

di Massimiliano Catapano
Ci sono giornalisti che attraversano la vita di una comunità senza limitarsi a registrarne gli avvenimenti. Ne ascoltano le voci, ne conoscono le inquietudini, raccontano le battaglie quotidiane e custodiscono, attraverso le parole, una parte della sua memoria. Carmine Pecoraro apparteneva a questa categoria di cronisti: presenti, appassionati e profondamente legati al proprio territorio. La notizia della sua improvvisa scomparsa, avvenuta nelle prime ore di venerdì 24 luglio, ha scosso Mercato San Severino e l’intero mondo dell’informazione salernitana. Pecoraro, giornalista professionista nato nel 1964, era conosciuto e stimato da colleghi, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e da quanti, nel corso degli anni, avevano avuto modo di incontrarlo durante il suo lavoro. Secondo le prime ricostruzioni, il giornalista è precipitato dal secondo piano di un’abitazione situata in via San Severino. L’allarme sarebbe stato lanciato intorno alle 6 del mattino. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, ma ogni tentativo di soccorso si è purtroppo rivelato inutile. Nonostante l’arrivo dell’automedica e dell’ambulanza, il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Le circostanze esatte dell’accaduto restano ancora da chiarire. I Carabinieri hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire quanto avvenuto all’interno dell’abitazione e nei momenti immediatamente precedenti alla tragedia. In questa fase, dunque, ogni ipotesi sarebbe prematura e irrispettosa: resta il dovere di attendere il lavoro degli investigatori e di proteggere il dolore dei familiari. Carmine Pecoraro aveva dedicato gran parte della propria vita al giornalismo. Nel corso della sua lunga attività professionale aveva collaborato con numerose testate della provincia di Salerno, occupandosi soprattutto di cronaca, politica locale, vita amministrativa, giudiziaria, cultura e associazionismo. Il suo sguardo era rivolto in particolare alla Valle dell’Irno e a Mercato San Severino, realtà che conosceva profondamente e delle quali aveva seguito trasformazioni, difficoltà e speranze. Era un cronista attento ai fatti, ma mai distante dalle persone. Dietro ogni notizia cercava il significato umano, consapevole che il giornalismo di territorio non vive soltanto di comunicati, dichiarazioni e appuntamenti istituzionali, ma soprattutto di relazioni, ascolto e conoscenza diretta della comunità.
Colleghi e interlocutori ne ricordano in queste ore la disponibilità, l’educazione e il garbo. Pecoraro aveva costruito negli anni una rete di rapporti fondata sulla correttezza e sul rispetto, senza rinunciare alla curiosità e alla determinazione necessarie a chi sceglie di raccontare la realtà. Non amava i clamori fini a se stessi: preferiva seguire gli avvenimenti con costanza, verificarne i contorni e restituirli ai lettori con la sensibilità di chi considerava l’informazione un servizio pubblico. A rendere ancora più dolorosa la sua scomparsa è il lutto che lo aveva colpito soltanto pochi giorni prima. Sua madre, Anna Saggese, era morta all’età di 88 anni. Una perdita recente e profondissima, alla quale si aggiunge ora una tragedia che lascia sgomenti i familiari, gli amici e l’intera comunità sanseverinese. Dal momento in cui la notizia ha cominciato a diffondersi, sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio dal mondo del giornalismo, dalle realtà associative e da quanti avevano condiviso con Pecoraro un tratto del suo percorso professionale e umano. Parole differenti, accomunate dal ricordo di un uomo perbene e di un cronista capace di vivere il proprio mestiere con passione autentica.
La morte di Carmine Pecoraro priva l’informazione salernitana di una voce esperta e la sua città di un osservatore partecipe della vita pubblica. Rimangono gli articoli, le interviste, gli incontri e le tante storie raccontate in oltre trent’anni di attività. Ma rimane soprattutto il ricordo di un uomo che aveva fatto della gentilezza, della disponibilità e del rispetto la propria cifra personale. In un tempo in cui il giornalismo sembra spesso inseguire la velocità e il clamore, Carmine Pecoraro rappresentava il valore della presenza: quella del cronista che conosce i luoghi, incontra le persone e non dimentica mai che dietro ogni fatto esistono volti, famiglie e vite. Alla famiglia, agli amici e ai colleghi giungano le più profonde e sentite condoglianze.
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