

Una decisione ponderata con l'auspicio che possa trattarsi soltanto di un arrivederci. Dopo nove anni di crescita, titoli ed emozioni, Asia Maria Avenoso saluta la Locatelli Genova e lascia (almeno a tempo indeterminato) la Pallanuoto. L'estremo difensore classe 2006, colonna portante dell'escalation del sodalizio caro alla presidentessa Maria Carozzo, appende la calottina rossa al chiodo col sogno di indossare un camice e mettere a disposizione i suoi studi al servizio della comunità: "La decisione di appendere la calottina al chiodo è stata una delle più difficili. Arrivare a conciliare sport ad alti livelli con studio e lavoro è diventato troppo pesante rispetto all'obiettivo che ho per il futuro: Medicina. Ma la Pallanuoto mi ha dato tantissimo e me la porterò sempre dietro", confida ai nostri microfoni ripercorrendo l'alba e il tramonto della sua vita in acqua: "La mia passione per la Pallanuoto nasce quasi per caso, dopo aver lasciato la Pallavolo. Cercavo un altro sport e una sera d'estate, vedendo dei ragazzini giocare in piscina, me ne sono innamorata all'istante. All'inizio non ero portiere: giocavo in attacco. Poi alla squadra mancava un portiere e sono stata l'unica a farmi avanti. Non potevo fare scelta migliore. È stato un ruolo che mi ha costruito: sono cresciuta da sola e ho raggiunto obiettivi incredibili, tutti sulle mie spalle. Ne vado fiera".
La sua carriera agonistica si lega, come detto, indissolubilmente ai colori biancorossoblu delle lontre con cui vanta i primi piazzamenti giovanili in una squadra che ha sfornato talenti a iosa per poi arrivare a conquistare scudetti giovanili e due promozioni in A1: "Il mio bilancio alla Locatelli va dal 2017 al 2026. Sono stati 9 anni intensissimi: 2 titoli giovanili U18 e 2 campionati di A2 vinti. Le partite che mi hanno lasciato più il segno sono sicuramente le finali Scudetto, entrambe contro la Sis Roma, e i play-off per la A1. Emozioni che non dimenticherò mai. Se potessi rigiocare qualcosa, sceglierei i play-out contro il Cosenza il primo anno in massima serie e la penultima di campionato contro la Nautilus Civitavecchia di quest'anno. Avrei voluto affrontarli con un entusiasmo e una compattezza diversa da parte di tutta la squadra". In questo percorso si è distinta per affidabilità e capacità, soprattutto nell'ipnotizzare avversarie dai 5 metri: "Il rigore parato a cui sono più legata? Quello contro l'Aquatica Torino nella finale play-off del 2025".
Si guarda ad un nuovo futuro ma l'album dei ricordi resta aperto: "Non ho un singolo ricordo, ma tanti piccoli momenti: le trasferte prima delle partite importanti, l'adrenalina nello spogliatoio, l'ultimo collegiale con la Nazionale (dove avrebbe meritato maggior considerazione) a cui ho partecipato. Se devo scegliere una stagione, dico la penultima: è stata la migliore che abbia mai fatto, quella a cui sono più legata. Rifarei tutto. Dell'ultima annata invece cambierei qualcosa, è stata molto pesante e l'affronterei con uno spirito diverso. Un grazie enorme va a Carla e Andrea: mi hanno dato fiducia dal primo giorno e mi hanno trattata come una figlia. Grazie alle compagne nate e cresciute con me e a tutte le persone che ho incontrato in giro per l'Italia e che mi hanno lasciato qualcosa di importante. Come compagna Irene mi ha lasciato il segno per sempre. È diventata la mia migliore amica da anni. Come avversaria e anche come persona fuori dall'acqua, Martina Lepore è stato un esempio di che cosa vuol dire essere una bella persona. Però la verità è che chiunque abbia fatto parte del mio cammino mi ha dato qualcosa e per questo li ringrazio tutti".
Un impegno su cui concentrarsi per il presente, forte degli insegnamenti del passato, ed una promessa per non distaccarsi mai completamente dal mondo clorato: "Il mio obiettivo ora è finire gli studi e dedicarmi a Medicina. Conciliare sport e studio è stata senza dubbio la parte più difficile in questi anni di agonismo. Non nego che ho fatto molta fatica. Però sono orgogliosa di non essermi mai arresa: anche dopo una bocciatura sono riuscita a prendere il diploma quest'anno. Questo sport mi ha insegnato a lottare e quella tenacia me la sono portata anche sui libri. Ma la Pallanuoto non finisce qui: prima o poi troverò il modo di tornarci, anche solo per dare indietro qualcosa di quello che mi ha dato". Maturità dentro e fuori dal campo, ambizione e dedizione da trasferire dalla vasca alle aule accademiche: Asia Avenoso lascia un'eredità importante al mondo Locatelli e alla Pallanuoto femminile ma altrettanta ne ha raccolta e ne farà tesoro nel suo nuovo viaggio, certa di avere anche un sostegno speciale da chi la guarda e sostiene da lassù per esaudire i suoi desideri.
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