

Si sono spenti i riflettori sulla settima edizione del Limen Salerno Festival, che dal 25 al 27 giugno 2026 ha riempito l'Arena Ghirelli. Quello che era nato anni fa come una scommessa, oggi si consolida come un hub culturale a tutto tondo, capace di tracciare un bilancio profondo sullo stato dell'arte e della musica sul territorio attraverso il provocatorio claim di quest'anno "Fai come ti pare". Questo slogan è stato scelto dagli organizzatori come un vero e proprio invito a rivendicare il libero arbitrio e il coraggio delle proprie scelte, ponendosi in netto contrasto con un'epoca dominata da algoritmi che tendono a semplificare e decidere al posto nostro. Ogni singola giornata ha preso il via ufficiale alle ore 18.00 con l'apertura dei cancelli, svelando un ecosistema ricco di installazioni fisse e attività continuative nel corso di tutta la kermesse, tra cui lo spazio espositivo Expo, lo scambio culturale di All you can read & wear, proiezioni cinematografiche, stand dedicati alle associazioni locali, un'area chill & move, l'area makeup, una zona food & drink e le proiezioni visive dell'installazione artistica "Oculucis" di Hermes Mangialardo.
Il ricco percorso della manifestazione si è articolato attraverso una scansione temporale giornaliera: i pomeriggi si sono aperti con workshop e talk dedicati al confronto: giovedì 25 giugno, subito dopo l'apertura, ha preso il via il laboratorio di serigrafia con Sciglio, seguito alle 19.00 dal dibattito filosofico-popolare con il collettivo "Filosofia Coatta". La serata inaugurale è poi entrata nel vivo a partire dalle 20.00 con gli opening act musicali di Nori e Asakaira, culminando nei grandi concerti sul palco principale di Murubutu & Moon Jazz Band e del rapper Rancore, per poi concludersi a mezzanotte con un DJ Set. Il giorno successivo, venerdì 26 giugno, le attività pomeridiane delle 18.00 hanno visto protagonista la playlist creativa in collaborazione con "Take me to Salerno", seguita alle 19.00 dall'esperimento corale collettivo "One day choir" a cura di Sing your City. Dalle 20.00, lo stage musicale ha ospitato l'opening act di Yamigami e una successione di live che ha visto alternarsi Angelica Bove, Dutch Nazari, le sonorità della Banda Maje insieme a Tonico70 e la cantautrice brasiliana Mari Froes, segnando un traguardo storico come primo ospite internazionale nella storia del festival. La notte del venerdì si è infine chiusa ballando sulle note del Solamente Italiano Dj Set. L'ultima giornata, sabato 27 giugno, si è aperta alle 18.00 con il corso di autodifesa promosso da Sportee, seguito alle 19.00 dallo spazio culturale di "Ti Consiglia", che ha guidato il pubblico in un viaggio alla scoperta dei personaggi storici che hanno costruito l'identità di Salerno, come Trotula de Ruggiero e Alfonso Gatto.
Dalle 20.00, la chiusura musicale è stata introdotta dall'opening act di Armando Pavone (completando il quadro dei talenti emergenti locali esibitisi nel festival insieme a Luna e Antonio Saporito) e ha visto le grandi performance finali del cantautore partenopeo Roberto Colella e della storica Bandabardò, prima di affidare i saluti finali a mezzanotte al ritmo del "Pubala Selectors Dj Set". Il festival ha registrato un'ottima affluenza di pubblico, confermando la centralità del Parco dell'Irno come spazio condiviso di aggregazione urbana. Al momento, con l'edizione 2026 appena archiviata, l'organizzazione si gode il meritato successo e non ha ancora rilasciato annunci ufficiali o date precise riguardo l'ottava edizione del prossimo anno. Tuttavia, il fortissimo legame creato con la cittadinanza e il consolidamento della macchina organizzativa lasciano già presupporre che i preparativi per il 2027 inizieranno presto, con l'obiettivo di continuare a costruire comunità attraverso l'arte e la partecipazione.
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