

Competenze accessorie non corrisposte, turnazione notturna cancellata senza un vero confronto, servizio destinato a terminare alle ore 22 e lavoratori alle prese con procedure amministrative prive persino di un referente abilitato. All’Azienda ospedaliera universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" la tensione ha ormai superato il livello di guardia. La Fials di Salerno, attraverso una lettera aperta firmata dal segretario generale Carlo Loppolo, ha proclamato formalmente lo stato di agitazione del personale a partire dal 27 luglio 2026, chiedendo l’intervento immediato delle istituzioni e della direzione aziendale.
Il documento è stato indirizzato al presidente della Regione Campania, al sindaco di Salerno, al prefetto e agli organi di informazione, con la Direzione generale del Ruggi tra i destinatari per conoscenza. Una scelta che porta all’esterno dell’ospedale una vertenza diventata ormai troppo grave per essere confinata nei corridoi amministrativi dell’azienda. Al centro della protesta ci sono innanzitutto gli addetti al servizio di portierato e accoglienza, chiamati ogni giorno a garantire il primo contatto tra l’ospedale, i pazienti e le loro famiglie. Lavoratori che, nonostante le difficoltà denunciate, avrebbero continuato a svolgere regolarmente le proprie mansioni con senso di responsabilità e continuità operativa.
Competenze accessorie ancora non pagate
Con lo stipendio del mese di luglio, secondo quanto riportato dalla Fials, non sarebbero state ancora liquidate le competenze accessorie maturate nei mesi di maggio e giugno. A questo si aggiungerebbe l’assenza di certezze sulle somme relative allo stesso mese di luglio. Non si tratta di premi facoltativi né di concessioni affidate alla benevolenza dell’amministrazione. Sono compensi collegati a prestazioni concretamente effettuate, turni sostenuti e attività regolarmente assicurate. Il servizio, nonostante il mancato pagamento, non sarebbe mai stato interrotto. Gli addetti avrebbero continuato a garantire presenza, professionalità, disponibilità e correttezza, senza sottrarsi ai propri obblighi.
Proprio per questo la situazione denunciata appare ancora più grave. Non è accettabile che un’azienda ospedaliera pretenda puntualità, responsabilità e sacrifici dai propri dipendenti e poi non riesca a riconoscere nei tempi dovuti quanto maturato. La direzione strategica del "Ruggi" è chiamata a spiegare perché somme dovute da mesi non siano ancora state corrisposte e quali siano i tempi reali per la loro liquidazione. I silenzi e le rassicurazioni generiche non bastano più: quando il lavoro è stato svolto, deve essere pagato.
Turnazione notturna cancellata da agosto
Alla questione economica si aggiunge un’altra decisione destinata ad avere pesanti ripercussioni sull’organizzazione del servizio e sulla vita privata dei lavoratori. A decorrere dal mese di agosto sarebbe stata comunicata, attraverso una semplice nota, la soppressione della turnazione notturna. Il servizio di portierato e accoglienza terminerà quindi alle ore 22. La Fials contesta apertamente il metodo seguito dall’azienda. La decisione sarebbe stata assunta senza un reale confronto preventivo con gli addetti e senza una discussione trasparente sulle conseguenze della modifica. Un cambiamento improvviso che incide direttamente sull’organizzazione personale e familiare dei dipendenti.
Tra gli addetti vi sono lavoratori con figli minori e persone gravate da responsabilità assistenziali e di cura, costrette ora a rivedere la propria quotidianità sulla base di una disposizione comunicata dall’alto. Modificare un servizio ospedaliero con una nota, senza coinvolgere chi lo garantisce ogni giorno, rappresenta un metodo gestionale discutibile. Una direzione strategica dovrebbe programmare, ascoltare e confrontarsi, non limitarsi a imporre decisioni destinate a produrre effetti tanto sull’utenza quanto sul personale. La sensazione che emerge dal documento sindacale è quella di lavoratori considerati indispensabili quando occorre coprire i servizi, ma dimenticati quando bisogna riconoscerne economicamente le prestazioni o ascoltarne le esigenze.
