

di Massimiliano Catapano
Sarà l’autopsia, in programma domani, giovedì 16 luglio, a fornire le prime risposte scientifiche sulla morte di Antonio Cercola, il giardiniere di 58 anni trovato senza vita nella propria abitazione di via Mazzini. L’accertamento tecnico irripetibile, affidato al medico legale, dovrà stabilire con precisione la causa del decesso, la natura delle lesioni riscontrate e l’eventuale successione delle azioni violente. L’esame autoptico rappresenta uno snodo decisivo dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Federica Lo Conte della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Gli esiti potranno confermare o modificare la prima ricostruzione elaborata dai Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, intervenuti nell’appartamento nelle prime ore di martedì 14 luglio. Per la morte dell’uomo è stato arrestato il figlio Vincenzo Cercola, 27 anni. Il giovane resta sottoposto alla misura precautelare in attesa dell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, chiamato a pronunciarsi sulla convalida dell’arresto e sull’eventuale applicazione di una misura cautelare.
Secondo l’ipotesi investigativa, ancora sottoposta a verifica, la tragedia sarebbe maturata al culmine dell’ennesimo litigio tra padre e figlio. Il ventisettenne avrebbe inizialmente stretto le mani attorno al collo del genitore, per poi colpirlo con un oggetto contundente. Quando i soccorritori hanno raggiunto l’abitazione, per Antonio Cercola non c’era ormai più nulla da fare. Il ragazzo sarebbe stato bloccato dai militari ancora all’interno della casa. Stando alle prime informazioni raccolte, gli investigatori lo avrebbero sorpreso mentre cercava di ripulire le mani macchiate di sangue. Anche questo particolare dovrà essere cristallizzato attraverso gli accertamenti tecnici, i rilievi effettuati nell’appartamento e gli elementi che confluiranno nel fascicolo della Procura. Rimane ancora da chiarire il movente. Gli inquirenti stanno ricostruendo il rapporto tra i due e le ore immediatamente precedenti al delitto, alla ricerca dell’elemento che avrebbe innescato la violenta escalation. Testimonianze raccolte nell’ambiente familiare e nel vicinato riferiscono di precedenti tensioni e frequenti discussioni.
Dalle informazioni emerse nelle ultime ore, Vincenzo Cercola sarebbe stato seguito dal Centro di Igiene Mentale. Alcune testimonianze riferiscono inoltre di problemi legati alla dipendenza da sostanze: circostanze che dovranno essere documentate e valutate dagli specialisti, senza anticipare conclusioni sulla capacità di intendere e di volere del giovane al momento dei fatti. Dopo l’arresto il ventisettenne è stato trasferito nel reparto di Psichiatria dell’ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore, dove si trova piantonato. Le sue condizioni e la relativa documentazione sanitaria potrebbero assumere rilievo anche nella successiva fase giudiziaria. Domani, dunque, l’attenzione si sposterà sul tavolo autoptico. Dalle risultanze medico-legali potrebbero arrivare elementi determinanti per ricostruire gli ultimi minuti di vita di Antonio Cercola e definire con maggiore precisione la dinamica di una tragedia familiare che ha profondamente scosso la comunità paganese. Le responsabilità penali del ventisettenne dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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