

di Massimiliano Catapano
La Salernitana si aggrappa al talento, alla fiducia e alla voce di Kees De Boer. Nel pareggio per 1-1 contro l’Union Brescia, nella Semifinale d’andata dei play-off di Serie C, il centrocampista olandese (foto Us Salernitana) ha firmato il goal del momentaneo vantaggio granata al 53’, prima della rovesciata di Crespi al 91’ che ha gelato l’"Arechi" e rimandato ogni verdetto alla gara di ritorno, in programma mercoledì 27 maggio alle 20 a Brescia. Una notte di rimpianti, certo. Ma non di resa. Perchè De Boer, nel dopo partita, ha scelto parole chiare, dritte, da leader silenzioso: la Salernitana ha subito una beffa pesante, ma resta viva, pienamente dentro la doppia sfida. Il suo goal aveva acceso l’"Arechi", arrivando dopo una ripresa giocata con maggiore convinzione dai granata, capaci di alzare ritmo e presenza dopo un primo tempo più complesso.
Ai microfoni di Lira Tv, De Boer ha raccontato così la sua rete: "È stato un bel goal. Ho ricevuto palla e ho deciso di calciare, anche se non è una cosa che provo spesso". Una conclusione pulita, coraggiosa, quasi istintiva, che per lunghi minuti aveva indirizzato la serata dalla parte della Salernitana. Poi, nel finale, la giocata di Crespi ha cambiato il sapore della partita. "Anche il loro goal è stato bellissimo", ha ammesso De Boer. "Resta un grande peccato averlo subito proprio in quel momento". Il centrocampista granata non ha cercato scorciatoie, nè si è rifugiato dietro al tema arbitrale. "Non voglio parlare dell’arbitro", ha precisato, spostando subito l’attenzione sulla lettura tattica della gara. "Io e Tascone eravamo in due in mezzo, e quando gli avversari abbassavano il trequartista dovevamo comunicare meglio. In ogni caso penso che la squadra abbia disputato una buona partita".
È la fotografia di una Salernitana che ha sofferto, ma che non si è mai sfilacciata. Il Brescia ha confermato di essere avversario solido, organizzato, pericoloso; una squadra capace di restare dentro la gara fino all’ultimo pallone. De Boer lo ha riconosciuto senza giri di parole: "Il Brescia è forte, però è ancora tutto possibile. Noi siamo fiduciosi". Nel suo intervento c’è anche la consapevolezza della fatica accumulata. A questo punto della stagione, il peso dei play-off non è soltanto fisico, ma mentale. "Forse un po' di stress ora si sente", ha spiegato l’olandese. "Mi sono sentito più stanco, ma sapevamo che sarebbe stato così. Adesso dobbiamo recuperare bene e farci trovare pronti". Il messaggio più forte, però, arriva guardando alla gara di ritorno. A Brescia servirà una Salernitana coraggiosa, lucida, capace di giocare senza paura in un ambiente caldo e contro un avversario che avrà dalla sua il fattore campo. De Boer, però, non indietreggia: "L’obiettivo è fare un goal in più di loro. Con il loro pubblico non sarà facile, ma so che possiamo vincere".
Parole che pesano, perchè pronunciate da chi la partita l’ha marchiata con un gesto tecnico importante e da chi, sin dal primo giorno, ha sempre creduto nella possibilità di arrivare fino in fondo. "L’ho detto dall’inizio: questa squadra poteva competere almeno per i play-off", ha concluso De Boer. "Bisogna crederci, altrimenti è meglio non scendere nemmeno in campo. Parlo per tutti: possiamo farcela e possiamo raggiungere il nostro obiettivo". Il pari dell’"Arechi" lascia amarezza, ma non cancella il cammino. La Salernitana ha perso l’occasione di presentarsi a Brescia con un vantaggio, non quella di giocarsi la qualificazione. E dentro una Semifinale ancora apertissima, la voce di De Boer diventa il manifesto granata: testa alta, gambe pronte, cuore acceso. A Brescia non serviranno calcoli. Servirà crederci davvero.
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