

di Massimiliano Catapano
La Salernitana esce dall’"Arechi" con un pareggio che lascia inevitabilmente un filo di amarezza, ma anche con la consapevolezza di avere ancora tutto nelle proprie mani. L’1-1 contro l’Union Brescia nella Semifinale d’andata dei play-off non chiude nulla, non sposta definitivamente gli equilibri e, soprattutto, non cancella quanto di buono i granata hanno costruito nella ripresa, prima della beffa arrivata in pieno recupero. A commentare la gara, davanti ai microfoni di RaiSport, è stato Giuseppe Scurto, domenica chiamato a guidare la Salernitana dalla panchina al posto di Serse Cosmi, fermato dalla squalifica. Un compito non banale, soprattutto in una serata di grande peso emotivo e tecnico. Scurto (foto Internet), però, ha scelto la strada della lucidità, senza cercare alibi e senza ingigantire il rimpianto. "Nel primo tempo abbiamo incontrato qualche difficoltà", ha spiegato l’allenatore in seconda dei granata. "Nella ripresa siamo cresciuti, abbiamo fatto meglio e siamo riusciti anche a difendere il vantaggio. È chiaro che prendere goal nel recupero dispiace, però credo che alla fine il pareggio sia un risultato giusto".
Parole misurate, da uomo di campo, capaci di fotografare una partita complicata, sporca, intensa, nella quale l’Union Brescia ha confermato solidità e qualità, mentre la Salernitana ha saputo reagire dopo una prima parte meno brillante. Il vantaggio granata aveva illuso l’"Arechi", ma il calcio dei play-off raramente concede finali comodi. E così il pari ospite ha rimesso tutto in discussione, senza però compromettere il cammino. Scurto ha poi dedicato un passaggio al ruolo avuto in panchina, con Cosmi costretto a seguire la gara lontano dalla sua postazione naturale. "Sostituire il mister non è semplice", ha ammesso. "Parliamo di un allenatore di Serie A. Noi conosciamo bene le sue richieste e, insieme allo staff, abbiamo cercato di preparare la partita nel modo migliore possibile". Un riconoscimento chiaro alla figura di Cosmi, ma anche alla compattezza di uno staff che ha provato a mantenere intatta l’identità della squadra in una serata delicata. La Salernitana, pur senza il suo allenatore in panchina, non ha perso organizzazione né spirito, mostrando nella seconda parte della gara una maggiore capacità di alzare il livello della propria prestazione.
Ora l’orizzonte si sposta inevitabilmente sulla gara di ritorno. Scurto non si nasconde, ma evita qualsiasi tono drammatico. "A questo punto della stagione il livello delle partite si alza", ha sottolineato. "Mi aspetto un ritorno equilibrato. Sarebbe rimasto tutto aperto anche se avessimo vinto". È forse questa la frase che meglio racconta il senso della notte dell’"Arechi": il rammarico c’è, perchè un goal incassato nel recupero pesa sempre, soprattutto in una Semifinale play-off. Ma non c’è spazio per processi o paure. La qualificazione resta in bilico, la Salernitana dovrà giocarsela fuori casa con personalità, ordine e coraggio. Il pari non è una condanna, ma un promemoria: nei play-off non basta gestire, bisogna restare dentro la partita fino all’ultimo respiro. E la Salernitana, dopo la delusione del finale, dovrà ripartire proprio da lì: dalla crescita vista nella ripresa, dalla forza del gruppo e dalla convinzione che la porta della finale sia ancora aperta.
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