

di Massimiliano Catapano
Prima le risposte del campo, poi quelle del mercato. La seconda uscita stagionale della Salernitana nel ritiro di Cascia si è chiusa con un largo 14-0 contro la Rappresentativa locale, risultato inevitabilmente da valutare tenendo conto del valore dell’avversario, ma comunque utile a Serse Cosmi per verificare condizione atletica, principi di gioco e primi automatismi della nuova stagione. Nel tabellino sono entrati Llano con una doppietta, Capomaggio con tre reti, Bevilacqua con due goal all’esordio in maglia granata, Lescano con un poker e, infine, Ferrari, Boncori e Berra. Una prova senza difficoltà sul piano del punteggio, trasformata soprattutto in un allenamento agonistico nel quale il tecnico ha alternato uomini e soluzioni offensive. Al termine dell’incontro è stato però Daniele Faggiano a spostare l’attenzione sui temi più caldi dell’estate granata. Il direttore sportivo ha tracciato un bilancio della prima parte del ritiro, soffermandosi sulla costruzione dell’organico, sulle operazioni in uscita e sui prossimi interventi necessari per completare la squadra. "È normale pensare che si possa sempre fare qualcosa in più, ma non vogliamo lasciarci trascinare dalla fretta. Il mercato, in questo momento, procede lentamente per quasi tutte le società. Preferisco aspettare qualche giorno e ridurre il rischio di sbagliare, piuttosto che chiudere operazioni soltanto per dare l’impressione di essere attivi".
Faggiano ha quindi spiegato la differenza tra il lavoro svolto dodici mesi fa e la strategia scelta per la nuova stagione: "L’anno scorso dovevamo acquistare numerosi calciatori per costruire una base. Oggi quella struttura esiste e la rosa è già numericamente consistente. Per questo motivo la priorità è alleggerire l’organico: non voglio mettere a disposizione dell’allenatore un gruppo troppo affollato, perché diventerebbe difficile da gestire e rischierebbe di creare malumori". Il dirigente ha riservato un ringraziamento anche a Matteo Lovato, apprezzandone il comportamento durante la fase che ha preceduto la separazione: "Lovato ha dimostrato grande correttezza e professionalità. Le stagioni vissute a Salerno, tra retrocessioni e situazioni complicate, non lo hanno certamente aiutato, ma nel momento di trovare una soluzione è venuto incontro alle esigenze della società". La linea resta quella di ringiovanire progressivamente l’organico, senza rinunciare alle qualità necessarie per affrontare un campionato ambizioso. "Davanti sono arrivati due ragazzi con caratteristiche importanti. Sono giovani, hanno margini di crescita e possono diventare molto utili nel corso della stagione. Vogliamo abbassare l’età media, ma questo non significa rinunciare alla competitività: l’obiettivo è inserire elementi affamati, capaci di reggere il peso della maglia". Sul piano economico, il direttore sportivo ha voluto chiarire anche alcuni aspetti relativi alla passata stagione: "È vero che avevamo a disposizione un budget significativo, ma è altrettanto vero che la società ha dovuto sostenere costi e uscite molto pesanti, alcune delle quali non rientravano nella normale programmazione. Gli investimenti non sono mancati e bisogna riconoscere lo sforzo compiuto dal club".
Difesa da completare e piena sintonia con Cosmi
La Salernitana dovrà intervenire soprattutto nel reparto arretrato. Faggiano non si è nascosto e ha indicato con chiarezza il prossimo obiettivo: "Quando riusciremo a concretizzare alcune partenze, inseriremo due difensori. Il reparto ha bisogno di essere completato, ma dobbiamo rispettare equilibri numerici ed economici. Non possiamo continuare ad aggiungere giocatori senza creare prima lo spazio necessario". Il direttore ha poi precisato il significato delle parole pronunciate nei giorni precedenti da Cosmi: "Il messaggio dell’allenatore è stato interpretato in maniera troppo rigida. Non ha chiesto calciatori famosi o nomi da copertina. Cosmi è soddisfatto dei nuovi arrivati e conosce perfettamente il percorso che stiamo seguendo. Servono giocatori funzionali, non figurine".
Non è mancata una severa autocritica per quanto accaduto durante il precedente campionato: "L’anno scorso ho parlato poco e ho commesso degli errori. Le critiche ricevute in quei mesi erano comprensibili, perchè alcune valutazioni si sono rivelate sbagliate. Oggi preferisco aspettare e riflettere qualche giorno in più, proprio per limitare gli errori e fare scelte più solide». Faggiano ha ammesso anche di non essere riuscito a mantenere completamente gli impegni assunti con la piazza: "Avevo dato la mia parola su determinate operazioni, ma avevo sottovalutato la difficoltà di liberare la società da contratti provenienti dalla Serie A e dalla Serie B. Quelle situazioni erano molto più complesse di quanto potessero apparire dall’esterno. Adesso non sono affatto rilassato: per svolgere questo mestiere bisogna essere lucidi, determinati e costantemente operativi".
