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Eboli, il corpo carbonizzato a Bivio Cioffi è del giornalista Luca Esposito

19/07/2026

di Massimiliano Catapano

Un corpo devastato dalle fiamme, un’automobile abbandonata poco distante e le tracce di un colpo d’arma da fuoco. Sono gli elementi attorno ai quali si sta sviluppando l’inchiesta sulla morte di Luca Esposito, giornalista originario di Nocera e direttore responsabile della testata sportiva TuttoSalernitana, volto conosciuto anche dal pubblico televisivo per le sue frequenti partecipazioni alle trasmissioni di Otto Channel. Il cadavere è stato scoperto nella notte tra sabato e domenica in un terreno agricolo isolato di contrada Bivio Cioffi, lungo la Statale 7 bis, nel territorio comunale di Eboli. Un dettaglio deve essere chiarito rispetto alle primissime informazioni circolate: il corpo non si trovava all’interno dell’automobile, ma sul terreno, tra la vegetazione raggiunta dall’incendio. La vettura riconducibile al giornalista è stata individuata nelle vicinanze e rappresenta ora uno dei punti centrali degli accertamenti.

L’allarme è scattato intorno alle tre del mattino, quando è stata segnalata la presenza di un rogo nel campo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i Carabinieri e i volontari della Vopi. Soltanto dopo lo spegnimento delle fiamme, tra il terreno annerito e i residui della vegetazione bruciata, è emersa la presenza del cadavere. Le condizioni del corpo, completamente carbonizzato, hanno reso estremamente complesso il riconoscimento nelle prime ore. La svolta è arrivata con i primi rilievi. Sul corpo sarebbe stato individuato un foro compatibile con il passaggio di un proiettile, mentre nelle vicinanze gli specialisti avrebbero recuperato anche un bossolo. Elementi che hanno fatto rapidamente perdere consistenza all’ipotesi di una morte accidentale, indirizzando le indagini verso uno scenario ben più grave: Luca Esposito potrebbe essere stato prima colpito con un’arma da fuoco e successivamente dato alle fiamme.

Il fuoco, secondo questa prima ricostruzione ancora da verificare, potrebbe essere stato utilizzato per rendere più difficile l’identificazione della vittima e cancellare impronte, tracce biologiche o altri elementi utili. Saranno però l’autopsia e gli esami medico-legali a stabilire la causa esatta del decesso, la successione degli eventi e soprattutto se Esposito fosse già morto quando il corpo è stato raggiunto dalle fiamme. Gli accertamenti balistici dovranno invece chiarire il tipo di arma utilizzata, la traiettoria e la distanza dalla quale sarebbe stato esploso il colpo. L’identità della vittima ha cominciato a delinearsi attraverso la vettura trovata a poca distanza e gli ulteriori riscontri raccolti dai Carabinieri. Nelle ore successive gli elementi investigativi hanno condotto al giornalista nocerino. Il riconoscimento dovrà comunque essere consolidato attraverso gli accertamenti medico-legali, considerato lo stato in cui è stato ritrovato il corpo. L’intera area è stata delimitata per consentire alla scientifica di lavorare senza contaminazioni. Il terreno e l’automobile saranno esaminati centimetro dopo centimetro. Gli investigatori dovranno comprendere se l’agguato sia avvenuto nello stesso luogo oppure se la vittima sia stata uccisa altrove e trasportata successivamente nella campagna di Bivio Cioffi. Anche la posizione della macchina, le condizioni dell’abitacolo e gli eventuali segni lasciati all’interno potrebbero contribuire a ricostruire gli ultimi spostamenti di Esposito.

