

di Massimiliano Catapano
La Scafatese sale sul tetto d’Italia. Lo fa nel modo più netto, autorevole e spettacolare possibile: con sei goal, una prestazione senza sbavature e una finale trasformata in una passerella trionfale. Il 6 giugno 2026 entra di diritto nella storia del club gialloblu. Allo stadio "Gaetano Bonolis" di Teramo, la squadra guidata da Giovanni Ferraro travolge il Vado con un clamoroso 0-6 e conquista lo Scudetto della Serie D al termine di una stagione straordinaria. Un successo che premia il lavoro del patron Felice Romano e consacra una formazione capace di imporsi con qualità, personalità e una superiorità evidente fin dai primi minuti. La finale viene indirizzata già nel primo tempo, chiuso sullo 0-3. Le due espulsioni rimediate dal Vado complicano ulteriormente la giornata della squadra ligure, ma non ridimensionano i meriti della Scafatese, padrona del campo prima ancora di conquistare la doppia superiorità numerica. Nella ripresa arrivano altre tre reti e la festa può cominciare.
Primo tempo: Esposito apre la strada, Volpicelli e Palmieri mettono il tricolore in cassaforte
Le due squadre partono con moduli speculari. Il Vado si presenta con il 4-3-3, affidando la regia all’ex Giugliano Abonckelet e il peso dell’attacco all’ex Paganese Raffini. Ferraro risponde schierando Palmieri e Convitto ai lati di Volpicelli. La Scafatese prende immediatamente il controllo della partita. Al 3’ Volpicelli prova a sorprendere Bellocci direttamente dalla bandierina: il pallone attraversa l’area e il portiere ligure riesce ad allontanarlo quasi sulla linea di porta. Cinque minuti più tardi è Palmieri a rendersi pericoloso: ingresso in area dalla sinistra e conclusione con il mancino, respinta con i pugni dall’estremo difensore rossoblu. Il vantaggio arriva al 14’. Baldan vede il movimento di Alessio Esposito e lo serve con un lancio preciso. L’esterno gialloblu entra in area e lascia partire un sinistro di controbalzo che si infila nell’angolo basso sul secondo palo. Un’esecuzione perfetta che sblocca la finale. Al 21’ la partita cambia definitivamente volto. Pisanu sbaglia un retropassaggio e consegna il pallone a Volpicelli. Bondioli interviene al limite dell’area per impedire all’attaccante di involarsi verso la porta: il fallo da ultimo uomo costa al capitano del Vado il cartellino rosso. Sulla punizione successiva Convitto colpisce in pieno il palo alla destra di Bellocci.
La Scafatese continua ad attaccare. Convitto prova a sfruttare una respinta del portiere uscito di testa fuori dall’area, ma la conclusione in caduta non ha la forza necessaria. Il Vado cerca una reazione con un tentativo dalla distanza di De Rinaldis, terminato di poco a lato. Al 33’ Convitto sfiora nuovamente il raddoppio con un tiro a giro dal limite che accarezza il palo. Tre minuti dopo Acquadro calcia da circa trenta metri e costringe Bellocci a rifugiarsi in angolo con un intervento di pugno. Per il Vado la situazione precipita al 38’. Gulinelli, entrato pochi minuti prima per ridisegnare l’assetto della squadra dopo l’espulsione di Bondioli, commette un altro fallo da ultimo uomo. Il direttore di gara estrae il secondo cartellino rosso e lascia i liguri addirittura in nove. Dalla punizione seguente nasce il 2-0. Volpicelli calcia con precisione e trova l’angolo, lasciando immobile Bellocci. Prima dell’intervallo arriva anche il tris: Palmieri riceve il pallone e con un sinistro potente batte ancora il portiere rossoblù. La Scafatese rientra negli spogliatoi con il titolo già saldamente tra le mani.
Secondo tempo: Sicurella cala il poker, Palmieri e Acquadro completano la festa
Nella ripresa il copione non cambia. La Scafatese continua a spingere senza concedere nulla agli avversari. Dopo due minuti Volpicelli cerca il colpo di testa su un traversone dalla fascia, ma non riesce a inquadrare la porta. Al 51’ arriva il quarto goal. Sicurella viene servito in profondità, si presenta davanti a Bellocci e lo supera con un sinistro preciso. La finale diventa una celebrazione del calcio gialloblu. Al 58’ Palmieri prova ancora a lasciare il segno con una conclusione mancina, neutralizzata dal portiere ligure. La Scafatese gestisce il possesso con lucidità e continua a costruire occasioni senza mai perdere equilibrio. Al 73’ Palmieri firma la doppietta personale. Dal vertice destro dell’area lascia partire un rasoterra chirurgico: il pallone tocca il secondo palo e termina in fondo alla rete. È lo 0-5. La serata si chiude con il goal più spettacolare. All’84’ Acquadro raccoglie il pallone a circa trentacinque metri dalla porta e scaglia un destro potentissimo che si infila all’incrocio. Un’autentica prodezza, il sigillo ideale su una finale dominata dal primo all’ultimo minuto.
Il trionfo di una squadra diventata grande
Lo 0-6 maturato sul prato del "Bonolis" non è soltanto il risultato di una partita. È il punto esclamativo su una stagione che resterà impressa nella memoria dei tifosi e nella storia sportiva di Scafati. La Scafatese ha affrontato l’appuntamento più importante con la serenità delle squadre consapevoli della propria forza. Ha attaccato, colpito, controllato e chiuso la gara con una maturità impressionante. Il Vado, penalizzato dalle due espulsioni, non è riuscito ad arginare una formazione apparsa superiore sul piano tecnico, atletico e mentale. Il tricolore della Serie D è cucito sul petto dei canarini. La Scafatese è Campione d’Italia.
TABELLINO
VADO (4-3-3): Bellocci; Rosa, M. Lazzarini, Bondioli, Lupinacci (74’ Cecchinato); Abonckelet, Pisanu (53’ Sacco), De Rinaldis (77’ P. Lazzarini); Arras, Raffini (25’ Gulinelli), Vita (70’ Bussaglia). A disposizione: Gattuso, Alfiero, Stampi, Alluci. Allenatore: Sesia
SCAFATESE (4-3-3): Leonardo; Guerra (61’ Calzone), Baldan, Suhs, Di Santo; Acquadro, Sicurella (53’ Faiello), Esposito; Palmieri (82’ Altobello), Volpicelli (56’ Badji), Convitto (70’ Istrice). A disposizione: Becchi, Dambros, Molinaro, Conteh. Allenatore: Ferraro
ARBITRO: Costa di Busto Arsizio
RETI: 14’ Esposito, 39’ Volpicelli, 42’ Palmieri, 51’ Sicurella, 73’ Palmieri 84’ Acquadro
NOTE: Espulsi al 21’ Bondioli e al 38’ Gulinelli (Vado), entrambi per DOGSO. Calci d’angolo 0-2. Recupero 2’ pt. Spettatori 500 circa.
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