafatese completò una stagione straordinaria conquistando anche il titolo di campione d’Italia di Serie D, travolgendo il Vado per 6-0 nella finale della Poule Scudetto. Un tricolore che nella nuova stagione potrà essere esibito sulle maglie e che Felice Romano ha voluto orgogliosamente ricordare davanti alla piazza. Poi lo sguardo si è inevitabilmente spostato verso Salerno. Perchè il calendario ha deciso di regalare subito alla Scafatese un debutto ad altissima intensità.

Sabato 15 agosto, alle ore 21, allo stadio "Arechi", i canarini affronteranno la Salernitana nel primo turno della Coppa Italia Serie C. Una partita che, per vicinanza geografica, rivalità e fascino del palcoscenico, ha già acceso l’attesa. Romano non ha provato a nascondere l’entusiasmo. Anzi, dal palco ha immediatamente alzato la temperatura della vigilia, mostrando grande rispetto per il blasone granata ma accompagnandolo con una provocazione destinata inevitabilmente a fare rumore. Parlando della Salernitana, il presidente ha ironizzato sulla definizione di grande squadra aggiungendo "almeno così dicono loro", per poi sottolineare come sabato i granata dovranno comunque vedersela con una Scafatese intenzionata a presentarsi all’"Arechi" senza alcun complesso di inferiorità. Il concetto espresso dal patron è netto: la squadra arriva dalla Serie D, ma non vuole vivere la Serie C come una comparsa. Il salto di categoria dovrà rappresentare un banco di prova, certo, ma non un alibi.

Romano ha ribadito la convinzione che la Scafatese possa confrontarsi con tutti, cercando di vincere ogni partita e dimostrando sul campo ciò che è capace di fare anche tra i professionisti. Ed è proprio qui che il discorso del presidente ha richiamato una delle dichiarazioni diventate simbolo della precedente stagione. Nell’agosto del 2025, durante la presentazione della Scafatese che avrebbe poi affrontato il girone G di Serie D, Romano aveva stupito tutti fissando addirittura una data per la vittoria del campionato. Il senso della sua previsione era chiarissimo: avrebbe voluto ritrovare Pierluigi Pardo nel periodo natalizio con il titolo già conquistato. La frase che fece rapidamente il giro del calcio dilettantistico fu: "A dicembre festeggiamo Natale e la vittoria del campionato". Una profezia che non si realizzò letteralmente nei tempi annunciati: a dicembre la matematica non aveva ancora consegnato il campionato ai gialloblu. Ma quella che nell’estate precedente poteva sembrare una dichiarazione quasi temeraria finì comunque per trovare una sostanza impressionante nei risultati.

La Scafatese continuò infatti a macinare punti fino a chiudere definitivamente i giochi il 22 marzo 2026, battendo il Monastir 4-2 e conquistando la Serie C con sei turni ancora da disputare. Non dicembre, dunque, ma marzo: una promozione comunque ottenuta con un anticipo enorme e al termine di una superiorità dimostrata lungo tutto il campionato. Ed è proprio quel precedente che Romano ha utilizzato adesso per rilanciare. Quasi trasformando le proprie previsioni in un marchio di fabbrica, il patron ha ricordato pubblicamente ciò che disse dodici mesi fa e ha spostato più avanti la nuova asticella. "Quest’anno dico che lo facciamo a marzo", ha annunciato dal palco. Una frase ancora più pesante perchè stavolta la Scafatese non parte da favorita in Serie D, ma entra nel difficile girone C della Serie C, in mezzo a società strutturate, piazze storiche e organici costruiti per obiettivi importanti. Romano stesso ha riconosciuto la difficoltà del campionato e la presenza di numerose avversarie competitive, ma il messaggio resta inequivocabile: il presidente non sembra voler limitare l’orizzonte alla semplice salvezza.

Quando parla di marzo, richiama volutamente quanto accaduto nella stagione precedente, quando proprio nel mese di marzo arrivò la certezza matematica della promozione. È una dichiarazione ambiziosa, probabilmente anche provocatoria, ma perfettamente coerente con il personaggio e con una proprietà che, dopo aver costruito una squadra dominante in Serie D, vuole provare a trasferire quella mentalità nel professionismo. Il parallelo, dunque, è suggestivo. Un anno fa Romano disse dicembre e la Scafatese chiuse il campionato il 22 marzo. Oggi parte direttamente da marzo. Se la precedente previsione non fu rispettata nel calendario, lo fu ampiamente nella sostanza di un torneo conquistato con sei giornate d’anticipo. Adesso la sfida diventa inevitabilmente più grande: dimostrare che quelle ambizioni possono sopravvivere anche al salto tra i professionisti. Nel suo intervento Romano ha toccato anche un altro tema, quello della responsabilità della tifoseria. Essere tornati nel professionismo, secondo il presidente, significa crescere non soltanto sul terreno di gioco ma anche sugli spalti. Da qui il richiamo a vivere il calcio attraverso la passione e il sostegno alla squadra, tenendo lontana qualsiasi forma di violenza.

Il patron ha lasciato inoltre intendere che, qualora il percorso dovesse procedere nella direzione auspicata, potrebbero esserci ulteriori sorprese. E la chiusura del suo intervento ha avuto il sapore di un manifesto: per la nuova Scafatese, questo rappresenta soltanto l’inizio. Intanto cresce l’attesa per il derby dell’"Arechi". Gli ultimi dati circolati sulla prevendita parlano di oltre duemila tagliandi già staccati, con una presenza significativa anche nel settore destinato ai sostenitori scafatesi. La Curva Nord inferiore ha una disponibilità limitata e la vendita dei biglietti per il settore ospiti terminerà venerdì 14 agosto alle ore 19. Prima il bagno di folla di Piazza Vittorio Veneto, adesso il verdetto del campo. La Scafatese arriva all’"Arechi" con lo scudetto della Serie D sul petto, l’entusiasmo di una città e un presidente che continua a scegliere la strada delle dichiarazioni forti. Dodici mesi fa Romano indicò dicembre e dovette aspettare fino al 22 marzo per celebrare matematicamente la promozione. Stavolta ha indicato direttamente marzo. La nuova scommessa è partita. Ma prima del campionato c’è la Salernitana: e, dopo le parole del presidente gialloblu, il derby di Ferragosto è già cominciato molto prima del fischio d’inizio.

Redazione Sport - Sport -

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