

di Massimiliano Catapano
La Corte d’Appello di Salerno ha confermato integralmente la condanna a dodici anni di reclusione nei confronti di Vincenzo Romano, quarantenne di Cava de’ Tirreni, già riconosciuto colpevole in primo grado del tentato omicidio della moglie. I giudici di secondo grado hanno respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando l’impianto accusatorio costruito dalla Procura di Nocera Inferiore. La notizia è stata riportata dall’edizione di sabato de "Il Mattino". La vicenda risale all’estate del 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’aggressione si consumò nel cuore della notte all’interno dell’abitazione familiare. La donna, 34 anni, stava dormendo quando venne colpita ripetutamente con un’arma da taglio in diverse parti del corpo, tra cui l’addome, il collo e la schiena.
Nelle stanze vicine si trovavano anche i figli piccoli della coppia. Nonostante le ferite, la vittima riuscì a chiedere aiuto contattando il padre. Una telefonata decisiva, che consentì di attivare tempestivamente i soccorsi e di evitare conseguenze ancora più drammatiche. Poco dopo l’aggressione, Romano avrebbe tentato di togliersi la vita utilizzando un secondo coltello. L’intervento dei sanitari del 118 permise di soccorrere entrambi i coniugi e di trasferirli in ospedale. La sentenza della Corte d’Appello chiude il secondo grado di giudizio e conferma la pena già inflitta in primo grado: dodici anni di reclusione per un episodio che, per la dinamica ricostruita dagli investigatori e per la presenza dei bambini all’interno dell’abitazione, aveva profondamente scosso la comunità cavese.
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