

La misura è entrata in vigore il primo giugno, ma il malcontento covava già da giorni. Ora, dopo l’introduzione del pagamento per l’utilizzo delle aree di sosta interne destinate ai dipendenti dell’Azienda ospedaliera universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", la protesta ha assunto una dimensione sindacale formale. La Fials provinciale di Salerno ha proclamato lo stato di agitazione del personale e ha chiesto l’avvio immediato delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa. Una nota è stata trasmessa anche al Comune di Salerno, chiamato a intervenire su una vicenda che sta provocando forti tensioni tra i lavoratori del presidio sanitario cittadino. Al centro della contestazione c’è il ticket di due euro al giorno richiesto per accedere ai parcheggi interni utilizzati dal personale ospedaliero. Una cifra che, considerata singolarmente, potrebbe apparire contenuta, ma che diventa un costo significativo se moltiplicata per i giorni lavorativi di un mese e per l’intero arco dell’anno.
Il problema, tuttavia, non è soltanto economico. Medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici e amministrativi si trovano quotidianamente a fare i conti con turni articolati, reperibilità, ingressi notturni e responsabilità che rendono indispensabile una presenza continua all’interno della struttura. In questo contesto, il pagamento della sosta viene percepito come un’ulteriore penalizzazione imposta proprio a chi garantisce il funzionamento dell’ospedale senza interruzioni. "Non è accettabile continuare a scaricare nuovi sacrifici sulle spalle dei lavoratori", afferma Carlo Lopopolo, segretario provinciale della Fials Salerno. "Parliamo di persone che assicurano l’assistenza ai cittadini ventiquattro ore su ventiquattro, affrontando turni pesanti e responsabilità enormi. Chiedere loro di pagare per lasciare l’auto nel luogo in cui prestano servizio significa aggiungere un disagio a una situazione già complessa".
Il sindacato raccoglie da giorni segnalazioni provenienti dai diversi settori dell’azienda ospedaliera. Il clima interno, secondo la Fials, rischia di deteriorarsi ulteriormente se non arriveranno risposte tempestive. "Le proteste che stiamo ricevendo non sono episodi isolati", prosegue Lopopolo. "Il malessere è diffuso e riguarda tutte le categorie professionali. I dipendenti vivono questo provvedimento come uno schiaffo all’intero sistema sanitario, perché colpisce chi ogni giorno garantisce la continuità dei servizi. Occorre intervenire subito, prima che la tensione aumenti ancora". La richiesta della Fials è chiara: sospendere immediatamente il pagamento e aprire un tavolo di confronto con la direzione aziendale e con le istituzioni competenti, per individuare una soluzione stabile e rispettosa delle esigenze del personale.
"I lavoratori sanitari, tecnici e amministrativi meritano attenzione, rispetto e riconoscimento", conclude il segretario provinciale. "Non possono essere costretti a sostenere ulteriori costi soltanto per raggiungere il proprio posto di lavoro. Chiediamo alla direzione dell’azienda ospedaliera e alle istituzioni di assumersi le proprie responsabilità, fornendo risposte concrete e adottando provvedimenti immediati". La Fials Salerno attende ora un riscontro ufficiale. In assenza di una soluzione rapida, il sindacato ha già annunciato la possibilità di intraprendere ulteriori iniziative, sia sul piano sindacale sia su quello legale, a tutela dei dipendenti del "Ruggi d’Aragona".
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