

di Massimiliano Catapano
Non soltanto un luogo di cura, ma anche un presidio di prevenzione capace di raggiungere i pazienti più fragili direttamente durante il ricovero. L’Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno ha ottenuto l’affiliazione al Programma Nazionale Ospivax per il biennio 2026-2027, ricevendo il riconoscimento di tre bollini. L’attestazione, approvata il 3 giugno 2026 dal Comitato scientifico e di coordinamento del Programma Nazionale Ospivax, premia il percorso sviluppato negli ultimi anni dal Centro Vaccinale dell’azienda ospedaliera salernitana. Un’attività portata avanti sotto il coordinamento del professor Francesco De Caro, responsabile delle vaccinazioni dell’AOU Ruggi e professore associato di Igiene e Medicina preventiva presso l’Università degli Studi di Salerno. Il ruolo ricoperto da De Caro nell’ambito dei percorsi vaccinali aziendali è indicato anche nella documentazione scientifica relativa alle iniziative formative organizzate al "Ruggi". La denominazione ufficiale dell’azienda sanitaria salernitana, riportata nella sezione istituzionale del portale del Ruggi, è Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno. Nel sito aziendale compare anche la dicitura "Scuola Medica Salernitana", legata alla natura universitaria della struttura e al rapporto con il territorio e con l’Università degli Studi di Salerno. Il riconoscimento nazionale arriva al termine di un lavoro che non nasce oggi. Durante l’emergenza Covid il Centro Vaccinale del "Ruggi" si era già imposto come un punto di riferimento per il territorio, chiamato a gestire una fase delicata e complessa con un’organizzazione capace di rispondere alle esigenze della popolazione. Quell’esperienza non si è esaurita con la conclusione della fase più critica della pandemia.
Dal 2022 il servizio ha progressivamente ampliato la propria attività, sviluppando un modello di vaccinazione più vicino ai bisogni concreti delle persone ricoverate. Il progetto comprende un Centro Vaccinale Mobile in grado di raggiungere il paziente direttamente al letto di degenza. Una scelta particolarmente importante per chi presenta condizioni cliniche complesse o difficoltà negli spostamenti. Il percorso riguarda i pazienti fragili ricoverati nei reparti dell’azienda ospedaliera, le persone sottoposte a dialisi, i pazienti trapiantati, coloro che sono in attesa di un trapianto e quanti, per specifiche patologie, devono ricevere la vaccinazione in un ambiente protetto. Non una semplice somministrazione, dunque, ma una presa in carico costruita attorno alle condizioni della persona e inserita nel percorso assistenziale. È proprio questa impostazione ad avvicinare l’esperienza del "Ruggi" alla filosofia del Programma Nazionale Ospivax, nato per promuovere la vaccinazione all’interno degli ospedali. L’obiettivo dichiarato del programma è offrire informazioni, consulenze, piani vaccinali e vaccinazioni agli operatori sanitari, ai pazienti - con particolare attenzione ai soggetti fragili - e ai contatti più vicini delle persone assistite.
Il valore dei tre bollini non è soltanto simbolico. Il regolamento Ospivax distingue tre differenti livelli di riconoscimento. Il livello più elevato viene attribuito alle strutture che, oltre a rispettare i requisiti previsti per i primi due livelli, possono dimostrare la presenza di un ambulatorio vaccinale specifico e di un percorso strutturato attivo all’interno dell’ospedale. L’affiliazione ottenuta dal "Ruggi" certifica quindi la solidità di un modello organizzativo ormai consolidato. Un risultato che assume un significato ancora più rilevante perchè riguarda pazienti spesso esposti a maggiori rischi e bisognosi di una protezione costruita su misura. La prevenzione entra così pienamente nel percorso di cura. L’ospedale non attende più soltanto l’arrivo del paziente al centro vaccinale, ma porta il servizio nei reparti, raggiungendo chi potrebbe avere maggiori difficoltà ad accedere ai tradizionali canali territoriali. È una concezione moderna della sanità pubblica: più vicina alla persona, più attenta alla fragilità e capace di trasformare il ricovero in un’occasione concreta di tutela della salute. Il riconoscimento nazionale conseguito dall’AOU "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" premia un lavoro sviluppato nel tempo e restituisce valore a un’esperienza che mette al centro la prevenzione. Un risultato importante per l’ospedale salernitano e, soprattutto, per i pazienti che ogni giorno affidano alla struttura il proprio percorso di cura.
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