

Grande emozione da parte dei giurati +18 per l’arrivo del famoso attore salernitano Pierluigi Gigante, che si è raccontato a tutto tondo durante il workshop. Classe 1989, nato nel rione Carmine di Salerno, Gigante ha spiegato fin da subito come il legame con la sua città abbia rappresentato un elemento fondamentale nel suo percorso artistico: "Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo del teatro durante il periodo liceale. Avevo bisogno di crediti formativi e un mio amico mi consigliò un corso di teatro. Da lì a poco la recitazione divenne una necessità per me". Poco dopo il diploma prende il via la sua carriera grazie a un’intuizione della madre: "Dopo il liceo mia madre e mia zia mandarono le mie foto alla Rai per Carramba, condotto da Raffaella Carrà. La Rai mi chiamò per il provino e fui preso. Tramite questa prima esperienza mi trasferii a Roma. Fu un bel periodo, ma capii che non era la strada che volevo percorrere".
L’attore ha poi raccontato il percorso turbolento della sua carriera e le difficoltà incontrate, a partire dai numerosi rifiuti ricevuti durante i provini: "Il mio approccio teatrale veniva visto come troppo carico per i personaggi cinematografici, che richiedono invece una dimensione più sottratta. La mia voglia di fare ha fatto sì che non mi lasciassi influenzare troppo dai "no" ricevuti, anche se, quando ci ripensi a mente fredda, vai in affanno. Ma se ami davvero qualcosa, come il cinema in questo caso, impari da quei rifiuti e sviluppi nuovi metodi per affrontare i provini". Il workshop è proseguito con numerose domande dei ragazzi sul suo approccio al film "Nata per te", nel quale interpreta Luca Trapanese.
A questo proposito Gigante ha dichiarato: "C’è stato un periodo in cui pensavo di non poter emergere e avevo paura. Ho lavorato su questo con tanta perseveranza. Quando sono stato scelto per Nata per te non ci credevo: non pensavo fosse possibile interpretare tutti i temi che il film affronta, ma grazie al regista Fabio Mollo sono riuscito a superare questi limiti. Non avevo mai lavorato con ragazzi con disabilità né con i neonati, ma grazie a Fabio sono riuscito ad affrontare anche queste sfide. Per me interpretare una persona straordinaria come Luca è motivo di grande orgoglio". Non sono mancati, infine, gli aneddoti sul set di "Qui rido io", dove l’attore ha raccontato come sia riuscito a convincere il regista Mario Martone a prolungare la sua permanenza sul set: "Lavorai solo per pochi giorni, ma fu un’esperienza bellissima. Vedevo che Mario Martone cambiava spesso le scene la mattina. Un giorno scrissi una scena e gliela proposi. Lui prese il foglio, sorrise e andò via. Il giorno dopo decise di tenermi un’altra settimana sul set".
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