

di Massimiliano Catapano
Dall’incidente in mare all’arrivo nel reparto di massima emergenza, senza ritardi, passaggi incerti o vuoti nella catena dei soccorsi. È questo il percorso tracciato durante l’incontro scientifico "La gestione del subacqueo con patologia da decompressione in un DEA di II livello", ospitato dall’Azienda ospedaliero-universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona". L’iniziativa è stata promossa dalla Uos di Medicina Subacquea e Terapia Iperbarica, diretta da Antonio Siglioccolo, e ha riunito specialisti del settore e rappresentanti della Marina Militare Italiana. Un confronto di alto livello che conferma il ruolo del Ruggi quale riferimento regionale per la medicina subacquea e per i trattamenti in camera iperbarica. Al centro dei lavori, la necessità di definire procedure sicure, immediate e condivise per assistere i pazienti colpiti da patologia o malattia da decompressione. L’obiettivo è costruire un modello organizzativo capace di accompagnare il subacqueo dal luogo dell’incidente fino al DEA di secondo livello, struttura destinata alla gestione delle urgenze più complesse, garantendo diagnosi tempestive, coordinamento dei soccorsi e cure specialistiche.
L’appuntamento ha anche consolidato la collaborazione tra il Centro di Medicina Subacquea e Terapia Iperbarica del Ruggi e il Servizio di Medicina Subacquea e Iperbarica del Centro Ospedaliero Militare di Taranto. Un’intesa che rappresenta un esempio concreto di integrazione tra sanità civile e militare, fondata sullo scambio di competenze, sulla formazione degli operatori e sul miglioramento continuo dell’assistenza. L’obiettivo comune è rafforzare la sicurezza delle attività subacquee e fare in modo che ogni emergenza in mare trovi risposte mediche rapide, coordinate e sostenute dai più elevati standard scientifici. Sono intervenuti Antonio Siglioccolo, responsabile della Uos di Medicina Subacquea e Terapia Iperbarica del "Ruggi"; il contrammiraglio Fiorenzo Fracasso, capo del Servizio di Medicina Subacquea e Iperbarica del Centro Ospedaliero Militare di Taranto; il luogotenente Vincenzo Clemente, coordinatore dello stesso servizio; i tecnici iperbarici Valentina Amatruda e Domenico Terracciano; Renato Gammaldi, direttore della Uoc di Anestesia e Rianimazione del "Ruggi", e il capitano di vascello Giovanni Calvelli, comandante della Capitaneria di Porto di Salerno.
La partecipazione e l’interesse registrati durante il corso hanno spinto gli organizzatori a programmare una seconda edizione per settembre. Un nuovo momento di formazione destinato ad ampliare la rete di collaborazione tra le realtà coinvolte e a sostenere la crescita di un settore sempre più strategico nella gestione delle emergenze sanitarie legate al mare.
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