

Il Sud delle partenze obbligate, del divario infrastrutturale e delle opportunità che sembrano esistere solo altrove, ma anche il Sud di chi sceglie di restare, di chi decide di tornare o di chi sceglie di arrivare per costruire progetti di vita e d'impresa. È attorno a queste due immagini, entrambe reali ma spesso raccontate in maniera sbilanciata, che si è sviluppato il denso confronto in Sala Verde tra i ragazzi della sezione Impact e Stefano Consiglio, presidente di Fondazione Con il Sud. Al centro del dibattito la presentazione di Sud Vivo, la campagna di comunicazione partecipativa promossa dalla Fondazione con l'obiettivo di scardinare la narrazione fatalistica dello spopolamento e far emergere le buone pratiche di rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica già in atto nel Mezzogiorno. "Non dico che bisogna difendere il Sud a prescindere", ha premesso Consiglio, sottolineando come l'esperienza fuori sede, lo studio o il lavoro al Nord e all'estero rappresentino momenti fondamentali di crescita. Il punto nodale è sottrarsi all'idea che la partenza debba essere vissuta come l'unica strada obbligata. Evocando la celebre ironia di Massimo Troisi in Ricomincio da tre sul cliché dell'emigrante, il presidente ha ricordato che viaggiare non significa necessariamente fuggire: sebbene i problemi strutturali non vadano mai negati ma analizzati con rigore, è indispensabile dare spazio e voce al "Sud Vivo", fatto da giovani che rientrano portando competenze o da persone nate altrove che scelgono il Mezzogiorno come nuova casa.
Consiglio non ha nascosto le profonde asimmetrie che ancora penalizzano il territorio, dai ritardi nell'alta velocità ferroviaria alle criticità della dorsale ionica, fino ai limiti della mobilità in Sicilia e al difficile accesso ai servizi sanitari essenziali. Tuttavia, ha ammonito contro il rischio di trasformare i dati negativi in un alibi per la rassegnazione: "Non dobbiamo usare le criticità per chiuderci in casa e arrenderci. Dobbiamo reagire, perché se migliora il Sud, migliora l'intero Paese". Allargando lo sguardo alla questione demografica, ha invitato i ragazzi a considerare come la diminuzione delle nascite e l'invecchiamento della popolazione stiano ridisegnando l'Italia intera e l'Europa. In questo scenario, accentuato dall'impatto dell'intelligenza artificiale e dai cambiamenti climatici, la soluzione non può risiedere in una competizione tra territori per sottrarsi abitanti a vicenda, bensì in una strategia di coesione nazionale che riconosca come lo spopolamento del Mezzogiorno finisca per impoverire la nazione nel suo complesso.
Nel dialogo con i giovani si è affrontato anche il tema del turismo. Pur rappresentando una risorsa fondamentale per molte comunità, il turismo non costituisce l'unica panacea: le dinamiche di overtourism presenti in alcune località dimostrano la necessità di governare i flussi e valorizzare le destinazioni interne ancora fuori dai grandi circuiti, senza però demonizzare un settore che continua a creare occupazione. In questo contesto si inserisce la chiamata alla partecipazione lanciata da Sud Vivo, un'iniziativa che invita enti, associazioni, imprese e cittadini a condividere storie concrete di cambiamento: "Non cerchiamo un elenco di problemi, ma vogliamo capire cosa si sta facendo concretamente per risolverli", ha spiegato Consiglio. In conclusione, il presidente ha rivolto un diretto invito ai giovani della Cittadella a non rimanere semplici spettatori: sebbene il presente appaia incerto, proprio l'incertezza può schiudere nuove ed inedite opportunità per chi possiede creatività e visione. Fondazione Con il Sud può accompagnare e sostenere le idee, ma spetta alle nuove generazioni assumere le decisioni e guidare il riscatto del proprio territorio.
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