

Una portineria senza presidio, utenti costretti a orientarsi senza un punto di riferimento e una scelta organizzativa che, ancora prima di entrare pienamente a regime, comincia già a sollevare interrogativi. È quanto sarebbe accaduto nella mattinata di domenica 9 agosto alla Torre Cardiologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno. Diverse segnalazioni giunte alla nostra Redazione riferiscono infatti dell’assenza del servizio di portierato, con conseguenti difficoltà per cittadini, visitatori e familiari dei pazienti. Il dato merita attenzione soprattutto alla luce di quanto starebbe avvenendo proprio in queste settimane sul fronte della riorganizzazione del servizio. L’esternalizzazione del portierato, infatti, non sarebbe ancora definitivamente completata: secondo quanto riferito da fonti interne, sarebbe in corso la procedura destinata ad affidare progressivamente il servizio a una società privata. Nel frattempo, però, al personale interno del Ruggi sarebbe già stata sottratta la precedente organizzazione H24. Ed è proprio in questa fase di transizione che si sarebbe prodotto il primo serio disservizio.
Sempre secondo quanto raccolto da fonti interne, nella mattinata di oggi il presidio della Torre Cardiologica avrebbe dovuto essere assicurato da personale della ditta privata chiamata a garantire il servizio. La postazione, tuttavia, sarebbe rimasta scoperta. Il risultato è stato immediato: assenza di un riferimento all’ingresso e difficoltà per l’utenza proprio in una struttura delicata come quella cardiologica. Un episodio che inevitabilmente apre una domanda: perché ridimensionare preventivamente un servizio garantito dai dipendenti dell’Azienda prima ancora che il nuovo assetto organizzativo sia pienamente operativo e in grado di assicurare la stessa continuità? La questione diventa ancora più delicata sul piano economico. Secondo le informazioni provenienti dall’interno dell’Azienda, per assicurare una maggiore presenza del personale della società privata sarebbe stato richiesto un incremento economico rispetto alle condizioni previste. In altre parole, per ampliare la copertura del servizio sarebbe necessario mettere sul tavolo ulteriori risorse.
Se questo quadro dovesse trovare conferma negli atti, il paradosso sarebbe evidente: il "Ruggi" avrebbe già ridotto la presenza H24 garantita attraverso il proprio personale, mentre il servizio destinato ad essere progressivamente esternalizzato necessiterebbe di maggiori risorse economiche per assicurare una copertura più ampia. Ed è qui che l’operazione merita una spiegazione dettagliata. Perchè un’esternalizzazione dovrebbe avere alla base ragioni precise: maggiore efficienza, migliore qualità del servizio, razionalizzazione del personale oppure un concreto risparmio economico. Se invece il nuovo modello rischia di produrre una minore copertura e, contemporaneamente, una richiesta di maggiori somme per potenziarla, allora diventa inevitabile chiedersi dove sia la convenienza per l’Azienda pubblica. Prima ancora di parlare di responsabilità o interessi, servono numeri. Quanto costava garantire il portierato attraverso il personale interno? Quanto costerà il servizio una volta esternalizzato? Quale sarà il costo di eventuali turni aggiuntivi? Per quale ragione la copertura H24 interna sarebbe stata eliminata prima della piena operatività del nuovo sistema? E chi dovrà farsi carico economicamente dell’eventuale incremento richiesto dalla società privata?
Domande tutt’altro che secondarie. Gli appalti pubblici e le esternalizzazioni, soprattutto quando riguardano una grande azienda ospedaliera, devono essere accompagnati dalla massima trasparenza. Non basta affermare che un servizio verrà riorganizzato: bisogna dimostrare che la nuova organizzazione sia realmente più efficiente e conveniente rispetto a quella precedente. Perchè altrimenti il rischio è quello di assistere a una situazione difficilmente comprensibile: dipendenti già presenti nell’organico che non garantiscono più la precedente copertura H24, una società esterna chiamata progressivamente a sostituire quel servizio e, nel frattempo, la necessità di ulteriori risorse per assicurare una presenza adeguata. E questa mattina, alla Torre Cardiologica, il problema non è rimasto soltanto sulla carta. Il presidio che, secondo le informazioni raccolte, avrebbe dovuto essere assicurato dalla ditta privata sarebbe risultato assente, lasciando scoperta la portineria e causando i primi concreti disagi all’utenza. Non è un dettaglio organizzativo. In un ospedale la portineria rappresenta il primo riferimento per chi entra, soprattutto per persone anziane, familiari preoccupati o cittadini che non conoscono la disposizione dei reparti.
Lasciare scoperto quel servizio significa trasferire immediatamente sull’utente le conseguenze di una scelta amministrativa. Ecco perchè quanto accaduto nella mattinata del 9 agosto merita chiarimenti immediati. L’esternalizzazione deve ancora completare il proprio percorso, ma una cosa appare già evidente dalle segnalazioni raccolte: modificare un sistema prima di avere la certezza che quello destinato a sostituirlo funzioni senza interruzioni rischia di produrre esattamente ciò che un’azienda sanitaria dovrebbe evitare, ovvero disservizi per i cittadini e possibili maggiori costi per le casse pubbliche. Se davvero per garantire una copertura adeguata attraverso il privato occorrono ulteriori risorse economiche, il Ruggi dovrebbe spiegare con chiarezza quale sia la convenienza dell’intera operazione. Perchè quando un servizio pubblico viene riorganizzato, la domanda fondamentale resta una sola: il nuovo sistema funziona meglio e costa meno, oppure il cittadino rischia di ricevere meno mentre l’Azienda finisce per spendere di più? Alla Torre Cardiologica, almeno nella mattinata di oggi, la prima prova sul campo non sembra essere partita nel migliore dei modi.
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