

Settimo campionato vinto tra settore giovanile e prima squadra ma un'altro inizio estate in attesa della chiamata giusta e soprattutto di un programma in grado di dare continuità nel tempo al suo modo di fare calcio. Mister Giovanni Esposito, reduce dal vittorioso spareggio del girone G di Prima Categoria con il Siano Calcio riportato in Promozione dopo 22 anni, resta alla finestra dopo la separazione con il sodalizio della Valle dell'Orco: "Da quando sono arrivato abbiamo avuto subito due scontri diretti di fuoco con Baronissi e Montoro che ci hanno permesso di restare attaccati alla Salerno Guiscards che allora guidava il campionato e poi scavalcarla. Avessimo perso punti in quelle due settimane ad oggi staremmo parlando d'altro. In molti fanno passare questa vittoria come scontata ma di scontato nel calcio non c'è nulla, a maggior ragione quando inserisci sempre più giovani in organico come capitato a noi. Le statistiche parlano chiaro, miglior attacco ed una sola reale battuta d'arresto a Baronissi nel girone di ritorno ma anche nei momenti più difficili i ragazzi hanno risposto da uomini e portato a termine la missione".
Il tecnico stabiese ha lasciato la sua impronta vincente e salutato contestualmente con un pizzico di amarezza: "Dispiace quando si inizia un lavoro con determinati presupposti che poi vengono a mancare, ogni anno che passa è sempre più difficile iniziare un discorso e portarlo avanti sul lungo termine. Anche l'età avanza e la voglia di portare idee innovative nell'allenamento, a prescindere dalla categoria, sicuramente si va a scontrare con sistemi e politiche gestionali ormai note che non privilegiano la meritocrazia ed i risultati conseguiti nel tempo con i fatti. Al contempo per chi vive di calcio ed è mosso da passione come me c'è sempre la speranza che qualcosa possa cambiare in positivo". Qualche chiamata già è arrivata ma l'ex tecnico di Audax, Centro Storico, Valentino Mazzola ed Olympic attende di valutare su basi concrete: "Sono libero e disponibile ad affrontare nuove esperienze con le prerogative ormai chiare: avere l'opportunità di far giocare a calcio con principi chiari, dando fiducia ai giovani, a chi merita, senza fare proclami ma costruire una base che possa consolidarsi con serietà e programmazione senza improvvisazione".
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