

di Massimiliano Catapano
La politica salernitana perde uno dei suoi protagonisti più riconoscibili. È morto nella notte Dario Barbirotti, avvocato, già consigliere comunale di Salerno e consigliere regionale della Campania, storico esponente dei Verdi e, negli ultimi anni, portavoce provinciale di Europa Verde. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio negli ambienti politici, nel mondo dell’associazionismo e tra i tanti cittadini che, nel corso degli anni, avevano condiviso con lui iniziative, battaglie e momenti di confronto pubblico. Al momento non sono state comunicate ufficialmente le cause del decesso. Barbirotti è stato per decenni uno dei volti più autorevoli dell’ambientalismo salernitano. La difesa del territorio non rappresentava per lui soltanto un tema politico, ma il fulcro di un impegno condotto con continuità, dentro e fuori le istituzioni. Una militanza alimentata da sopralluoghi, denunce pubbliche, proposte e prese di posizione spesso nette, attraverso le quali aveva richiamato amministratori e cittadini alla responsabilità di proteggere il patrimonio naturale e urbano della città.
Particolare attenzione aveva sempre riservato alla tutela degli alberi, alla manutenzione dei parchi e alle condizioni del verde pubblico. Più volte aveva contestato gli abbattimenti ritenuti ingiustificati, denunciato la mancata sostituzione delle piante eliminate e sollecitato politiche più efficaci per contrastare il degrado e gli effetti dei cambiamenti climatici. Ancora pochi mesi fa era intervenuto sulle difficoltà del patrimonio arboreo cittadino durante l’emergenza legata alla siccità. Aveva segnalato alberature in sofferenza, carenze nell’irrigazione e la necessità di predisporre interventi urgenti, sottolineando come il verde urbano non potesse essere considerato un elemento puramente decorativo, ma una componente essenziale della salute pubblica e della qualità della vita. Il suo percorso politico si era sviluppato attraverso esperienze diverse, senza mai perdere il legame con la tradizione ecologista. Barbirotti aveva ricoperto l’incarico di consigliere comunale a Salerno e quello di consigliere regionale della Campania, portando nelle assemblee elettive le istanze legate alla sostenibilità, alla tutela del paesaggio e alla salvaguardia delle comunità locali.
Nel corso dell’attività istituzionale si era occupato anche di sanità, gestione dei rifiuti, consumo di suolo e conseguenze dell’inquinamento sui territori. Il suo modo di interpretare il mandato pubblico era fondato sulla presenza costante e sull’attenzione ai problemi concreti, con una particolare sensibilità per le questioni che rischiavano di restare ai margini del dibattito politico. Negli ultimi anni aveva assunto il ruolo di co-portavoce provinciale di Europa Verde, diventando uno dei principali riferimenti del movimento ecologista nel Salernitano. Nel 2021 era stato eletto nel Consiglio federale nazionale del partito, entrando tra i cinquanta componenti dell’organismo dirigente e portando anche a livello nazionale l’esperienza maturata sul territorio. La sua passione politica non si era mai affievolita. Soltanto pochi mesi fa aveva deciso di candidarsi nuovamente alle elezioni regionali della Campania nella lista di Alleanza Verdi e Sinistra. Una scelta con la quale aveva riaffermato la volontà di continuare a rappresentare nelle istituzioni le battaglie ambientaliste, civiche e sociali alle quali aveva dedicato gran parte della propria vita.
Nel presentare la candidatura aveva ribadito la propria fiducia nell’impegno diretto e nella possibilità di incidere attraverso la partecipazione democratica. Per Barbirotti, la politica non si esauriva nella competizione elettorale né nell’ottenimento di una carica: era soprattutto uno strumento attraverso il quale dare voce ai territori e alle persone. Accanto all’ambiente, aveva coltivato un forte interesse per i diritti civili, la giustizia e le condizioni del sistema penitenziario. Da avvocato aveva partecipato a numerose iniziative dedicate alla dignità dei detenuti, all’assistenza sanitaria nelle carceri e al rispetto delle garanzie previste dallo Stato di diritto. Negli anni aveva condiviso anche diverse campagne promosse dal mondo radicale, partecipando a visite negli istituti penitenziari e intervenendo sulle condizioni di sovraffollamento e sulle difficoltà affrontate dalle persone recluse. Un impegno coerente con la sua idea di politica, fondata sulla tutela dei diritti e sull’attenzione verso chi aveva meno possibilità di far sentire la propria voce.
Nel panorama cittadino Barbirotti ha rappresentato una figura indipendente, talvolta scomoda, ma sempre riconoscibile. Non aveva esitato a criticare le decisioni delle amministrazioni locali quando riteneva che fossero in contrasto con la tutela dell’ambiente, del paesaggio o dell’interesse collettivo. I suoi interventi avevano più volte acceso il confronto pubblico su temi come gli abbattimenti degli alberi, la manutenzione dei parchi, il consumo di suolo, l’emergenza climatica e la qualità dell’aria. Battaglie portate avanti con determinazione anche quando apparivano minoritarie o incontravano resistenze. Barbirotti aveva scelto di esercitare il proprio ruolo pubblico senza rinunciare alla libertà di giudizio. Una caratteristica che gli aveva consentito di attraversare diverse stagioni politiche mantenendo intatta la propria identità e continuando a essere un punto di riferimento per il mondo ambientalista.
Tra i primi a esprimere il proprio dolore è stato il consigliere comunale Franco Massimo Lanocita, legato a Barbirotti e alla sua famiglia da un rapporto di profonda amicizia. "Sono molto scosso per la scomparsa di un amico e compagno di tante battaglie. Salerno perde un uomo buono e generoso, prima ancora di un politico onesto e determinato", ha dichiarato. Parole che restituiscono non soltanto il profilo dell’amministratore e del militante, ma anche la dimensione umana di un uomo ricordato per la disponibilità, la coerenza e la passione con cui affrontava ogni iniziativa. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori messaggi di cordoglio da parte delle istituzioni, delle forze politiche e delle numerose associazioni con le quali Barbirotti aveva collaborato durante la sua lunga attività pubblica.
Con la sua scomparsa Salerno perde una voce critica, un ambientalista tenace e un uomo che aveva fatto della partecipazione civile una scelta quotidiana. Restano le sue battaglie, le denunce, le proposte e un patrimonio di impegno che ha attraversato per decenni la storia politica della città. Dario Barbirotti lascia il ricordo di una politica vissuta senza distacco, tra le persone e nei luoghi in cui i problemi si manifestavano. Una politica intesa non come esercizio del potere, ma come responsabilità verso la comunità, il territorio e le generazioni future.
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