

di Massimiliano Catapano
Quattro aneurismi cerebrali trattati nel corso della stessa seduta operatoria. Un intervento di particolare complessità, concluso con esito positivo all’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno, dove l’équipe guidata dal dottor Daniele Romano, direttore facente funzioni dell’UOC di Neuroradiologia Diagnostica e Interventistica, ha sottoposto una paziente a una delicata procedura di embolizzazione endovascolare. La protagonista della vicenda clinica è una donna di 77 anni, residente a Cava de’ Tirreni, arrivata inizialmente all’ospedale della propria città per alcuni accertamenti legati ad altre patologie. È stato proprio durante quel percorso diagnostico che è emerso, in maniera occasionale, un quadro meritevole di ulteriori approfondimenti. Da qui il coinvolgimento della Radiologia del "Ruggi", contattata per un secondo parere specialistico e per la successiva presa in carico della paziente. Gli esami effettuati hanno permesso di individuare quattro aneurismi cerebrali asintomatici, una condizione che, per caratteristiche e potenziale rischio evolutivo, ha richiesto un intervento tempestivo e un approccio multidisciplinare. La scelta degli specialisti è ricaduta sull’embolizzazione endovascolare, eseguita affrontando tutte e quattro le lesioni nella medesima seduta.
Romano ha sottolineato la delicatezza della patologia e la necessità di intervenire attraverso competenze altamente specialistiche. "Un aneurisma cerebrale comporta sempre il pericolo di una possibile rottura e richiede, quando si decide di intervenire, una gestione estremamente accurata. Le eventuali complicanze neurologiche possono essere molto serie. In questo caso, la rapidità della diagnosi e la collaborazione tra le diverse professionalità ci hanno consentito di raggiungere un risultato estremamente positivo". Un risultato che assume ancora maggiore rilevanza proprio per il numero di aneurismi affrontati contemporaneamente. "Riuscire a trattare quattro aneurismi nel corso di una sola seduta rappresenta una circostanza davvero fuori dall’ordinario. È il frutto di un lavoro collettivo, nel quale ciascun professionista ha avuto un ruolo determinante". Il direttore facente funzioni della Neuroradiologia ha voluto infatti evidenziare il contributo del personale tecnico e infermieristico, definito altamente qualificato, ma anche quello dei reparti che successivamente accolgono e seguono i pazienti sottoposti a questo tipo di procedure.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche agli anestesisti e, nello specifico, alla dottoressa Fabiola Veneruso, coinvolta nella gestione del delicato intervento. Il decorso della 77enne è stato particolarmente favorevole. La paziente, infatti, è stata dimessa dopo due notti e tre giorni di ricovero, tornando alla propria quotidianità. Un dato che si inserisce in un quadro assistenziale nel quale, secondo quanto spiegato da Romano, circa il 90 per cento dei pazienti sottoposti a queste procedure riesce a lasciare l’ospedale in tempi contenuti. Ma dietro un intervento di tale portata, ha ricordato il medico, non esistono soltanto la sala operatoria e le competenze cliniche. C’è anche una macchina organizzativa e amministrativa indispensabile per mettere gli specialisti nelle condizioni di lavorare con i dispositivi e le tecnologie necessari. "Dietro procedure così complesse esiste un’organizzazione che spesso non viene percepita all’esterno. Disporre degli strumenti e dei device necessari significa poter lavorare con maggiore sicurezza e offrire al paziente le migliori possibilità di risultato".
Da Romano è arrivato quindi un ringraziamento alla Direzione Strategica dell’AOU "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" per la fiducia accordata alla struttura e per aver garantito la disponibilità delle apparecchiature e dei dispositivi indispensabili alla riuscita dell’intervento. "Sapere di poter contare su un’organizzazione capace di sostenere l’attività clinica ci permette di affrontare anche i casi più difficili con maggiore serenità. L’obiettivo è far comprendere ai nostri pazienti che possono trovare qui professionalità, tecnologia e un percorso assistenziale adeguato alla complessità delle loro condizioni". A rimarcare il valore del risultato raggiunto è anche il Direttore Generale dell’AOU Ruggi, Nicola Cantone, che ha evidenziato come l’intervento rappresenti un’ulteriore conferma delle capacità specialistiche sviluppate dall’azienda ospedaliera salernitana. "Quanto realizzato dimostra ancora una volta il livello di specializzazione raggiunto dal "Ruggi" e la capacità delle nostre strutture di lavorare in maniera coordinata. Anche davanti a situazioni cliniche particolarmente impegnative possiamo mettere in campo professionalità elevate, rapidità d’intervento e tecnologie avanzate".
Per Cantone, dunque, il caso della paziente cavese testimonia la capacità dell’Azienda di costruire una vera rete assistenziale, capace di accompagnare il malato dalla diagnosi fino al trattamento e alla successiva dimissione. Una scoperta avvenuta quasi per caso durante accertamenti effettuati per tutt’altro motivo si è così trasformata in una presa in carico tempestiva e in un intervento di elevatissima specializzazione. Quattro aneurismi cerebrali affrontati nella stessa seduta, una paziente dimessa dopo appena tre giorni e una squadra multidisciplinare impegnata in ogni fase del percorso: un risultato che il "Ruggi" annovera tra gli interventi di maggiore rilievo della propria attività neuroradiologica.
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