

L’aumento dell’incidenza delle patologie oncoematologiche e la crescente complessità dei percorsi diagnostico-terapeutici rendono necessario lo sviluppo di modelli assistenziali innovativi, orientati alla continuità delle cure e alla centralità del paziente. In tale contesto si inserisce il progetto "Ospedale a Casa", promosso e finanziato da AIL Salerno, in collaborazione con l’Ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", che garantisce ad alcuni pazienti continuità assistenziale ematologica e psico-sociale grazie a prestazioni svolte direttamente presso il proprio domicilio. Una progettualità importante diventata ormai, a due anni dall’avvio, una realtà consolidata.
Questa mattina, presso l’Azienda Ospedaliera di Salerno, si è svolta l’iniziativa "Ospedale a Casa. La continuità assistenziale per il paziente ematologico: esperienza, risultati e prospettive", alla presenza del prof. Virgilio D’Antonio, rettore dell’Università degli Studi di Salerno, del prof. Orlando Troisi, delegato alla Terza Missione dell’Università degli Studi di Salerno, della dott.ssa Antonella Maisto, direttore medico di Presidio, il prof. Carmine Selleri, Direttore UOC Ematologia e Trapianto di CSE, la dott.ssa Elvira Tulimieri, psico-oncologa e presidente AIL Salerno, la dott.ssa Bianca Serio, specialista in Ematologia, responsabile Centro Trapianti di CSE e malattie rare, la dott.ssa Bianca Cuffa, responsabile Day Hospital Ematologia e Case Manager "Ospedale a Casa". L’occasione per illustrare il valore della continuità assistenziale nel percorso di cura del paziente ematologico, evidenziando come l’integrazione tra ospedale e territorio possa rappresentare un elemento chiave per migliorare gli esiti clinici e il benessere complessivo della persona.
"Per AIL Salerno, Ospedale a Casa non è soltanto un progetto, ma il risultato di una visione maturata nel tempo, un obiettivo perseguito con determinazione nell’arco di oltre un decennio di attività. - ha raccontato Elvira Tulimieri, presidente AIL Salerno - La sfida è duplice: da un lato, affianchiamo i pazienti ematologici nel loro percorso di cura, ma dobbiamo anche lavorare per diffondere modelli assistenziali sempre più sostenibili, integrati e replicabili. Alla luce dei dati raccolti e delle evidenze riscontrate in questi due anni di lavoro, questo per noi non rappresenta un traguardo, ma un nuovo inizio. L’Ospedale a casa è un servizio fondamentale, necessario, capace di portare la medicina direttamente a casa dei pazienti più fragili". Nel corso del dibattito sono stati approfonditi anche il ruolo dell’Ematologia di Salerno, le principali innovazioni terapeutiche e il valore della continuità assistenziale quale elemento qualificante del percorso di cura. Particolare attenzione è stata dedicata alle più recenti innovazioni in ambito terapeutico, tra cui le terapie CAR-T, oggi disponibili anche presso l’Azienda Ospedaliera salernitana, che rappresentano una frontiera avanzata nel trattamento delle neoplasie ematologiche e richiedono modelli assistenziali altamente integrati e percorsi di presa in carico strutturati. Ad arricchire la mattinata, le testimonianze di pazienti e caregiver, i quali hanno di fatto evidenziato l’impatto del progetto in termini di qualità della vita e umanizzazione delle cure.
Per ulteriori dettagli, consultare il sito www.ailsalerno.it
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