

Sale l'attesa in casa Nocerina per l'anno del riscatto. Dopo la vittoriosa amichevole (3-0) con la paricategoria di Serie D Gelbison, seguita ai test congiunti nel ritiro in Basilicata, il presidente Alfonso Vicidomini ha tenuto a rivolgersi alla piazza delle due Nocera con un'accorata lettera in sede di presentazione. "C'è una parola che usiamo tutti i giorni, quasi senza pensarci: sport. Pochi sanno che viene dall'inglese disport, e prima ancora dal francese antico desport, un verbo che significava "distrarsi", "portare altrove la mente". Alla radice, in latino, c'è deportare: portare via. Lo sport, nella sua origine più pura, è questo: un luogo dove la mente si libera, dove le persone si ritrovano lontano dal peso delle giornate. Poi c'è un'altra parola, che spesso usiamo come sinonimo ma che ha una storia diversa: calcio. Viene dal latino calx, il tallone, il gesto fisico di colpire. E c'è chi lo chiama pallone, riducendolo a un oggetto. Tre parole, tre modi di guardare la stessa cosa: il gesto, l'oggetto, il significato. Scelgo di parlarvi di sport, nel senso più alto della parola, perchè è quello che vogliamo restituire a questa città: non un gioco raccontato solo per i suoi difetti, non un pallone che rotola tra le polemiche, ma uno spazio di appartenenza, di identità, di orgoglio. E lo sport, per essere davvero tale, ha bisogno di tutti".
Il massimo dirigente continua: "In queste settimane ho cercato, con umiltà e senza proclami, di parlare con tutti. Ho ascoltato la rabbia di chi porta ferite lasciate dal passato, ho spiegato il lavoro che stiamo facendo, ho chiesto fiducia sapendo che la fiducia si guadagna con i fatti, non con le parole. Non so, mentre scrivo queste righe, (9 agosto 2026), se la curva sarà con noi in questo stadio. Se ci sarà, sarà una gioia enorme, perchè significherà che il percorso che abbiamo provato a costruire insieme ha trovato una risposta. Se non ci sarà, il rispetto per quella scelta resterà intero: la porta di questa società rimane aperta, oggi come domani, senza rancore e senza polemica. Perchè lo sport, quello vero, non si impone: si costruisce, giorno dopo giorno, con i fatti. Non voglio guardare indietro. Non lo dico per chiudere una porta al passato, ma per aprirne una al futuro: da oggi lavoriamo solo per costruire qualcosa di diverso, qualcosa di differente. E lo faremo con i numeri. Sono abituato a far parlare i numeri, in tutte le loro parti. Ci circondano ovunque, ma proviamo a immaginare per un attimo di non averli: saremmo ciechi, senza punti di riferimento. I numeri si possono interpretare, discutere, ma alla fine restano un dato oggettivo. Su questo giudicateci: sui risultati, sul lavoro, sui fatti concreti che metteremo in campo giorno dopo giorno".
Ed ancora: "Prima di chiudere, lasciatemi dire una cosa che sento davvero, con il cuore. Ringrazio il Signore, che in modo naturale mi ha fatto incontrare le persone che oggi lavorano al mio fianco. Non è cosa scontata trovare, in così poco tempo, uomini e donne che condividono la stessa visione, la stessa fatica, lo stesso desiderio di fare bene. In questi pochi giorni è stato fatto tanto, forse più di quanto ci si potesse aspettare. Ma sappiamo, tutti noi, che la strada da percorrere è ancora lunga, e che il lavoro vero comincia adesso. Lo affrontiamo con la stessa umiltà con cui siamo partiti, con la gratitudine di chi sa di non essere solo, e con la determinazione di chi non si accontenta di quanto fatto finora. Come ho già dichiarato, la Nocerina non è mia: la Nocerina è nostra. Le due Nocera contano insieme circa 70.000 abitanti, e ognuno di essi rappresenta idealmente lo 0,0014% di questa comunità. Per questo non parlerò mai di io, ma sempre di noi: io non ho fatto altro che dare voce a ciò che la gente desidera. Voglio dimostrare che con il rispetto, l'educazione e la considerazione si possono ottenere gli stessi risultati che si otterrebbero con l'imposizione, anzi, risultati più solidi e duraturi. Il vivere comune non ha bisogno di imposizioni, ma di regole: regole condivise, chiare e applicate da tutti, senza eccezioni".
Infine: "Concludo con i ringraziamenti che mi stanno più a cuore. Benvenuti ai nostri calciatori, che indossano questa maglia con responsabilità e orgoglio. Benvenuto allo staff, che lavora ogni giorno spesso nell'ombra. Grazie ai nostri tifosi, cuore pulsante di questa squadra. Grazie ai dirigenti, che condividono con me questo percorso. E grazie a tutte le persone che, in modi diversi, compongono lo scenario di questo campo e lo rendono vivo, grazie anche a chi sta dando il proprio contributo alla Nocerina preferendo restare nell'ombra. Un ringraziamento speciale va all'amministrazione comunale, che non ha mai smesso di starci vicino, e in particolare al sindaco Paolo De Maio, per la vicinanza costante e concreta in questo percorso.
Infine voglio ringraziare mia moglie e i miei figli che mi sono stati davvero vicini, seppur in questi ultimi due mesi mi abbiano visto molto poco. Vi prometto, insieme a tutti i dirigenti, che non abbasseremo mai la guardia, non tradiremo la vostra fiducia. Grazie a tutti per lo splendido e armonico lavoro che state svolgendo. Complimenti a tutti. Grazie ancora e Forza Molossi Sempre".
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