Portierato e accoglienza non sono attività marginali
La Fials respinge con fermezza qualsiasi tentativo di ridurre il lavoro degli addetti a una semplice funzione di sorveglianza. Il personale di portierato e accoglienza rappresenta il primo punto di riferimento per chi entra nell’ospedale. Quotidianamente fornisce informazioni, orienta pazienti e familiari, riceve documentazione, gestisce le comunicazioni con reparti e ambulatori e segnala le eventuali criticità operative. A queste mansioni si aggiungono la custodia delle chiavi e di altri beni, il supporto logistico ai servizi ambulatoriali e l’assistenza ai cittadini che, spesso in condizioni di fragilità o preoccupazione, hanno bisogno di indicazioni immediate.
Si tratta dunque di un presidio essenziale per il corretto funzionamento della struttura e per evitare che utenti e familiari rimangano senza riferimenti davanti a disservizi, difficoltà o situazioni impreviste. La cancellazione della copertura notturna non rappresenta soltanto una modifica dell’orario dei dipendenti. Significa ridurre la presenza di un servizio che contribuisce all’accoglienza, alla sicurezza e all’ordinato funzionamento dell’ospedale. Prima di assumere una decisione di questa portata, la direzione avrebbe dovuto illustrare le ragioni organizzative, valutarne gli effetti sull’utenza e aprire un confronto serio con i lavoratori. Nulla di tutto questo, secondo la ricostruzione sindacale, sarebbe realmente avvenuto.
Il servizio considerato non "utile e urgente"
Un altro passaggio della lettera sindacale solleva una questione particolarmente delicata. Ai dipendenti sarebbe stato riferito che il settore non sarebbe stato ritenuto "utile e urgente" ai fini del riconoscimento economico delle prestazioni straordinarie. Una simile valutazione viene considerata dalla Fials lesiva della dignità professionale degli addetti e in evidente contrasto con le attività concretamente svolte ogni giorno. Se il portierato e l’accoglienza non fossero realmente utili, sarebbe difficile comprendere perchè l’azienda continui a pretendere presenza, disponibilità, gestione delle comunicazioni, assistenza all’utenza e supporto ai servizi interni. Non si può considerare indispensabile una funzione quando bisogna garantirne lo svolgimento e improvvisamente marginale quando arriva il momento di retribuire le prestazioni straordinarie. È una contraddizione che la direzione strategica deve chiarire. Svalutare il lavoro di chi rappresenta il primo contatto con l’ospedale significa non comprendere fino in fondo il funzionamento quotidiano di una struttura complessa come il "Ruggi".
Le richieste avanzate dal sindacato
Con la proclamazione dello stato di agitazione dal 27 luglio, la Fials chiede innanzitutto il pagamento immediato di tutte le competenze accessorie arretrate e di quelle che stanno progressivamente maturando. La seconda richiesta riguarda il ripristino della turnazione notturna. In alternativa, il sindacato domanda almeno l’apertura di un confronto preventivo, chiaro e trasparente su qualsiasi modifica organizzativa capace di incidere sui turni e sugli orari di lavoro. Viene inoltre sollecitata la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con la partecipazione della Regione Campania, del Comune di Salerno, della Prefettura e della direzione dell’Azienda ospedaliera.
L’obiettivo è assicurare stabilità, continuità e un adeguato riconoscimento a un servizio considerato di evidente rilevanza per l’utenza e per l’intera organizzazione ospedaliera. In mancanza di un riscontro tempestivo, la Fials annuncia che saranno valutate ulteriori iniziative di tutela collettiva nel rispetto della normativa vigente. Il concetto espresso dal sindacato è netto: non vengono chiesti favori, ma il rispetto dei diritti, della dignità del lavoro e del valore di un servizio che garantisce accoglienza, assistenza e funzionalità all’interno del "Ruggi".
