

Il grande valore del riscatto personale, l'addestramento emotivo e la forza delle passioni sono stati i protagonisti dell'ultimo talk di giornata in Sala De Masi a Giffoni Sport. L'incontro, introdotto dal General Manager Jacopo Gubitosi e da Antonino Muro (General Management-Strategic Advisor di Giffoni), ha visto la giuria dei giovani confrontarsi con i testimonial del progetto BE GREAT: Greta De Silva, giovane promessa del salto ostacoli, Luigi Busà, campione olimpico di Karate a Tokyo 2020, e Ginevra Topa, atleta di Kickboxing. A raccontare la peculiarità del proprio sport è stata Greta De Silva, soffermandosi sulla gestione della pressione e sul profondo legame affettivo che unisce l'atleta al proprio cavallo: "I percorsi complessi non mi spaventano, ma serve un continuo allenamento emotivo per trasmettere sicurezza all'animale, che percepisce ogni stato d'animo attraverso le redini. Il cavallo è il mio migliore amico e compagno di vita, non una macchina da prestazione; il rapporto più autentico con lui si costruisce proprio nel quotidiano, lontano dalla gara".
L'inclusione e il sostegno agli atleti sono stati richiamati da Luigi Busà, che ha spiegato le ragioni della sua adesione a BE GREAT, un'iniziativa che offre un supporto non soltanto economico, ma anche sociale e psicologico ai giovani sportivi. "Finchè c’è qualcuno che sogna, il mondo non finirà" ha affermato l'Oro olimpico, ricordando come il suo desiderio di vincere un'Olimpiade fosse nato a nove anni, prima ancora che il karate diventasse disciplina olimpica. Rievocando le difficoltà vissute da bambino a causa del sovrappeso - tema affrontato anche nel suo libro - Busà ha sottolineato come lo sport rappresenti una straordinaria opportunità di riscatto, invitando i ragazzi a rinnovare continuamente i propri obiettivi per continuare a emozionarsi.
Infine, Ginevra Topa ha offerto una panoramica sull'universo della kickboxing e sul crescendo di adesioni al femminile, legato non solo alla difesa personale e all'autocontrollo, ma anche alla capacità di questa disciplina di scaricare le tensioni dello studio e del lavoro. Topa ha concluso evidenziando il valore sociale degli sport da combattimento: sebbene sul ring si combatta da soli, l'angolo e la condivisione con gli avversari fuori dalla gara creano legami d'amicizia e una solida rete d'affetto.
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