

Si chiude una delle storie più belle e intense che la Pallanuoto italiana ha vissuto anche al di fuori dei confini nazionali. Terminata la sua avventura spagnola al Matarò culminata con il trionfo nella Liga ed il terzo posto in Champions, Silvia Avegno dice basta e tornerà nella sua Sori ma non da giocatrice. Lo fa attraverso una commovente lettera a mezzo social con cui ripercorre le tappe salienti del suo lungo viaggio, partito da casa (RN Sori) e dalla vicina Camogli, proseguito a Rapallo, Recco e Roma prima della conclusione in terra catalana. "Col tempo ho capito che la parte più bella di questa storia non si giocava in acqua. - scrive l'iconica numero 4 ligure - Si costruiva giorno dopo giorno, in tutto quello che lo sport stava lasciando dentro di me. E guardando indietro mi rendo conto che la Pallanuoto è stata molto più di quello che vedevo in piscina. Da bambina pensavo di iniziare semplicemente uno sport. In realtà stavo iniziando un percorso che, anno dopo anno, è andato oltre quello che potevo capire allora".
I flash scorrono ripetuti nella mente come canterebbe Tiziano Ferro e con questi i ringraziamenti: "Grazie alla mia famiglia che mi ha messo in piscina senza sapere dove mi avrebbe portata quella scelta. Non so come sarebbe stata la mia vita senza questo sport. So soltanto che una parte della persona che sono oggi è nata lì, tra il rumore dell’acqua, uno spogliatoio e una squadra. Per me è stato molto più di un impegno o di una disciplina. È stato un posto in cui sono cresciuta. E forse è proprio questo il punto. Fate sport. Perchè non è solo allenamento, risultati o competizione. È incontrare persone diverse, imparare nuovi modi di lavorare, confrontarsi con culture e abitudini che non avresti mai conosciuto altrimenti. È vivere esperienze che ti spostano, anche quando non te ne accorgi subito. Non sai cosa ti porterà. Ma è proprio questo che lo rende così grande. E a volte, quello che sembra "solo uno sport", finisce per aprire molto più di quello che immaginavi. È stato bello. Grazie Pallanuoto".
E' il quarto ritiro stagionale dopo quelli annunciati di Alessia Millo, Laura Teani e Rosa Rogondino. Silvia Avegno lascia in eredità un percorso fatto di fatti e non parole, sacrifici, passione, talento, abnegazione che spesso avrebbe meritato miglior sorte e riconoscenza, soprattutto in ottica Setterosa in cui, in 33 presenze ufficiali, ha avuto modo comunque di collezionare due Argenti (Giochi del Mediterraneo e World League), un Bronzo agli Europei in Croazia nel 2022 ed uno ai Mondiali in Giappone nel 2023 terminando poi la sua avventura azzurra indossando anche la "fascia" di capitano. Con i club, oltre a svariati titoli giovanili e Trofei delle Regioni, vanta due Coppe Italia con Rapallo e Sis Roma, due campionati spagnoli e due Supercoppe con il CN Matarò. L'attività si ferma, ma la storia di Silvia continua a vivere nelle nuove generazioni.
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