Arretrati anche per centralino e antincendio
La vertenza non riguarda esclusivamente il personale del portierato e dell’accoglienza. Nella seconda parte della lettera viene chiesto anche il pagamento delle indennità notturne e festive, dei compensi relativi alle festività infrasettimanali e delle prestazioni straordinarie riguardanti i servizi di centralino e antincendio. Le somme, relative alle competenze maturate nei mesi di aprile, maggio e giugno, non sarebbero state ancora liquidate al personale con profilo sanitario assegnato a tali attività. Il quadro delineato assume quindi dimensioni ancora più preoccupanti. Non si sarebbe davanti a un singolo ritardo isolato, ma a una situazione che interessa più settori, diverse categorie di lavoratori e differenti voci economiche.
È su questo punto che la responsabilità della direzione strategica diventa ancora più evidente. Quando i mancati pagamenti si estendono a più servizi, non è più sufficiente parlare di un semplice contrattempo amministrativo. Occorre chiarire dove si sia inceppato il sistema, chi abbia il compito di autorizzare le liquidazioni e perché i lavoratori debbano continuare ad aspettare somme maturate attraverso prestazioni già regolarmente eseguite. La disponibilità dei dipendenti non può essere utilizzata come un ammortizzatore permanente delle inefficienze aziendali.
Ferie, permessi e congedi bloccati nel sistema
La denuncia sindacale investe anche la gestione delle richieste amministrative presentate dai lavoratori. Alcuni dipendenti avrebbero riscontrato serie difficoltà nell’inoltrare e vedere approvate le istanze relative a ferie, permessi, congedi e agli altri istituti previsti dal contratto. Le richieste inserite nel sistema aziendale non risulterebbero associate ad alcun referente abilitato alla relativa validazione. In altre parole, il dipendente avvia regolarmente la procedura, ma la pratica rischia di restare sospesa perchè non risulta individuato il responsabile chiamato a valutarla e autorizzarla.
È un cortocircuito amministrativo difficile da giustificare in un’azienda delle dimensioni del Ruggi. Ferie, permessi e congedi non rappresentano concessioni discrezionali, ma diritti disciplinati dalle norme e dai contratti collettivi. La direzione ha quindi il dovere di individuare immediatamente i referenti, ripristinare le corrette procedure e impedire che l’inefficienza del sistema aziendale continui a produrre conseguenze sulla vita dei lavoratori.
La direzione strategica ora deve rispondere
La lettera aperta della Fials restituisce il quadro di un ospedale nel quale i dipendenti continuano a garantire attività essenziali, mentre l’amministrazione non riesce a liquidare puntualmente le competenze, modifica unilateralmente i turni e lascia irrisolte persino le procedure per la gestione di ferie e permessi. La direzione strategica del Ruggi non può continuare a nascondersi dietro i tempi della burocrazia. Deve spiegare perchè gli arretrati non siano stati pagati, motivare la soppressione del turno notturno e chiarire quali misure intenda adottare per assicurare continuità al servizio. Soprattutto, deve cambiare metodo. Un’azienda ospedaliera non può essere amministrata attraverso decisioni imposte senza confronto e comunicazioni che arrivano quando tutto è già stato stabilito.
Il "Ruggi d’Aragona" rappresenta il principale punto di riferimento sanitario della provincia di Salerno. Proprio per questo dovrebbe essere un modello di organizzazione, trasparenza e rispetto del personale. Il quadro denunciato dal sindacato racconta invece ritardi, disordine e una distanza sempre più profonda tra chi assume le decisioni e chi, ogni giorno, deve trasformarle in servizi concreti per i cittadini. Lo stato di agitazione proclamato dal 27 luglio 2026 è quindi il risultato di un disagio che non può più essere ignorato. La Fials chiede un intervento immediato e risolutivo. Dopo mesi di attese, prestazioni ancora da liquidare e una turnazione notturna cancellata senza un vero confronto, il tempo delle promesse è finito. Ora la direzione strategica deve fornire risposte, assumersi le proprie responsabilità e restituire dignità a lavoratori che hanno continuato a garantire il servizio anche quando l’azienda non ha garantito loro quanto dovuto.
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