

di Massimiliano Catapano
Il Tribunale di Nocera Inferiore ha condannato a quattro anni di reclusione A.P., noto ginecologo di Cava de' Tirreni, accusato di violenza sessuale nei confronti di una paziente che seguiva da circa cinque anni. Per il professionista è stata disposta anche la sospensione dall’esercizio della professione medica per cinque anni. Una sentenza pesante, arrivata in meno di un anno dai fatti contestati, che avevano scosso profondamente la comunità cavese, anche per la notorietà del medico, conosciuto in città e in servizio anche presso il "Ruggi d’Aragona" di Salerno. L’episodio al centro del procedimento, tuttavia, non sarebbe avvenuto in ospedale, ma nello studio privato del ginecologo a Cava de' Tirreni. Il pubblico ministero aveva chiesto per l’imputato una condanna più severa, pari a sei anni e sei mesi. Sulla stessa linea si era attestata la parte civile, rappresentata dall’avvocato Carla Maresca, legale della paziente, che all’epoca dei fatti aveva 33 anni.
"È stato un processo complesso e non semplice da definire, ma gli elementi raccolti andavano tutti nella stessa direzione", ha sottolineato l’avvocato Maresca, evidenziando come la sua assistita abbia mantenuto nel tempo una ricostruzione coerente, logica e riscontrata, senza modificare la propria versione né durante le indagini né nel corso del dibattimento. Di segno opposto la posizione della difesa. L’avvocato Teresa Sorrentino aveva chiesto l’assoluzione del medico e, dopo la decisione del Tribunale, ha annunciato battaglia in appello. "Ricorreremo contro una sentenza che riteniamo profondamente ingiusta e non sorretta da prove certe", ha dichiarato il legale. Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna sarebbe stata palpeggiata e destinataria di avances spinte durante una visita ginecologica avvenuta il 30 luglio 2024 nello studio del professionista. Subito dopo l’appuntamento, la paziente avrebbe raccontato l’accaduto a un’amica, per poi rivolgersi a un centro antiviolenza e successivamente alla Procura.
Le indagini furono affidate ai carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, che raccolsero la denuncia della donna e gli elementi ritenuti utili a sostenere l’accusa. Il medico, nel corso della vicenda giudiziaria, è stato anche arrestato e ha trascorso un periodo in custodia cautelare in carcere. Fin dall’inizio, l’imputato ha respinto ogni addebito, sostenendo di non aver mai compiuto alcuna violenza nei confronti della paziente. Ha inoltre contestato alcuni riscontri valorizzati dalla Procura, tra cui quattro chiamate senza risposta effettuate alla donna circa due settimane dopo il presunto episodio. Secondo la sua versione, quelle telefonate erano legate alla necessità di informarla dell’arrivo di documentazione sanitaria che la riguardava. Il Tribunale, però, ha ritenuto fondata una diversa ricostruzione dei fatti, arrivando alla condanna del professionista. Una decisione che segna un passaggio giudiziario rilevante, pur in attesa degli eventuali sviluppi in appello annunciati dalla difesa.
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