

di Massimiliano Catapano
Il futuro della Sonrisa entra nella sua fase più delicata. L’imponente complesso di via Stabia, diventato celebre in tutta Italia come il "Castello delle Cerimonie", è ora al centro di una valutazione destinata a stabilire se la struttura potrà avere una seconda vita oppure dovrà essere abbattuta. Dopo la confisca definitiva disposta per lottizzazione abusiva e il trasferimento dell’immobile al patrimonio del Comune di Sant’Antonio Abate, l’amministrazione ha affidato a un professionista un incarico del valore di circa 39 mila euro. Il compito sarà quello di predisporre uno studio tecnico sul possibile recupero e sulla valorizzazione dell’intero complesso. La perizia dovrà accertare se esistano concrete ragioni di interesse pubblico per evitare la demolizione e individuare eventuali destinazioni compatibili con le necessità del territorio. Tra le ipotesi figurano una riconversione per attività pubbliche, sociali o collettive.
Nessuna soluzione, tuttavia, viene esclusa: qualora non emergessero possibilità di recupero conformi alla legge, resterebbe aperta la strada dell’abbattimento totale, prevista dalla normativa per le opere abusive non sanabili. Parallelamente alle verifiche avviate dal Comune, prosegue la battaglia giudiziaria promossa dalla famiglia Polese. Due le date decisive. Il prossimo 9 luglio la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla famiglia, mentre il 24 novembre sarà il Consiglio di Stato a esaminare il contenzioso riguardante la revoca delle autorizzazioni alberghiere e di ristorazione. Intanto, dal 15 giugno, le attività della Sonrisa risultano sospese e non vengono più accettate nuove prenotazioni. Per evitare la cancellazione delle cerimonie già programmate, gli eventi sono stati trasferiti in altre strutture della zona attraverso accordi temporanei. Una soluzione ponte pensata per garantire, almeno fino alla conclusione della stagione in corso, una parziale continuità lavorativa e organizzativa.
Il nodo più urgente resta però quello occupazionale. La chiusura del complesso mette in discussione il futuro di oltre cento lavoratori diretti, senza contare le numerose attività dell’indotto che per anni hanno ruotato attorno al Castello delle Cerimonie. Dipendenti, istituzioni e precedente proprietà continuano il confronto nella ricerca di tutele e risposte concrete. Non è soltanto il destino di un immobile a essere in discussione. La Sonrisa ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per il settore delle cerimonie e della ristorazione campana, trasformandosi anche in un fenomeno televisivo e di costume conosciuto ben oltre i confini regionali. Ora, mentre si chiude una lunga stagione, Sant’Antonio Abate è chiamata a decidere che cosa potrà nascere al posto di un simbolo che ha segnato un’epoca.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.