

di Massimiliano Catapano
La posta, a Salerno, non può diventare una lotteria. Non può arrivare quando capita, perdersi tra un portone e una cassetta condominiale, restare sospesa per settimane o costringere cittadini, anziani e lavoratori a inseguire allo sportello ciò che dovrebbe essere consegnato regolarmente a casa. È da questa esasperazione che parte la protesta dei residenti della zona orientale, con Mariconda diventata il simbolo di un disagio che, secondo le segnalazioni raccolte, andrebbe avanti ormai da mesi. A denunciare la situazione è Catello Esposito, residente del quartiere e attivista civico, che negli ultimi mesi ha raccolto il malumore di numerose famiglie. Il quadro tracciato è pesante: corrispondenza che non arriva, lettere lasciate in maniera approssimativa, avvisi di giacenza che comparirebbero anche quando i destinatari dichiarano di essere stati in casa, comunicazioni importanti recapitate in ritardo o, in alcuni casi, mai arrivate a destinazione. Un disservizio che, quando riguarda bollette, scadenze fiscali, documenti sanitari, pensioni, pratiche amministrative o comunicazioni bancarie, smette di essere una semplice seccatura e diventa un problema concreto, capace di produrre danni economici e personali.
Il punto più delicato riguarda proprio la continuità del servizio. I cittadini raccontano di essere costretti a recarsi più volte negli uffici postali per capire dove sia finita la propria corrispondenza, affrontando code, perdite di tempo e inevitabili disagi. C’è chi teme la sospensione di utenze per pagamenti mai ricevuti, chi denuncia il mancato recapito di documenti sensibili, chi parla di una privacy calpestata quando lettere e comunicazioni vengono lasciate in luoghi non idonei o accessibili a più persone. Da Mariconda, però, la protesta non resterà confinata al singolo rione. L’intenzione annunciata è quella di attivare una petizione popolare non solo nel quartiere, ma in tutta la zona orientale di Salerno, coinvolgendo residenti, famiglie, commercianti e lavoratori. L’obiettivo è chiedere un intervento rapido, verificabile e definitivo: non una risposta di circostanza, ma una riorganizzazione seria del recapito, con controlli puntuali sulla distribuzione e responsabilità chiare.
La richiesta rivolta ai vertici di Poste Italiane è netta: intervenire subito, prima che il disagio si trasformi in danno irreparabile. Perchè in una città moderna la corrispondenza non può viaggiare a intermittenza e i quartieri periferici non possono essere trattati come territori di seconda fascia. Il servizio postale è un presidio essenziale di cittadinanza, soprattutto per chi non può permettersi di correre ogni giorno dietro a una raccomandata, a una bolletta o a un documento rimasto chissà dove. La mobilitazione, dunque, assume un valore che va oltre il singolo episodio. È una richiesta di rispetto istituzionale per una parte importante della città: Mariconda, Mercatello, Pastena e l’intera area orientale chiedono di non essere lasciate nel silenzio. I cittadini vogliono risposte, tempi certi e soluzioni immediate. Perché i problemi, quando riguardano servizi essenziali, non si archiviano con una promessa: si risolvono. E si risolvono in tempi rapidi.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.