

di Massimiliano Catapano
Il pagamento dei parcheggi destinati ai lavoratori ha fatto esplodere il malcontento, ma rischia di essere soltanto il primo segnale di una crisi organizzativa molto più profonda. Al "Ruggi d’Aragona" di Salerno la tensione cresce e la FP Cgil provinciale, attraverso il segretario generale Antonio Capezzuto, mette in fila tutte le questioni rimaste irrisolte: mobilità interna, contratti prossimi alla scadenza, stabilizzazioni ancora ferme, incarichi di funzione mai assegnati e una struttura di governo rimasta troppo a lungo in una condizione di provvisorietà. Per Capezzuto il caso dei parcheggi rappresenta «solo la punta dell’iceberg». Una vicenda concreta, che incide ogni giorno sulla vita dei dipendenti, ma che non può essere separata dalle altre criticità accumulate nel tempo all’interno della principale azienda ospedaliero-universitaria della provincia di Salerno. Gli spazi destinati ai visitatori, fino a pochi giorni fa accessibili gratuitamente anche al personale, sono diventati a pagamento per i lavoratori. Chi non riesce a trovare posto nelle aree interne è costretto a sostenere una spesa aggiuntiva semplicemente per raggiungere il proprio luogo di lavoro. Una situazione che, secondo la FP Cgil, evidenzia anche l’assenza di una regolamentazione adeguata degli spazi e di un piano serio per la mobilità interna. Il sindacato non si limita alla protesta. Capezzuto propone di utilizzare le aree di sosta presenti nelle immediate vicinanze dell’ospedale, in particolare quelle prospicienti lo stadio "Arechi" e gestite da Salerno Mobilità.
L’ipotesi prevede parcheggi gratuiti per dipendenti e utenti, collegati al presidio attraverso un servizio navetta dedicato. Una soluzione che potrebbe ridurre la pressione sulle aree interne e rendere più agevole l’accesso anche per pazienti e familiari. Il problema, tuttavia, non si esaurisce davanti alle sbarre di un parcheggio. Sul tavolo resta la condizione di centinaia di lavoratori con contratti in scadenza entro il 30 giugno. A poche settimane dal termine, le proroghe non risultano ancora formalizzate. Per molti dipendenti significa continuare a prestare servizio senza avere certezze sul proprio futuro professionale. A questa situazione si aggiunge quella dei precari che avrebbero già maturato i requisiti previsti dalla normativa per la stabilizzazione. Secondo la FP Cgil, le procedure avrebbero dovuto essere avviate già dal primo gennaio. Capezzuto non usa mezzi termini: "È una inadempienza grave" che il sindacato "non intende tollerare in silenzio". La denuncia investe anche la governance dell’azienda. Dopo le dimissioni dell’ex direttore generale Ciro Verdoliva, il Ruggi ha continuato a operare senza una guida pienamente titolare.
La FP Cgil riconosce il lavoro svolto dal facente funzioni Sergio Russo, chiamato a gestire una fase particolarmente delicata con serietà e senso di responsabilità. Ma una struttura sanitaria di tale rilevanza non può restare a lungo affidata a equilibri temporanei. Capezzuto aveva chiesto al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, una decisione "non più rinviabile": la nomina di un direttore generale titolare, dotato di piena legittimazione e di reale autonomia decisionale. Il sindacato aveva tracciato anche l’identikit della figura necessaria per rilanciare l’azienda: "una figura autorevole, indipendente e determinata", capace di agire senza condizionamenti politici e senza subire il peso dei centri di potere interni sedimentati nel tempo. Nel mirino della FP Cgil finisce inoltre la mancata attribuzione degli incarichi di funzione ai dipendenti. Una questione che, secondo il sindacato, si trascina da decenni e che avrebbe impedito di riconoscere formalmente responsabilità, competenze e professionalità presenti all’interno dell’azienda. Non una semplice disfunzione burocratica, dunque, ma il simbolo di un immobilismo che il nuovo corso dovrà interrompere. La risposta della Regione è arrivata nella stessa giornata del 3 giugno. Al termine dei lavori della Commissione di esperti, la Giunta campana ha indicato l’avvocato Nicola Cantone come candidato prescelto per la nomina a direttore generale del "Ruggi".
La proposta sarà trasmessa al rettore dell’Università degli Studi di Salerno per acquisire la prevista intesa. Per Cantone si tratta di un ritorno nell’azienda salernitana. Avvocato originario di Aversa e laureato con lode in Giurisprudenza alla "Federico II", ha già ricoperto gli incarichi di commissario straordinario e direttore generale del "Ruggi". Nel suo curriculum figurano anche l’esperienza come direttore amministrativo dell’Asl Napoli 2 e diversi incarichi manageriali nel settore sanitario privato. La designazione apre una nuova fase, ma non cancella le emergenze indicate dalla FP Cgil. Parcheggi, proroghe contrattuali, stabilizzazioni, mobilità interna e valorizzazione delle professionalità restano dossier aperti. Questioni che richiedono risposte rapide e verificabili. Il messaggio lanciato da Capezzuto è chiaro: il tempo delle attese è finito. In assenza di provvedimenti concreti, la FP Cgil non esclude nuove iniziative di mobilitazione, fino alla proclamazione dello stato di agitazione del personale. La nomina di una nuova guida rappresenta un passaggio importante. Ma il vero banco di prova comincia adesso: trasformare una fase di transizione troppo lunga in un progetto credibile di rilancio per il "Ruggi" e per i lavoratori che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento.
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