

di Massimiliano Catapano
Una condanna a un anno e sei mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione della pena. Si chiude così, almeno in primo grado, il processo per la morte di Michele Avella, il poliziotto di 35 anni che l’11 febbraio 2022 perse la vita in un drammatico incidente avvenuto lungo via delle Arti e dei Mestieri, a Cava de' Tirreni. Il giudice monocratico del Tribunale di Nocera Inferiore ha riconosciuto la responsabilità penale del proprietario dell’autotreno coinvolto nella vicenda, chiamato a rispondere dell’accusa di omicidio stradale. Secondo la ricostruzione emersa durante il dibattimento, il mezzo pesante era stato lasciato in sosta sulla carreggiata, in un punto nel quale la presenza della linea continua sul margine della strada rendeva vietato il parcheggio. Quell’ingombro, per il giudice, ebbe un ruolo determinante nella successione degli eventi che portò alla tragedia.
Avella, in servizio al Commissariato di Cava de' Tirreni, stava arrivando da Nocera Superiore in sella al suo scooter Bmw. Trovatosi improvvisamente davanti l’autotreno, tentò una manovra d’emergenza per evitare l’ostacolo, ma perse il controllo del mezzo e scivolò sull’asfalto. Lo scooter finì contro una Citroën che procedeva regolarmente nella corsia opposta. L’impatto fu violentissimo. Per il giovane agente non ci fu nulla da fare: morì sul colpo nonostante il rapido intervento dei soccorritori. La conducente dell’automobile riportò ferite lievi e rimase sotto shock. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, consentirono di ricostruire la dinamica e di accertare la posizione dell’autotreno. Un elemento divenuto centrale nel processo e ritenuto direttamente collegato all’incidente.
Il tribunale ha però riconosciuto anche un concorso di colpa della vittima. Dagli accertamenti sarebbe infatti emersa una velocità superiore al limite previsto in quel tratto di strada. Una circostanza valutata come attenuante, ma non sufficiente a interrompere il nesso causale tra la sosta irregolare del camion e la morte del poliziotto. La sentenza individua dunque nella presenza del mezzo pesante sulla carreggiata uno dei fattori decisivi del dramma. Per conoscere nel dettaglio il ragionamento seguito dal giudice bisognerà attendere il deposito delle motivazioni, previsto nelle prossime settimane. Solo successivamente i legali dell’imputato decideranno se presentare ricorso in appello. A più di quattro anni dall’incidente, arriva così una prima risposta giudiziaria per una tragedia che sconvolse Cava de' Tirreni e l’intera comunità della Polizia di Stato.
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