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Salernitana, Ferragosto ad alta tensione: l'esordio in Coppa sarà il derby contro una Scafatese neopromossa ma già costruita per guardare in alto

31/07/2026

di Massimiliano Catapano

La nuova stagione della Salernitana comincerà con una partita che, dietro l’etichetta del primo turno di Coppa Italia Serie C, possiede già il peso di un esame. Sabato 15 agosto, alle ore 21, lo stadio "Arechi" ospiterà il derby contro la Scafatese, formazione neopromossa tra i professionisti ma tutt’altro che intenzionata a recitare il ruolo della comparsa. Sarà il primo appuntamento ufficiale dell’annata granata (foto Us Salernitana al termine del ritiro di Cascia), la prima occasione per verificare sul campo la consistenza del lavoro svolto durante la preparazione e, soprattutto, per comprendere quale volto intenda mostrare una Salernitana chiamata a ricostruire credibilità, entusiasmo e ambizioni.

La sfida si disputerà in gara unica, senza possibilità di appello. In caso di parità al termine dei novanta minuti non saranno giocati i tempi supplementari: la qualificazione verrà assegnata direttamente ai calci di rigore. L’incontro, inoltre, non sarà trasmesso in diretta televisiva. La Coppa Italia Serie C ripartirà con il Potenza nelle vesti di detentore del trofeo. Chi supererà il turno tra Salernitana e Scafatese affronterà in trasferta la vincente del confronto Campobasso-Cavese. La seconda gara è prevista in turno infrasettimanale, in una data compresa tra l’1 e il 3 settembre. Superato anche quell’ostacolo, per i granata si aprirebbero le porte degli Ottavi di finale, da disputare all’"Arechi" contro una tra Latina, Ostiamare, Grosseto e Guidonia.

Una matricola soltanto sulla carta

Definire la Scafatese una semplice neopromossa sarebbe riduttivo. I canarini arrivano in Serie C dopo una stagione dominata e con una società che non ha nascosto la volontà di alzare ulteriormente l’asticella. Il presidente Felice Romano ha già indicato pubblicamente una direzione precisa: consolidare il club tra i professionisti, ma provare nello stesso tempo a frequentare le zone importanti della classifica. La salvezza rappresenta il primo traguardo, non necessariamente il punto di arrivo. Il progetto gialloblu nasce con l’ambizione di costruire una squadra capace di competere, crescere e sorprendere anche in una categoria estremamente difficile come il girone meridionale della Serie C. Romano, del resto, ha dimostrato di preferire i fatti alle dichiarazioni di circostanza. Aveva promesso una Scafatese pronta a conquistare il professionismo e ha mantenuto l’impegno attraverso investimenti, organizzazione e decisioni anche coraggiose.

La promozione è arrivata con sei giornate d’anticipo, dopo il successo per 4-1 sul Monastir, al termine di una cavalcata che aveva prodotto 22 vittorie e sei pareggi senza sconfitte. In quel momento i gialloblu vantavano anche il miglior attacco e la difesa meno battuta della Serie D. Il massimo dirigente canarino non si è fermato alla celebrazione del traguardo. Ha rilanciato immediatamente, annunciando l’obiettivo di raggiungere la Serie B nel giro di due anni e programmando l’inserimento di diversi calciatori di qualità in una rosa già costata, nella passata stagione, quanto una formazione di alta classifica della Lega Pro. È questa la Scafatese che arriverà all’"Arechi": una squadra nuova per la categoria, ma sostenuta da una proprietà presente, ambiziosa e abituata a trasformare i programmi in risultati concreti.

Due società e due momenti profondamente diversi

Il derby di Coppa offrirà inevitabilmente anche il confronto tra due realtà societarie che stanno attraversando momenti opposti. Da una parte c’è Felice Romano, presidente che parla in maniera diretta, investe, prende decisioni e si assume pubblicamente la responsabilità degli obiettivi. Il suo progetto è partito dalle categorie inferiori e ha già restituito alla città di Scafati il calcio professionistico. Le sue possono sembrare dichiarazioni audaci, persino eccessive, ma fino a questo momento sono state accompagnate da risultati, investimenti e una crescita sportiva evidente. Dall’altra parte c’è la Salernitana del patron Danilo Iervolino, reduce da stagioni tormentate e da un rapporto sempre più complicato con una tifoseria stanca di promesse, ridimensionamenti e incertezze.

La proprietà granata resta nelle mani dell’imprenditore di Palma Campania, dopo mesi caratterizzati anche da ipotesi e trattative per una possibile cessione del club. Il paragone, per quanto scomodo, appare inevitabile. A Scafati il presidente Romano ha fatto seguire i fatti alle parole. A Salerno, invece, la società è chiamata ancora una volta a dimostrare con scelte concrete quale futuro voglia costruire. La storia, il pubblico e il peso della maglia assegnano naturalmente alla Salernitana una dimensione superiore, ma nel calcio contemporaneo il blasone non basta: servono programmazione, presenza, competenza e investimenti coerenti con gli obiettivi dichiarati.

Nessun margine per sottovalutare l'avversario

La Salernitana partirà favorita per tradizione, strutture e potenziale, ma sarebbe un grave errore considerare la qualificazione una formalità. La Scafatese arriverà all’"Arechi" con l’entusiasmo della neopromossa, con una società desiderosa di misurarsi immediatamente contro una piazza prestigiosa e con la leggerezza psicologica di chi avrà molto da guadagnare e poco da perdere. Per i granata, al contrario, la pressione sarà inevitabilmente maggiore. Uscire al primo turno contro una squadra appena salita dalla Serie D rappresenterebbe un colpo pesante non soltanto sotto l’aspetto sportivo, ma anche per l’ambiente. Vincere, invece, permetterebbe di cominciare il nuovo percorso con un segnale di serietà e autorevolezza.

Il Ferragosto dell’"Arechi" non sarà quindi una semplice serata di Coppa. Sarà il primo giudizio della stagione, il confronto tra una grande decaduta obbligata a rialzarsi e una realtà emergente che non ha paura di dichiarare le proprie ambizioni. La Salernitana avrà il dovere di far valere il proprio nome. La Scafatese arriverà con la forza di chi ha imparato a trasformare i sogni in risultati. Per entrambe, il tempo delle parole sta per terminare: dal 15 agosto comincerà a parlare il campo.

Redazione Sport - Salernitana -

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