

di Claudio Santoro
Da ormai quattordici anni Salerno si conferma un centro culturale di spicco grazie al Salerno Letteratura Festival, una manifestazione che si snoda interamente tra i luoghi più magnifici del centro storico cittadino. Il programma, che si articola nell'arco di una settimana, propone molteplici incontri dedicati al confronto sui temi più attuali della società contemporanea, affiancati da appuntamenti legati alla filosofia, alla storia, al mondo classico e da spazi pensati appositamente per i ragazzi. In questo modo, il festival riesce a far entrare la letteratura in contatto diretto con l’attualità, l’arte e la memoria storica, trasformando la città in un'autentica agorà. Durante i giorni dell'evento c'è stata la possibilità di intervistare Daria Limatola, presidente dell’associazione Duna di Sale e curatrice del programma ragazzi della manifestazione. Come confermato da Limatola, Salerno Letteratura è un evento culturale a tutto tondo: sebbene la narrativa continui a rappresentare uno dei pilastri centrali, il programma spazia attraverso una pluralità di linguaggi, offrendo sguardi approfonditi sulla filosofia, la storiografia e le dinamiche del mondo presente. Per la curatrice, il percorso all'interno del festival ha coinciso con un’importante crescita professionale: se agli esordi si occupava soltanto di una piccola sezione, oggi ne presiede l'organizzazione globale. Un impegno diventato un lavoro a tempo pieno che comprende anche la gestione della summer school e dei progetti attivati con le scuole e l’università.
L'evoluzione della struttura organizzativa descrive chiaramente il salto di qualità compiuto negli anni. La prima edizione del festival, nel 2013, contava circa 70 eventi distribuiti in sette giorni e non presentava l'articolazione odierna; la narrativa era la sezione prevalente, affiancata da una saggistica che occupava solo una minima parte della programmazione. Già dalla seconda edizione il quadro si è arricchito con l'introduzione della sezione non-fiction, curata da Gennaro Carillo, e di uno spazio dedicato agli autori emergenti guidato da Paolo Di Paolo. Oggi il festival ha quasi triplicato il proprio volume, arrivando a ospitare circa 200 eventi e avvalendosi di un team operativo molto più ampio rispetto al passato. Un ruolo centrale è affidato ai giovani, la cui partecipazione è viva ed entusiasta, anche attraverso il servizio di volontariato svolto durante i giorni della rassegna. Secondo Daria Limatola, l'elemento fondamentale è che i ragazzi abbiano l'opportunità di ascoltare: essendo i primi spettatori di ogni incontro, l'ascolto può accendere in loro la curiosità e far nascere la passione per la lettura. Per incentivarne il coinvolgimento, la strategia sceltasi è quella di renderli effettivi protagonisti: proprio quest'anno il cartellone include eventi moderati direttamente dai ragazzi e rivolti a tutto il pubblico. Limatola ha poi confidato che l'inizio del festival coincide per lei con il momento in cui riesce finalmente a rilassarsi dopo lunghi mesi di pianificazione, un traguardo reso possibile dall'efficienza di una squadra operativa in grado di gestire l'intera macchina organizzativa con la massima autonomia. Aver lavorato fin dalla prima edizione ha portato la curatrice a presentare una moltitudine di volumi.
Interrogata sui titoli a cui si sente più legata, ha consigliato in primo luogo due opere dell'edizione attuale: "Tanto domani muori" della scrittrice Antiniska Pozzi e Figli della foresta di Igiaba Scego. Ha poi rievocato "Lo splendore casuale delle meduse" della scrittrice tedesca Judith Schalansky, romanzo vincitore del Premio Salerno Libro d'Europa nel 2013. Un altro testo impresso nella sua memoria, anch'esso premiato al Salerno Libro d'Europa negli anni passati, racconta la storia della nonna dell'autrice colpita dall'Alzheimer e del suo graduale smarrimento dei ricordi: un processo descritto in modo così vivido da essere rimasto impresso nella memoria della curatrice pagina per pagina. Negli anni, il Salerno Letteratura Festival ha saputo evolversi e diversificarsi senza mai smarrire la propria identità originaria. Il passaggio da una programmazione incentrata prevalentemente sulla narrativa a una pluralità di sezioni che toccano la filosofia, la storia e l'analisi del presente è il frutto del lavoro instancabile di un ampio team che non lascia nulla al caso. L'evento rappresenta da anni un punto di riferimento in cui il confronto e la riflessione diventano strumenti indispensabili per decifrare la complessità del presente. È proprio questa spiccata capacità di mettere in relazione persone, idee ed esperienze diverse a rendere Salerno Letteratura un appuntamento di fondamentale importanza per la città e per il suo pubblico.
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