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"Il calcio emetterà una sentenza": Cosmi porta la Salernitana a Brescia e chiama a raccolta il popolo granata

26/05/2026

di Massimiliano Catapano

C’è una vigilia che non somiglia alle altre, perchè non concede ripari, non offre seconde strade, non permette calcoli. Serse Cosmi (foto Internet) lo sa, lo sente, quasi lo cerca. La Salernitana si presenta al "Rigamonti" per la Semifinale di ritorno contro il Brescia con un solo destino davanti: vincere la propria battaglia sportiva e prendersi la finale, oppure fermarsi sul più bello. Il tecnico granata, tornato a vivere la partita dalla panchina dopo la sofferenza dell’andata osservata da una posizione forzatamente lontana dal campo, ha scelto parole nette, di quelle che pesano più di una semplice conferenza della vigilia. "Domani sarà una partita da dentro o fuori", ha detto Cosmi, sintetizzando in poche parole tutto il significato della sfida. Poi ha aggiunto un pensiero che racconta molto del suo modo di intendere il calcio: "Sono proprio queste le situazioni che mi piacciono di più. Non amo sapere che, dopo una partita, ci possa essere ancora un’altra occasione per rimediare". È la filosofia dell’eliminazione diretta, quella che divide chi trema da chi si accende. Cosmi appartiene alla seconda categoria. Non fugge dalla pressione, la guarda in faccia. "Il calcio, in certi momenti, diventa una sentenza", ha spiegato il tecnico, consapevole che al Rigamonti non si giocherà soltanto una partita, ma un pezzo consistente della stagione granata. Una sentenza per la Salernitana o per il Brescia, perchè una sola delle due squadre potrà continuare la corsa. La serata dell’"Arechi", chiusa sull’1-1, è ormai alle spalle, almeno nelle intenzioni dell’allenatore. Cosmi non ha nascosto quanto sia stato difficile vivere quella gara lontano dalla panchina: "Ho superato la notte passata in quel gabbiotto. Chi fa questo mestiere sa bene quanto si soffre quando non puoi stare dove vorresti". Una sofferenza tecnica ed emotiva, più che scenografica, perché l’allenatore vive la partita dentro ogni dettaglio, ogni movimento, ogni scelta.

Il pareggio del Brescia nel finale ha lasciato amarezza, ma Cosmi non vuole che la squadra cada nella trappola del rimpianto. Anzi, il tecnico invita a leggere l’andata con lucidità. "Quella partita ci ha consegnato valori molto chiari", ha osservato. Il Brescia, ai suoi occhi, ha confermato di essere un avversario di livello: "Ho visto una squadra messa bene in campo, con giocatori capaci di esprimere fino in fondo le proprie qualità tecniche". Un riconoscimento pieno alla formazione di Corini, ma anche un modo per rafforzare l’autostima granata. Perchè, davanti a un avversario così, la Salernitana era avanti fino al recupero. "Nella mia gestione è stato probabilmente il miglior avversario affrontato", ha ammesso Cosmi. "Ma proprio per questo, considerando che al novantunesimo stavamo vincendo, dobbiamo sentirci sollevati e non frustrati". Il confine emotivo della semifinale passa da qui. Il goal del Brescia ha spostato sensazioni e umori: più entusiasmo in Lombardia, un filo di delusione a Salerno. Ma Cosmi non accetta l’idea che il ritorno parta con una squadra davanti all’altra. "Il pareggio ha inciso sul morale di entrambe", ha spiegato, "ma io e Corini sappiamo bene che le gare di ritorno sono quasi sempre diverse da quelle dell’andata". È un messaggio preciso al gruppo e all’ambiente: nessun complesso, nessuna inferiorità, nessuna resa anticipata. "Secondo me entrambe le squadre hanno le stesse identiche possibilità di arrivare in finale", ha sottolineato il tecnico. "Non vedo un motivo per assegnare percentuali superiori all’una o all’altra". Poi c’è il tema della condizione fisica, inevitabile in una Salernitana che ha dovuto consumare energie importanti nel giro di pochi giorni.

Tra le quattro semifinaliste, i granata sono quelli che hanno giocato di più, affrontando due gare supplementari in un calendario già compresso. Cosmi non cerca alibi, ma fotografa la realtà del momento. "Da venti giorni ci alleniamo in maniera particolare", ha raccontato. "Chi ha giocato lavora soprattutto sul recupero fisico e mentale, mentre chi ha avuto meno spazio sostiene sedute più intense". La squadra, di fatto, riesce a lavorare tutta insieme soltanto nella rifinitura, quando non c’è più tempo per caricare troppe indicazioni tattiche. In una vigilia così, l’allenatore deve affidarsi anche all’istinto, alla lettura quotidiana dei volti, dei movimenti, delle risposte del gruppo. "Capire come sta davvero la squadra dipende dal mio occhio e dalle mie sensazioni", ha detto Cosmi, scegliendo poi di custodire per sé le valutazioni più delicate. Il tecnico granata, però, ha voluto aprire una parentesi significativa sul lavoro dello staff. In partite di questo peso, arrivare con l’organico quasi al completo non è un dettaglio, ma un risultato. "Presentarsi a una sfida così in queste condizioni è molto positivo”, ha evidenziato. “Non dimentichiamo che siamo l’unica squadra tra le quattro semifinaliste ad aver giocato due partite in più in pochissimo tempo". Da qui il ringraziamento a chi ha lavorato lontano dai riflettori: "Siamo riusciti a recuperare anche qualche acciaccato e a proporre l’organico al completo. Il merito va ai preparatori e ai fisioterapisti, che devo soltanto ringraziare".

Infine, il passaggio più identitario, quello che a Salerno non è mai un dettaglio: il popolo granata. Cosmi lo ha detto con chiarezza, quasi isolando l’unico punto fermo dentro una gara piena di variabili. "Tra tutte le incertezze che una partita di questo livello porta con sè, una certezza c’è: il sostegno dei nostri tifosi". Non è solo la fotografia della trasferta di Brescia. È una dichiarazione d’appartenenza, un richiamo alla storia della Salernitana e al rapporto viscerale tra squadra e città. "Non parlo soltanto di questa partita", ha aggiunto Cosmi. "Parlo dell’intera storia granata. Quando Salerno ha avuto la possibilità di seguire la squadra, ha sempre risposto presente". Al "Rigamonti" serviranno nervi saldi, coraggio e lucidità. Servirà una Salernitana capace di non farsi consumare dal peso della posta in palio, ma di abitarlo. Cosmi ha tracciato la linea: nessun rimpianto per l’andata, nessuna paura del Brescia, nessuna scusa legata alla fatica. Domani parlerà il campo. E, come ha ricordato il tecnico, il calcio emetterà la sua sentenza. La Salernitana vuole che sia una sentenza granata.

Redazione Sport - Salernitana -

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