

Maturità sui banchi, maturità in campo. Continua la crescita esponenziale di Agnese Bianchi, difensore classe 2007 cresciuta tra Fondazione Bentegodi Verona ed AN Brescia prima di disputare ad alti livelli l'ultimo campionato di A2 con la RN Orobica, sfiorando la promozione in massima serie. Alla vigilia dell'esordio agli Europei Under 20 in Portogallo, l'atleta lombarda ripercorre ai nostri microfoni le tappe salienti dell'ultima stagione con la compagine bergamasca: "Il girone d'andata non era stato all'altezza delle nostre aspettative. Avevamo perso punti importanti e i play-off sembravano lontani. Sapevamo di avere qualità, ma non riuscivamo a esprimerle fino in fondo. Nel girone di ritorno, però, qualcosa è cambiato: ci siamo unite ancora di più come gruppo e abbiamo iniziato ad affrontare ogni partita con una mentalità diversa, concentrandoci sul dare il massimo. La vera svolta è arrivata con le vittorie nelle ultime partite di campionato, fondamentali per raggiungere i play-off. In quel momento abbiamo acquisito la consapevolezza di poter competere con le squadre più forti e di poter arrivare fino in fondo".
Una passione nata e stimolata in famiglia: "Non ricordo un momento della mia vita in cui lo sport non ne abbia fatto parte. I miei genitori hanno sempre dato molta importanza all'attività sportiva e hanno voluto che imparassimo a nuotare fin da piccole. Ho iniziato così e la piscina è diventata il mio ambiente. Il Nuoto è stato un amore a prima vista: l'ho praticato a livello agonistico per oltre dieci anni, regalandomi tante soddisfazioni. Nel frattempo mia sorella Alice aveva scoperto la Pallanuoto. L'ho sempre seguita alle partite e, anche se dicevo che non avrei mai lasciato il Nuoto, dentro di me sapevo che prima o poi ci avrei provato. Quattro anni fa ho deciso di mettermi in gioco: avevo raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissata e sentivo il bisogno di nuovi stimoli. Lasciare uno sport praticato per così tanti anni non è stato semplice, ma la voglia di affrontare una nuova sfida e di condividere questa esperienza con mia sorella mi hanno dato la spinta giusta. Devo molto ai miei genitori, che ci hanno trasmesso l'amore per lo sport, e a mia sorella, che mi ha fatto scoprire quella che oggi considero la mia più grande passione. Il Nuoto mi ha lasciato una base importante dal punto di vista della velocità e della preparazione fisica, caratteristiche che mi hanno aiutata nei primi ruoli da 4/5 e 1/2. Con la Nazionale ho poi scoperto il ruolo di marcatrice, completamente nuovo per me, ma nel quale continuo a crescere".
In pochi anni una crescita progressiva che le ha già fatto vivere importanti esperienze anche internazionali: "È difficile scegliere un solo ricordo, perchè ogni avventura sportiva mi ha lasciato qualcosa. Se dovessi indicarne uno, direi la prima volta che ho cantato l'inno italiano con la Nazionale Under 20 ai Mondiali di Salvador de Bahia, in Brasile. In quel momento ho realizzato davvero quanto lavoro e sacrificio ci fossero dietro quel traguardo. L'estate scorsa è stata la più importante della mia carriera: ho ricevuto le prime convocazioni in Nazionale e ho partecipato ai Mondiali Under 20 in Brasile e agli Europei Under 18 a Malta. Sono esperienze che mi hanno fatta crescere molto, sia come atleta sia come persona. A volte penso che avrei potuto iniziare la Pallanuoto qualche anno prima, ma credo che rifarei lo stesso percorso. Il Nuoto mi ha dato basi fondamentali e mi ha permesso di diventare l'atleta che sono oggi. Ho incontrato tante persone importanti, nel Nuoto e nella Pallanuoto, e ognuna, a modo suo, ha contribuito alla mia crescita".
Particolarmente significativo il rapporto con la sorella e compagna di squadra Alice: "Condividere l'esperienza sportiva con mia sorella significa avere ogni giorno accanto una persona con cui esiste un'intesa speciale. Giocare nella stessa squadra ha rafforzato ancora di più il nostro legame: ci capiamo spesso senza parlare e in acqua ci sosteniamo e ci "difendiamo" a vicenda. È qualcosa che va oltre il semplice rapporto tra compagne di squadra. Sapere di poter contare su di lei è una delle cose più belle di questo percorso. Lei è la parte più razionale tra noi due, mentre io sono più istintiva, ma proprio questa differenza ci completa e rappresenta il nostro punto di forza".
Agli impegni agonistici si affiancano quelli sui libri, da poco si è concluso il percorso liceale e un altro accademico sta per iniziare: "Conciliare sport, studio e lavoro non è mai semplice. Fin da piccole io e mia sorella abbiamo dovuto imparare a organizzarci, trascorrendo gran parte della giornata tra scuola, allenamenti e, negli ultimi anni, anche il lavoro. Spesso studiavamo la sera tardi o nei ritagli di tempo. L'organizzazione è fondamentale, ma servono anche determinazione, costanza e la volontà di dare sempre il massimo. Ho imparato che bisogna gestire il proprio tempo, stabilire delle priorità e affrontare ogni impegno con responsabilità. Credo che sia stato proprio lo sport a insegnarmi disciplina, resilienza e il valore di ogni minuto della giornata".
L'estate lascia poco riposo ma uno sguardo all'orizzonte lo si può già dare: "I miei obiettivi futuri riguardano sia l'Università sia la Pallanuoto. Vorrei conseguire una laurea, senza rinunciare a coltivare la mia passione per questo sport. Il mio obiettivo è riuscire a conciliare entrambi gli aspetti, continuando a crescere come atleta e come persona. So che richiederà impegno e sacrificio, ma sono convinta che ogni nuova esperienza possa insegnarmi qualcosa e aiutarmi a migliorare". Tanto è stato costruito, tanto sarà cementato. Forte dei suoi valori umani e tecnici, il meglio per Agnese Bianchi deve ancora venire.
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