

di Massimiliano Catapano
La Nocerina affida il proprio futuro tecnico a Karel Zeman. Dopo giorni di indiscrezioni, valutazioni e contatti, la scelta è diventata ufficiale: sarà il figlio di Zdeněk Zeman, per tutti il "Maestro", a guidare i molossi nel prossimo campionato di Serie D. L’annuncio è arrivato attraverso i canali social della società, con una formula essenziale ma inequivocabile: il tecnico sarà alla guida della formazione rossonera nella stagione 2026/27. Una decisione che porta immediatamente con sé un’idea precisa di calcio. Non soltanto per un cognome che ha segnato profondamente la storia del pallone italiano, ma anche per il percorso costruito da Karel lontano dai riflettori riservati al padre. La scelta della Nocerina richiama inevitabilmente la figura di Zdeněk Zeman, uno degli allenatori più riconoscibili e influenti del calcio italiano. Il "Maestro" è diventato celebre per il suo 4-3-3 offensivo, il pressing alto, la preparazione atletica e una filosofia di gioco votata costantemente all’attacco.
Un’eredità importante, che Karel ha sempre rispettato cercando, allo stesso tempo, di costruire una propria identità professionale attraverso una lunga gavetta tra Serie C e Serie D. La sua carriera si è sviluppata prevalentemente nelle categorie inferiori, affrontando realtà spesso complicate e imparando a convivere con piazze esigenti, società in trasformazione e campionati nei quali l’organizzazione conta quanto la qualità individuale. La nomina era stata anticipata dal nuovo direttore sportivo Francesco Lamazza durante la presentazione del progetto rossonero. Il dirigente ha spiegato di volere un allenatore capace di proporre un calcio propositivo, intenso e riconoscibile, indicando nel lavoro quotidiano e nella costruzione di una precisa identità collettiva le fondamenta della nuova Nocerina. La squadra è stata pensata intorno al 4-3-3, sistema che appartiene alla cultura calcistica della famiglia Zeman e che dovrebbe rappresentare il punto di partenza della prossima stagione.
Contratto: cosa è stato comunicato
Sul piano contrattuale, la società ha ufficializzato l’incarico di Karel Zeman per la stagione sportiva 2026/27, senza rendere pubblici ulteriori particolari relativi a opzioni di rinnovo, clausole o accordi pluriennali. Il contratto deve quindi essere considerato valido per la prossima annata e, di conseguenza, fino alla naturale conclusione della stagione, prevista nel giugno 2027. Al momento, tuttavia, non è stato diffuso un comunicato contenente una data formale di scadenza o eventuali automatismi legati ai risultati raggiunti. Meglio, dunque, attenersi ai dati certi: Zeman guiderà la Nocerina nella stagione che sta per cominciare. Ogni altra ipotesi sulla prosecuzione del rapporto oltre il 2027 dovrà essere accompagnata da una successiva comunicazione ufficiale del club.
Una carriera costruita sul campo
Classe 1977, Karel Zeman ha iniziato ad allenare giovanissimo. La prima esperienza significativa risale al 2007 con il Bojano, in Serie D. Sono poi arrivate le panchine di Toma Maglie e Manfredonia, prima dell’approdo al Fano nel marzo del 2012: la sua prima avventura tra i professionisti, conclusa inizialmente con il raggiungimento della salvezza. Nel 2014 ha vissuto anche un’esperienza internazionale alla guida del Qormi, nella massima serie maltese, riuscendo a mantenere il club nella categoria. Tornato in Italia, ha lavorato con Selargius e Abano, guadagnandosi successivamente la chiamata della Reggina. Con la formazione amaranto, riammessa in Lega Pro, centrò la permanenza nella categoria al termine di una stagione tutt’altro che semplice.
Il suo percorso è poi proseguito con Santarcangelo, Gela, Acr Messina e Lavello. Proprio in Basilicata ha ottenuto uno dei risultati più interessanti della sua carriera, portando una formazione neopromossa al sesto posto in Serie D, a un solo punto dalla zona playoff. Le esperienze più recenti lo hanno visto impegnato anche in Campania con il Nola, dove ha lavorato in due differenti periodi tra il 2024 e l’inizio del 2025. Quello di Zeman, dunque, non è il profilo di un esordiente né quello di un allenatore scelto soltanto per il prestigio del cognome. È un tecnico che conosce profondamente le categorie, le insidie dei campionati dilettantistici e la difficoltà di costruire una squadra competitiva in tempi ridotti.
Il marchio del 4-3-3
La nuova Nocerina dovrebbe avere un’identità immediatamente riconoscibile: difesa alta, ritmo, aggressione degli spazi e ricerca costante della porta avversaria. Lamazza ha parlato apertamente di una squadra costruita per esprimere un calcio di gamba, personalità e iniziativa, mettendo però in guardia dalle aspettative immediate. Una rosa profondamente rinnovata avrà inevitabilmente bisogno di tempo per assimilare movimenti, distanze e principi tattici richiesti dal nuovo allenatore. Il materiale tecnico, almeno sulla carta, appare coerente con l’idea di calcio di Zeman.
Sulle corsie offensive sono stati indicati giocatori come Simone Edera, Luca Giannone, Riccardo Vitelli e Bertony Renelus, mentre il riferimento centrale dell’attacco dovrebbe essere Federico Cardella, uno dei ritorni maggiormente attesi dalla tifoseria. A centrocampo, elementi come Giovanni Sbrissa, Giuseppe La Monica, Ciro Borrelli e Nicolò Maspero dovranno garantire corsa, qualità e capacità di accompagnare l’azione. Il compito di Zeman sarà quello di trasformare un gruppo quasi completamente nuovo in una squadra vera, riducendo il più rapidamente possibile la distanza tra il progetto immaginato dalla dirigenza e ciò che si vedrà sul terreno di gioco.
Una sfida che vale più di una semplice panchina
Nocera non è una piazza qualunque. Il pubblico rossonero conosce il calcio, pretende appartenenza e difficilmente si accontenta di una squadra priva di carattere e coraggio. Qui il cognome può accendere l’entusiasmo e alimentare la curiosità, ma saranno i risultati, le prestazioni e l’atteggiamento a determinare il giudizio definitivo. Karel Zeman arriva nel momento in cui la Nocerina sta ridisegnando la propria struttura. Il nuovo presidente Alfonso Vicidomini ha scelto una linea prudente, affidando la direzione generale a Salvatore “Sasà” Avallone e quella sportiva a Francesco Lamazza. Nessun proclama eccessivo, almeno per ora, ma una serie di operazioni che testimoniano la volontà di consegnare al tecnico una rosa ambiziosa, competitiva e funzionale al suo modo di intendere il calcio.
Il primo vero banco di prova sarà il ritiro di Latronico, con partenza programmata per il 31 luglio. Sarà lì che Zeman dovrà cominciare a dare forma alla sua Nocerina, lavorando sui meccanismi del 4-3-3, sulla condizione atletica e sull’intensità richiesta dal suo gioco. La nuova stagione rossonera comincia così, con un cognome che nel calcio italiano non passa mai inosservato. Essere il figlio del Maestro Zdeněk Zeman rappresenta un motivo di orgoglio, ma porta con sé anche aspettative e inevitabili confronti. A Nocera, però, non basteranno i ricordi, le suggestioni o le somiglianze con il padre. Karel Zeman dovrà scrivere una storia propria, conquistando una tifoseria affamata e restituendo ai molossi un’identità forte, offensiva e riconoscibile. La panchina è sua. Adesso toccherà al campo emettere il verdetto.
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