

Dal 12 giugno al 12 luglio la Campania torna a essere il palcoscenico di uno dei principali appuntamenti dedicati allo spettacolo dal vivo. La diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania, propone un cartellone di 105 appuntamenti, con 67 debutti assoluti, tra teatro, musica, danza, letteratura, mostre e progetti speciali. Una manifestazione che, dal 2017 sotto la direzione artistica di Cappuccio, ha consolidato la propria vocazione internazionale, trasformandosi in una piattaforma permanente di confronto tra linguaggi artistici, produzioni italiane e straniere, giovani compagnie e grandi protagonisti della scena mondiale. In sette anni il Festival ha coinvolto 4.685 artisti e professionisti - tra attori, registi, drammaturghi, coreografi, costumisti, light e music designer - dando vita a oltre 500 produzioni nazionali e internazionali e costruendo una rete che abbraccia Paesi come Cina, Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Belgio, Brasile, Argentina, Messico, Libano, Grecia, Polonia e molti altri.
L'edizione 2026 conferma questa apertura con la presenza di artisti di rilievo internazionale come Victoria Thierrée-Chaplin, Jean-Baptiste Thierrée, Aurélia Thierrée, James Thierrée, Fabio Rubiano, Andrea Jiménez, Úrsula Martínez, Marina Otero & Ibrahim Ibnou Goush, Sergio Bernal con la sua Dance Company e Tony Hadley. Il programma si sviluppa attraverso nove sezioni - Internazionali, Prosa Nazionale, Progetti Speciali, Sportopera, Letteratura, Musica, Danza, Osservatorio e Mostre - confermando quella multidisciplinarietà che rappresenta il tratto distintivo del progetto artistico avviato da Cappuccio. Accanto ai grandi spettacoli internazionali, il Festival continua a valorizzare la creatività italiana e i nuovi linguaggi attraverso la sezione Osservatorio, spazio dedicato alle compagnie emergenti e alla ricerca teatrale. Tra i 67 debutti assoluti spiccano lo spettacolo inaugurale firmato da Roberto Andò con Renato Carpentieri e il "Rendez-vous" di Chaplin-Thierrée, che partirà proprio da Napoli per la sua tournée internazionale. La Fondazione Campania dei Festival partecipa inoltre a cinque produzioni della sezione Prosa Nazionale: il Beckett-Pinter diretto da Andò con Renato Carpentieri, "Due vecchiette a Nord" del Teatro Elfo Puccini di Milano, la nuova drammaturgia di Carrozzeria Orfeo, "I fratelli De Filippo" con Sergio Rubini attore e regista e "La creatività è l'intelligenza che si diverte" con Euridice Axen, diretta da Nadia Baldi. Anche quest'anno il Festival pone al centro il tema della pace. Dopo il messaggio dei "Battiti per la pace" del 2025, il filo conduttore dell'edizione 2026 diventa "Universo di pace", un invito a riconoscere nell'arte uno strumento capace di diffondere bellezza, solidarietà e dialogo contro ogni forma di violenza.
Un tema che trova le sue radici nella riflessione di Ruggero Cappuccio, raccolta nel testo "Oltre l'Io Oltre il Mio", nel quale il direttore artistico invita a interrogarsi sulle cause profonde dei conflitti. Riprendendo il pensiero di Jiddu Krishnamurti, Cappuccio osserva come le guerre siano l'effetto di un uso distorto del cervello umano, dominato dall'ego e dal possesso, e individua nell'arte, nella filosofia, nella poesia e nel teatro strumenti capaci di "riprogrammare" il pensiero verso una cultura della pace. Il teatro diventa così il luogo in cui molti cervelli lavorano insieme per un unico obiettivo: costruire armonia, accettare il dissenso e superare la logica dell'io e del mio, ricordando le parole di Krishnamurti: "La verità non è tua o mia: se lo fosse sarebbe una falsità." Questa visione si riflette nell'identità stessa del Campania Teatro Festival, che conserva una forte dimensione culturale e civile, promuovendo anche pratiche sostenibili attraverso l'impiego di materiali "green" e consolidando le collaborazioni con le Università e con EUNIC, la rete degli Istituti Nazionali di Cultura dell'Unione Europea. A sottolineare il valore internazionale della manifestazione contribuiscono anche le adesioni alla rete Italia Festival e alla European Festival Association (EFA), oltre al contributo del Ministero della Cultura. Dal 2017 l'immagine del Festival porta inoltre la firma del maestro Mimmo Paladino, che trasforma cataloghi e materiali promozionali in autentiche opere d'arte. Anche per il 2026 l'identità visiva della manifestazione nasce dalla sua creatività, rafforzando il dialogo tra arti visive e spettacolo dal vivo.
Alla base del progetto resta anche una precisa scelta di accessibilità. Il Campania Teatro Festival continua infatti a proporre una politica di prezzi popolari, con biglietti compresi tra 5 e 8 euro e ingresso gratuito per alcune categorie sociali, favorendo una partecipazione ampia e inclusiva. Il valore del Festival si inserisce nel percorso più ampio della Fondazione Campania dei Festival, istituita nel 2007. Oltre al Campania Teatro Festival, la Fondazione promuove progetti dedicati alla formazione, all'inclusione sociale e alla valorizzazione dei giovani artisti, come Quartieri di Vita. Life infected with Social Theatre! realizzato in collaborazione con istituzioni europee, e Campania Young Festival - Tocca a noi!, iniziative che offrono concrete opportunità di crescita professionale alle nuove generazioni dello spettacolo. Con la diciannovesima edizione il Campania Teatro Festival conferma dunque la propria identità di laboratorio permanente di creatività, capace di mettere in relazione artisti, territori e pubblico in un dialogo internazionale che parte dalla Campania e guarda al mondo, ribadendo come il teatro possa essere non soltanto spettacolo, ma anche strumento di crescita culturale, inclusione e costruzione di una autentica cultura della pace.
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