L'abbraccio dei tifosi: "Una passione che non ha bisogno di misurazioni"
Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato al popolo granata. Il direttore sportivo ha riconosciuto il valore economico ed emotivo della campagna abbonamenti, soprattutto dopo le sofferenze degli ultimi anni: "So perfettamente quanti sacrifici richieda acquistare un abbonamento. La tifoseria arrivava da due retrocessioni e da una delusione enorme. Anche le discussioni sulle maglie dimostrano quanto questa gente tenga ai propri colori: il granata, per loro, rappresenta appartenenza e identità". La presenza dei sostenitori a Cascia non è passata inosservata: "Vedere così tante persone seguire la squadra durante il ritiro è qualcosa che accade soltanto quando alle spalle esiste una piazza come Salerno. Diverse famiglie hanno rinunciato a una giornata di mare per essere qui vicino ai calciatori. In pochi altri posti sarebbe possibile persino aprire uno store durante il ritiro. La passione dei tifosi della Salernitana non ha bisogno di termometri: si vede e si sente ogni giorno".
Il richiamo alla squadra e il ruolo di Alfano
Nei giorni scorsi Faggiano aveva avuto un lungo confronto con il gruppo. Un discorso diretto, attraverso il quale il dirigente ha richiamato tutti alla responsabilità: "Da questa squadra mi aspetto sempre qualcosa in più. Non sono venuto a Cascia soltanto per osservare gli allenamenti, ma per controllare ogni aspetto della vita del gruppo. Sono ancora un direttore sportivo relativamente giovane, ma interpreto il ruolo alla vecchia maniera: guardo i comportamenti, pretendo chiarezza e parlo ai calciatori senza giri di parole". Alcune dinamiche interne non lo avevano convinto: "C’erano situazioni che non mi piacevano e ho deciso di fermarle immediatamente. Le chiacchiere inutili consumano energie che, invece, devono essere utilizzate per lavorare e migliorare. Con i ragazzi ho un rapporto leale: non nascondo i problemi e non prometto ciò che non posso garantire". Il direttore ha poi evidenziato la collaborazione quotidiana con Gennaro Alfano e con l’amministratore delegato Umberto Pagano: "Ci confrontiamo continuamente e ognuno porta il proprio contributo. Qualcuno aveva interpretato l’arrivo di Alfano come la volontà della società di controllare il nostro operato. Posso dire con grande sincerità che non è così: Gennaro rappresenta un sostegno prezioso e continua ad aiutarmi nelle valutazioni".
Il nodo delle partenze: "Qualcuno conosce già il proprio destino"
Secondo Faggiano, la costruzione della squadra è già arrivata a un livello soddisfacente, ma la parte più delicata riguarda ora i calciatori destinati a lasciare Salerno: "Siamo a buon punto. Il problema del mercato italiano è che molte operazioni si sbloccano soltanto negli ultimi giorni di agosto. Non è stato semplice convincere elementi interessanti ad anticipare le proprie decisioni. In questo momento sono più preoccupato per le uscite che per le entrate". Il messaggio ai calciatori fuori dal progetto è stato inequivocabile: "Non vorrei che qualcuno interpretasse la partecipazione al ritiro come una conferma automatica. Nel calcio gli equilibri cambiano: quando acquisti un giocatore vieni considerato bravo, quando devi comunicargli che non rientra più nei programmi diventi improvvisamente il cattivo. Non faccio nomi, ma i diretti interessati sanno perfettamente a chi mi riferisco".
Achik, Capomaggio e gli investimenti da proteggere
Sul fronte delle possibili cessioni, Faggiano ha escluso trattative avanzate per Achik e confermato gli interessamenti nei confronti di Capomaggio: "Per Achik non esistono, al momento, proposte concrete. Capomaggio piace a diverse società, ma la decisione finale appartiene alla Salernitana. Abbiamo investito somme importanti su alcuni calciatori e non abbiamo intenzione di regalarli o mandarli via con formule che non tutelino il club". Il direttore ha sottolineato ancora una volta la responsabilità di lavorare davanti a una tifoseria particolarmente esigente: "Il mercato è complicato e noi operiamo per una società seguita da un pubblico importante, che pretende molto perché merita molto. Dobbiamo avere il coraggio di scegliere, ma anche la pazienza di aspettare l’occasione corretta".
Il messaggio a Gyabuaa: "Torni quello dei primi giorni"
Le parole più nette sono state riservate a Emmanuel Gyabuaa. Faggiano ha escluso una bocciatura tecnica del centrocampista, ma ha richiamato il calciatore al rispetto delle disposizioni societarie: "Emmanuel deve ritrovare il sorriso e tornare a essere il ragazzo visto al suo arrivo. Sa quali errori ha commesso e conosce gli aspetti sui quali deve migliorare. Negli ultimi giorni ha modificato il proprio atteggiamento e si è rimesso sulla strada corretta. Gyabuaa non è messo in discussione per le sue qualità. Tuttavia, quando una società stabilisce regole precise per l’organizzazione sanitaria, l’alimentazione e il lavoro quotidiano, tutti devono rispettarle. Io rappresento la Salernitana e devo rispondere delle mie decisioni a Danilo Iervolino e ai suoi collaboratori. Finchè un calciatore è sotto contratto, viene gestito dal club. Qualora qualcuno volesse andare via, dovrà presentarsi una società disposta a riconoscerne il valore". La rotta tracciata da Faggiano appare dunque definita: niente operazioni dettate dall’impazienza, priorità alle partenze, due innesti programmati in difesa e massima attenzione alle regole interne. La Salernitana prende forma sotto gli occhi di Cosmi, ma il cantiere resta aperto. E il direttore sportivo, dopo gli errori riconosciuti senza alibi, sa di non avere intenzione di sprecare un’altra occasione.
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