

di Massimiliano Catapano
Una notte di metà giugno, un violento impatto lungo Corso Garibaldi e una vita spezzata ad appena quindici anni. Matteo Petti è morto nella mattinata di venerdì 19 giugno all’ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo un grave incidente stradale. Il ragazzo viaggiava come passeggero su uno scooter condotto da un amico di 21 anni. Intorno alle 00.30, nel tratto che conduce verso la stazione ferroviaria centrale, il motociclo si è scontrato con un’automobile per cause ancora al vaglio degli investigatori. L’urto è stato violentissimo. Matteo sarebbe stato sbalzato dalla sella, ricadendo sull’asfalto dopo un volo di diversi metri. Anche il conducente dello scooter è rimasto gravemente ferito ed è tuttora ricoverato sotto stretta osservazione medica. I sanitari del 118, arrivati rapidamente sul posto, hanno trasportato entrambi i giovani al "Ruggi". In Corso Garibaldi sono intervenuti anche gli operatori di Strade Sicure e gli agenti della Polizia di Stato, ai quali spetta il compito di ricostruire ogni passaggio dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.
Per Matteo è iniziata una corsa disperata contro il tempo. I medici hanno tentato ogni strada per salvargli la vita, ma le lesioni riportate nello schianto si sono rivelate troppo gravi. La notizia della sua morte si è diffusa in poche ore, lasciando sotto choc familiari, amici e un’intera città. A raccontare il dolore di chi gli voleva bene è uno striscione firmato dal gruppo Nuova Guardia: "Continua a brillare tra le stelle… Ciao Matteo". Parole semplici, accompagnate da un cuore rosso, che restituiscono la dimensione di una perdita impossibile da accettare. Sui social si susseguono messaggi, fotografie e ricordi dedicati al quindicenne. Le indagini proseguono e la Procura potrebbe disporre ulteriori accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dello scontro. Resta, intanto, il silenzio di una comunità che si stringe attorno alla famiglia Petti. Quando a perdere la vita è un ragazzo di quindici anni, le parole sembrano sempre insufficienti. Rimangono i sogni interrotti, l’amore di una famiglia e il ricordo custodito dagli amici.
Alla famiglia di Matteo giungano le più sentite e sincere condoglianze da parte dell’intera redazione di Salernoinweb. Che l’affetto di quanti gli hanno voluto bene possa accompagnarlo in quel cielo dove, come hanno scritto i suoi amici, continuerà a brillare tra le stelle.
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