

di Massimiliano Catapano
Una casa al piano terra trasformata nel centro di un’indagine delicata, una morte ancora senza una spiegazione certa e una lunga notte di domande. È avvolto nel mistero il decesso della donna di 56 anni trovata senza vita nella serata di giovedì 25 giugno all’interno della propria abitazione, al civico 22 di via Elia Di Florio, traversa di via Napoli. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, per la donna non c’era ormai più nulla da fare. Le circostanze riscontrate all’interno dell’appartamento hanno però spinto i Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore ad avviare immediatamente approfondimenti, senza escludere alcuna ipotesi sulle cause della morte. L’abitazione è stata posta sotto sequestro e la salma affidata all’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali. Saranno proprio l’esame autoptico e le verifiche scientifiche a dover chiarire la natura del decesso e l’eventuale presenza di elementi incompatibili con una morte naturale.
L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata soprattutto sul contesto familiare. Il marito della vittima, un uomo di circa settant’anni molto conosciuto nella zona, è stato ascoltato a lungo nella caserma dei Carabinieri dal pubblico ministero di turno e dagli uomini dell’Arma. Al suo fianco era presente il legale di fiducia, l’avvocato Alfonso Romano. Un passaggio investigativo ritenuto centrale per ricostruire le ultime ore trascorse dalla donna e chiarire quanto sarebbe accaduto nell’abitazione. La posizione dell’uomo resta al vaglio degli inquirenti: il lungo ascolto, in questa fase, non consente di anticipare conclusioni né di attribuire responsabilità che potranno eventualmente emergere soltanto dagli sviluppi dell’inchiesta. Nella mattinata di venerdì 26 giugno gli accertamenti sono ripresi all’interno dell’appartamento. Al sopralluogo hanno partecipato il capitano dei Carabinieri Alessio Conte, il pubblico ministero Marco Fiorillo e i militari della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale di Salerno.
Gli specialisti hanno lavorato alla ricerca di tracce, reperti e qualsiasi altro elemento utile a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Gli investigatori stanno inoltre raccogliendo le testimonianze delle persone presenti nella zona e di quanti conoscevano la coppia. Secondo alcune informazioni riferite dai residenti, ma non ancora accompagnate da riscontri ufficiali, la donna avrebbe attraversato da tempo un periodo di fragilità legato a uno stato depressivo. Una circostanza che dovrà essere valutata con estrema cautela e che, da sola, non consente di spiegare quanto accaduto. Nel quartiere prevalgono incredulità e sgomento. Nessuno, raccontano alcuni vicini, avrebbe immaginato un epilogo tanto drammatico. Dietro le finestre dell’abitazione sequestrata resta ora una vicenda ancora tutta da decifrare. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive.
Le risposte più importanti sono attese dai rilievi scientifici, dagli accertamenti medico-legali e dall’analisi delle testimonianze raccolte. Solo allora sarà possibile stabilire se la morte della 56enne sia stata provocata da un gesto volontario, dall’intervento di un’altra persona oppure da una diversa causa. Fino a quel momento, ogni scenario resta aperto.
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