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Salerno Letteratura 2026, Salerno capitale d'Italia: memoria, storia e identità nell'incontro con Paolo Romano

23/06/2026

Tra gli appuntamenti conclusivi di Salerno Letteratura 2026, uno degli incontri dedicati alla memoria storica della città ha riportato l'attenzione su uno dei periodi più significativi del Novecento italiano: i mesi in cui Salerno fu capitale del Regno d'Italia. Presso Spazio Edicola, lo scrittore salernitano Paolo Romano ha guidato il pubblico in un percorso attraverso eventi, protagonisti e passaggi cruciali che segnarono il destino del Paese durante la Seconda guerra mondiale.

A dialogare con l'autore è stato Daniele Tabatabie, che ha aperto l'incontro ricordando una delle pagine più dolorose vissute dalla città: il bombardamento alleato del 21 giugno 1943. Romano ha rievocato quell'episodio con profonda partecipazione, ricordando come il bilancio delle vittime si aggiri intorno ai cinquecento morti. Un evento che rappresenta ancora oggi una ferita nella memoria collettiva cittadina e che anticipò mesi decisivi per la storia nazionale. Da quel tragico episodio il racconto si è spostato sullo sbarco alleato sulle coste salernitane del settembre 1943. Secondo Romano, si trattò dell'operazione militare più importante in Europa dopo lo sbarco in Normandia, un passaggio fondamentale per l'avanzata delle forze alleate lungo la penisola italiana e per il progressivo crollo del regime fascista. Ampio spazio è stato dedicato anche all'armistizio tra il Regno d'Italia e gli Alleati, firmato il 7 settembre 1943 e annunciato pubblicamente soltanto il giorno successivo. Lo scrittore ha sottolineato come il ritardo nella comunicazione generò situazioni drammatiche e confusioni operative. Tra queste ha ricordato l'affondamento del sommergibile italiano Velella, colpito dal sommergibile britannico Shakespeare al largo di Capo Licosa, quando gli effetti dell'accordo non erano ancora stati pienamente recepiti. Nel corso dell'incontro Romano ha poi affrontato il ruolo di Vittorio Emanuele III nelle vicende che portarono l'Italia alla guerra e alla crisi dello Stato. Lo scrittore ha ricordato alcune delle decisioni più controverse attribuite al sovrano, dal consenso alla Marcia su Roma all'approvazione delle leggi razziali, fino all'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale. Ha inoltre richiamato la fuga della monarchia verso Ortona e successivamente Brindisi dopo l'armistizio, un episodio che continua a suscitare riflessioni e dibattiti tra gli storici. Il cuore dell'incontro è stato però dedicato al periodo in cui Salerno assunse il ruolo di capitale del Regno d'Italia. Romano ha evidenziato come questa fase rappresenti un momento di straordinaria importanza per la città e per l'intero Paese. Fu infatti a Salerno che si insediò il primo governo dell'Italia liberata, in una fase decisiva per la ricostruzione delle istituzioni democratiche. Particolare attenzione è stata riservata alla cosiddetta Svolta di Salerno, uno dei passaggi politici più rilevanti della storia italiana contemporanea. In quella circostanza Palmiro Togliatti propose alle forze antifasciste di mettere temporaneamente da parte le divisioni ideologiche per concentrare ogni sforzo sulla liberazione nazionale e sulla ricostruzione dello Stato. Una scelta che contribuì a favorire la collaborazione tra le diverse forze politiche e a preparare il terreno per il futuro assetto democratico del Paese. Romano ha ricordato inoltre come proprio nel Salone dei Marmi maturò l'idea di convocare un'Assemblea Costituente, destinata a elaborare la Carta fondamentale della futura Repubblica italiana. Un elemento che rafforza ulteriormente il legame tra Salerno e la nascita delle istituzioni democratiche del dopoguerra. L'incontro ha offerto anche l'occasione per riflettere sul ruolo del Mezzogiorno nella lotta contro il fascismo. Lo scrittore ha contestato la diffusa convinzione secondo cui la Resistenza sarebbe stata un fenomeno esclusivamente settentrionale, ricordando come numerosi episodi di opposizione armata e di mobilitazione popolare si siano verificati nel Sud già nei mesi precedenti. Tra questi ha citato la battaglia di Scafati e le Quattro Giornate di Napoli, esempi significativi di resistenza e partecipazione civile. La discussione si è conclusa con gli interventi del pubblico, che ha condiviso domande, ricordi e riflessioni personali, e da qui è nato un confronto partecipato che ha trasformato l'incontro in un momento di vera memoria collettiva.

Lucia Bosco - Extratime -

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