Al centro dell’inchiesta finiranno inevitabilmente le ore precedenti alla morte: gli incontri, i contatti e le ragioni che potrebbero averlo condotto, nel cuore della notte, in una zona agricola lontana dalle abitazioni. Dovrà essere chiarito se avesse un appuntamento, se sia arrivato da solo oppure se qualcuno lo abbia accompagnato o attirato in quel luogo. Ogni risposta dovrà arrivare da riscontri tecnici e testimonianze, senza anticipare conclusioni che allo stato non possono essere formulate. Il movente rimane completamente avvolto nel mistero. Non è stato reso noto alcun elemento che permetta di collegare l’omicidio alla sua attività giornalistica, al lavoro svolto nell’ambito ambientale o alla sfera personale. Tutte le direzioni restano aperte e sarebbe prematuro attribuire il delitto a uno specifico contesto. Proprio la doppia dimensione professionale di Esposito - quella nel giornalismo sportivo e quella all’interno dell’Arpac - imporrà agli investigatori di ricostruire con precisione relazioni, incarichi e attività recenti, senza trascurare alcuna possibilità.

Luca Esposito rappresentava da anni una presenza quotidiana nell’informazione sportiva campana. Dirigeva prima TuttoNocerina e poi TuttoSalernitana, testata online dedicata alle vicende della squadra granata e attiva dal 2013, della quale risultava direttore responsabile dal 2017. Seguiva il mercato, le dinamiche societarie e il campionato con editoriali, interviste e interventi spesso destinati ad alimentare il confronto tra i tifosi. Ancora nei giorni precedenti alla tragedia aveva continuato a commentare le strategie e le trattative della Salernitana. Alla direzione della testata affiancava collaborazioni con realtà nazionali specializzate nel calcio. Era editorialista per TuttoC, interveniva su TMW Radio ed era legato al circuito di TuttoMercatoWeb. Partecipava inoltre come opinionista alle trasmissioni sportive di Otto Channel, dove era diventato un volto familiare, riconoscibile per i suoi commenti diretti e per l’attenzione costante riservata alla Salernitana e al calcio locale. Parallelamente all’attività giornalistica, le informazioni emerse nelle ore successive lo indicano come dirigente dell’Arpac, in servizio ad Avellino dopo una precedente esperienza a Caserta. In quest’ultimo territorio si sarebbe occupato anche delle problematiche ambientali legate alle aziende bufaline, un comparto particolarmente delicato per il peso economico e per gli aspetti connessi ai controlli e alla tutela del territorio.

Anche questa parte della sua vita professionale sarà necessariamente ricostruita, ma senza stabilire collegamenti privi di elementi concreti. Essere titolare di incarichi pubblici o occuparsi di settori complessi non significa automaticamente individuare una matrice professionale dietro l’omicidio. Spetterà agli investigatori verificare se esistano episodi, contrasti, segnalazioni o circostanze meritevoli di approfondimento. La notizia ha colpito profondamente il mondo dell’informazione e l’ambiente granata. Per tanti tifosi Luca Esposito era una voce quotidiana, presente nei momenti più esaltanti e nelle stagioni più difficili della Salernitana. Il suo nome era legato a discussioni di mercato, analisi tecniche, critiche alle scelte societarie e confronti televisivi. Ora quella voce entra in una vicenda di cronaca nera dalla violenza estrema. Restano domande pesantissime. Chi ha incontrato Luca Esposito nelle sue ultime ore? Per quale motivo si trovava a Bivio Cioffi? Il colpo d’arma da fuoco è stato esploso nel terreno o in un altro luogo? Chi ha appiccato l’incendio e quanto tempo è trascorso tra lo sparo e il rogo? E soprattutto, quale ragione può aver spinto qualcuno a uccidere un uomo e tentare poi di cancellarne il corpo con il fuoco?

Le risposte sono affidate ai Carabinieri e alla magistratura. L’automobile, il bossolo, il terreno incendiato e gli esiti dell’autopsia rappresentano i primi tasselli di un’indagine che si annuncia complessa. Per ora rimane la certezza di una morte brutale e il silenzio di una campagna scelta, con ogni probabilità, per nascondere un delitto. Un silenzio che gli investigatori dovranno spezzare ricostruendo, minuto dopo minuto, l’ultima notte di Luca Esposito.

Salerno - Cronaca -

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