

di Massimiliano Catapano
Vincenzo De Luca è di nuovo sindaco di Salerno. La città consegna all’ex presidente della Regione Campania una vittoria netta, pesante, politicamente inequivocabile: il 59,3% dei consensi, una percentuale che lo riporta a Palazzo di Città con la forza di un risultato costruito sul rapporto diretto con l’elettorato salernitano e sulla memoria lunga di una stagione amministrativa che ha segnato profondamente il capoluogo. È il quinto mandato elettivo da sindaco per De Luca (foto Il Messaggero), un dato che da solo racconta la portata di una vicenda politica rarissima nel panorama italiano. Prima il 1993, poi il 1997, quindi il ritorno del 2006, la riconferma travolgente del 2011 e ora il nuovo successo del 2026. Cinque passaggi elettorali, cinque investiture popolari, cinque capitoli di una stessa storia: quella di un uomo politico che a Salerno non è mai stato soltanto un amministratore, ma un riferimento, un simbolo, una presenza permanente nel dibattito pubblico cittadino.
La vittoria arriva al primo turno e chiude una campagna elettorale che aveva assunto un valore ben più ampio della semplice competizione comunale. De Luca non torna soltanto a fare il sindaco: torna nel luogo dove ha costruito il suo profilo nazionale, dove ha consolidato il suo metodo politico, dove il suo nome è diventato sinonimo di governo urbano, decisionismo e controllo della macchina amministrativa. Nel 1993 De Luca conquistò per la prima volta Palazzo di Città con il 57,91% al ballottaggio, aprendo una stagione destinata a incidere sulla trasformazione urbana di Salerno. Nel 1997 arrivò una riconferma ancora più larga, con il 71,32% al primo turno. Nel 2006, dopo la parentesi parlamentare, tornò alla guida del Comune superando Alfonso Andria al ballottaggio con il 56,95%. Nel 2011 firmò il risultato più imponente della sua carriera salernitana, vincendo al primo turno con il 74,42%. Oggi, con il 59,3%, riannoda il filo con la città e mette il sigillo su un nuovo capitolo politico.
Il voto di Salerno dice molto più di una preferenza amministrativa. Racconta una città che, davanti a una scelta cruciale, ha deciso di affidarsi ancora una volta al suo nome più riconoscibile. Gli avversari restano distanti: Gherardo Maria Marenghi si ferma intorno al 15%, Franco Massimo Lanocita al 14%. Numeri che misurano non solo il distacco elettorale, ma anche la forza di una leadership personale capace di occupare il centro della scena anche dopo gli anni trascorsi alla guida della Regione Campania. Il ritorno di De Luca a Palazzo di Città chiude anche la fase aperta dalle dimissioni anticipate di Vincenzo Napoli e restituisce a Salerno un sindaco che conosce ogni piega politica, amministrativa e simbolica della città. Per i suoi sostenitori è il ritorno dell’uomo del fare; per i suoi critici, la conferma di un sistema di potere che non ha mai davvero lasciato il campo. Ma il verdetto delle urne è netto: Salerno ha scelto De Luca.
Da oggi si apre una nuova fase. Non sarà una semplice amministrazione comunale, ma un mandato carico di attese, confronti e responsabilità. Perché quando un leader torna per la quinta volta alla guida della stessa città, non gli viene chiesto soltanto di governare: gli viene chiesto di dimostrare che quel legame, ancora una volta premiato dalle urne, può tradursi in una nuova stagione di risultati concreti. Salerno ha votato. De Luca è tornato. E Palazzo di Città ritrova il protagonista più longevo e discusso della sua storia politica recente.
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