

Si è conclusa l'edizione 2026 di Salerno Letteratura, una settimana intensa che dal 13 al 20 giugno ha trasformato il centro storico cittadino in un grande spazio aperto di confronto, riflessione e partecipazione. La quattordicesima edizione della manifestazione, dedicata ad Alfonso Gatto nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, ha scelto come filo conduttore il verso "Il cuore desto avrà parole. Letteratura nei tempi inquieti", proponendo una riflessione profonda sul ruolo della cultura in un presente attraversato da conflitti, cambiamenti sociali, trasformazioni ambientali e nuove sfide democratiche. Per otto giorni scrittori, giornalisti, filosofi, storici, artisti, scienziati e studiosi si sono alternati nei diversi spazi del festival, dando vita a un programma che ha attraversato narrativa, saggistica, poesia, divulgazione scientifica, attualità e formazione. Oltre 160 ospiti hanno animato una delle edizioni più ricche degli ultimi anni, confermando la capacità della manifestazione di mettere in dialogo linguaggi, discipline e generazioni differenti. Il centro storico di Salerno è tornato a essere il cuore pulsante del festival, con incontri ospitati nei cortili, nelle chiese, nei palazzi storici e negli spazi culturali della città. Un modello che negli anni ha contribuito a costruire un rapporto sempre più stretto tra la manifestazione e il tessuto urbano, facendo della letteratura uno strumento di partecipazione civile e di valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.
Tra le principali novità dell'edizione 2026 si è distinto l'arrivo a Salerno del Premio Demetra, il riconoscimento nazionale dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco. Articolato nelle sezioni narrativa, saggistica, graphic novel e letteratura per ragazzi, il premio ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell'intera manifestazione, contribuendo a rafforzare il dialogo tra cultura ambientale e cittadinanza. Grande attenzione è stata dedicata anche alla storia e alla memoria collettiva. Tra gli appuntamenti più partecipati, l'incontro con lo scrittore Paolo Romano ha riportato il pubblico agli anni in cui Salerno fu capitale d'Italia, ripercorrendo eventi cruciali. Accanto agli incontri letterari, il festival ha ospitato alcuni dei più importanti riconoscimenti del panorama culturale nazionale. È tornata la tradizionale Serata Stregata, dedicata ai finalisti del Premio Strega 2026, offrendo al pubblico l'opportunità di incontrare alcune delle voci più autorevoli della narrativa italiana contemporanea. Spazio anche al Premio Salerno Libro d'Europa. Particolarmente rilevante è stata inoltre la presenza del Premio Letteratura d'Impresa e del Premio De Sanctis, che hanno ampliato ulteriormente il raggio d'azione della manifestazione affrontando temi legati all'economia, all'innovazione, alla divulgazione scientifica e al giornalismo culturale. Una scelta che conferma la volontà di Salerno Letteratura di proporsi sempre più come uno spazio di discussione sulle grandi questioni contemporanee. Non sono mancati i progetti dedicati alla formazione e alla partecipazione attiva. La Summer School, la Scuola di Lettura, i laboratori per giovani videomaker, gli incontri con i gruppi di lettura e le iniziative rivolte agli studenti hanno coinvolto centinaia di ragazze e ragazzi, rafforzando il legame tra il festival e le nuove generazioni.
Allo stesso modo, appuntamenti come Caffè Europa hanno offerto occasioni di confronto sul presente del continente, sulle trasformazioni della società europea e sulle prospettive delle nuove cittadinanze. L'edizione 2026 sarà ricordata anche per il grande omaggio dedicato ad Alfonso Gatto. Dalle letture sceniche ai percorsi poetici nei vicoli del centro storico, fino agli incontri di approfondimento sulla sua opera, il poeta salernitano è stato il punto di riferimento ideale di una manifestazione che ha scelto di interrogarsi sul valore delle parole in tempi complessi e inquieti. Il festival è stato accompagnato anche da un acceso dibattito culturale sviluppatosi nei giorni precedenti all'apertura. Al centro della discussione la decisione della direzione artistica di revocare allo scrittore Erri De Luca la prolusione inaugurale inizialmente prevista per l'apertura della manifestazione. La scelta, motivata dagli organizzatori con riferimento ad alcune posizioni pubblicamente espresse dall'autore sul conflitto israelo-palestinese, ha suscitato un ampio confronto nel mondo della cultura e dell'informazione. Successivamente lo scrittore ha rinunciato a partecipare anche agli altri appuntamenti previsti nel programma, mentre diversi intellettuali e operatori culturali hanno espresso opinioni differenti sulla vicenda, alimentando una discussione nazionale sui temi della libertà di espressione, del pluralismo culturale e del ruolo dei festival letterari nel dibattito pubblico. Pur attraversando questa fase di forte attenzione mediatica, Salerno Letteratura ha mantenuto intatta la propria capacità di attrarre pubblico e ospiti di rilievo, confermando la propria posizione tra le principali manifestazioni culturali italiane.
Con la chiusura del festival si conclude una settimana che ha visto Salerno confermare il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale. Tra premi letterari, memoria storica, sostenibilità, filosofia, scienza, attualità e partecipazione civile, l'edizione 2026 lascia in eredità una riflessione condivisa sul presente e sul futuro, dimostrando ancora una volta come la cultura possa rappresentare uno strumento fondamentale per comprendere il mondo che cambia. Con il sipario calato sulla quattordicesima edizione, l'attenzione si sposta già al futuro. Al momento gli organizzatori non hanno ancora reso noti tema, date e primi appuntamenti del Salerno Letteratura Festival 2027, ma il successo dell'edizione appena conclusa conferma la centralità della manifestazione nel panorama culturale nazionale. Dopo una settimana che ha intrecciato letteratura, memoria storica, sostenibilità, filosofia, scienza e attualità, la città guarda già alla prossima estate, quando il festival tornerà ad animare il centro storico con nuove voci, nuovi libri e nuove occasioni di confronto.
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